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The Art Must Go On a Pietrasanta

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La Galleria Cardi di Pietrasanta è lieta di presentare la mostra “The Art Must Go On – il viaggio nell’arte contemporanea”; una selezione di artisti provenienti da diverse aree geografiche, accomunati sia dalla sperimentazione dei linguaggi che dalla gestazione di un’immaginazione critica, comunicativa, disinibita e profondamente permeata sulla tematica del viaggio. Il “viaggiare” è qui concepito come dimensione parallela; un coacervo di entità contingenti,utopistiche, ideologiche, eversive e illusorie. Un multiverso di linguaggi ed una molteplicità di attitudini differenti.\r\n\r\nGli spazi della galleria prendono la forma di un ambiente globale, un luogo dove le varie esperienze di ogni singolo artista trascendono i confini geografici, etnici, di classe, religiosi e ideoligici. Ogni opera dialoga con le altre mettendo in relazione ciò che è universale con ciò che è locale; il dialogo fra esse è fonte primigenia di creatività e di scambio.\r\n\r\nFilo conduttore di questo percorso espositivo è la tematica del viaggio che ogni artista presente in questa collettiva affronta con la propria sensibilità ed il prorio linguaggio.\r\n\r\nAlcuni utilizzano soggetti e mezzi di espressione poliedrici; lo spagnolo Bernardì Roig presenta la sua opera Diavolo Bianco in resina di poliestere, legno e neon; neon e vetro sono anche i materiali usati dall’artista\r\n\r\ncileno Ivan Navarro per il suo Red/Yellow/Blue table, così come per l’italiano Vitttorio Corsini che presenta la sua Natura Morta Italiana. Paolo Canevari rappresenta inequivocabilmente il viaggio con la sua Olympic Circles: una composizione di cinque copertoni di pneumatici, simbolo per antonomasia della velocità e dei tragitti su strada, che qui assurgono al ruolo di simbolo olimpico. Legno, metallo, caucciù e corde sono gli elementi della scultura sospesa del cubano Kcho, una delicata casetta in legno che fluttua su una struttura di rete, come se fosse una casa sul fiume trascinata dalla corrente.\r\n\r\nWim Delvoye, artista belga, nelle sue due tele: Noran Archipel e Pan- Utisch Archipel inventa carte geografiche e immagina nuove terre da scoprire. Il raffinato svizzero Peter Wuthrich con Tropic of Butterfly crea una teca di farfalle realizzate interamente con copertine di libri e in Literary Food colloca sopra una mensola una serie di barattoli anch’essi rivestiti con copertine di libri di viaggio, che richiamano alla memoria i messaggi racchiusi in bottiglie trasportati dal mare. Il tragitto per l’olandese Michael Raedecker è invece una sottile trama cucita direttamente sulla tela della sua opera Dissociation (for the best future).\r\n\r\nL’americano Greg Colson esorcizza alcune delle paure dei nostri tempi, con un’opera che racconta di possibili incursioni aliene sul nostro pianeta; così come il newyorkese Tom Sachs che gioca con la tecnologia e l’ossessiva supervisone del rispetto delle regole nelle sua opera Test Module Eight. Irriverenti e ciniche sono anche le opere di Bertozzi e Casoni, Barile con pappagallo, dove uno stranito ma elegante pappagallo è costretto a vagabondare su un barile di petrolio sporco e rottamato, e Bugie dell’arte un teschio dorato con un lungo naso alla pinocchio che sbeffeggia un’altra preziosa figura scheletrica protagonista dell’opera For the Love of God, Laugh, di Damien Hirst, che deride con una sarcastica risata l’ultimo viaggio.\r\n\r\nFino al 30 novembre 2011 Orario galleria: venerdì: 18- 22 sab-dom: 11-13 / 18 -22

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