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Tetra Pak sostenibile

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Di recente è stata lanciata la  campagna, promossa dalla Centrale del Latte di Firenze, Tetra Pak e Revet, volta ad informare i cittadini sul corretto conferimento e sulla destinazione del Tetra Pak dopo il suo utilizzo. \r\n\r\nSe da un lato è apprezzabile l’intento di permettere ai cittadini di conferire in maniera corretta questo materiale, dall’altro è l’utilizzo stesso del Tetra Pak che il WWF giudica molto negativamente. \r\n\r\nInnanzitutto il consumatore non premia questo tipo di contenitore, dato che sono i produttori del poliaccoppiato, oltre al mercato stesso, ad imporlo. Se per alcuni generi alimentari è la soluzione preferita (essenzialmente per motivi di praticità), è anche vero però che dal punto vista ambientale e di sostenibilità, questo materiale pone costi inaccettabili. Intanto perchè si continua a premiare il “vuoto a perdere” anzichè quello “a rendere”? Ma non solo: tutta la filiera della raccolta/riutilizzo di questo materiale ha dei costi ambientali altissimi. \r\n\r\nIl recupero dei poliaccoppiati raccolti presso le cartiere, ha un costo altissimo in termini di consumi di energia e di acqua, in quanto il procedimento prevede un ciclo industriale molto dispendioso per separare le varie frazioni merceologiche che li compongono. Ed infine, da tutti questi trattamenti effettuati presso le cartiere, si originano grandi quantità di acqua da trattare e smaltire e grandissime quantità di pulp che necessariamente va a finire in discarica o all’inceneritore, generando un bilancio di massa ambientale estremamente energivoro e negativo. \r\n\r\nEcco perchè il WWF auspica che si limiti fortemente l’utilizzo di questo tipo di materiale e chiede alla Regione Toscana di investire risorse su politiche vere di “vuoto a rendere“.\r\n\r\nFonte: Rete Rifiuti del WWF Toscana\r\n\r\n\r\n

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