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Due chiacchiere con… Ettore Giuradei

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Incontriamo e conosciamo meglio Ettore Giuradei che l’11 giugno si esibirà all’Idroscalo di Milano al Miami, festival  della musica bella e dei baci…  manifestazione molto apprezzata sulla scena indipendente italiana.\r\n\r\nDal teatro alla canzone il passo è breve?\r\nHo sempre scritto canzoni, sia prima che durante la mia esperienza teatrale che m’ha visto impegnato per 4 anni con una compagnia di teatro comico gestuale. Nel momento in cui ho deciso di registrare il primo disco, Panciastorie, m’è sembrato giusto focalizzare tutta l’attenzione sul progetto musicale anche se l’esperienza teatrale m’è servita e mi sta servendo per rendere il concerto più intenso e surreale.\r\n\r\nAnche Giorgio Gaber incontrò sulla sua strada un pittore (Luporini) e nacque il teatro canzone… per te è stato così?\r\nTi dirò che reputo il mio concerto non un concerto di teatro canzone ma un concerto “classico” con dei contenuti testuali che se vuoi richiamano il mondo e il pensiero di Gaber. Lui ha incontrato Luporini, io ho “incontrato” mio fratello Marco che essendo musicista m’ha fatto spostare l’attenzione più sulla parte musicale che teatrale. Ultimamente stiamo cercando di far capire che il concerto di Ettore Giuradei attualmente è un concerto “rock” a tutti gli effetti soprattutto per l’energica partecipazione di tutti componenti della band: Alessandro Pedretti alla batteria, Danilo Di Prizio alle chitarre, Giulio Corini al basso e Domenico Vigliotti ai suoni.\r\n\r\nCosa provi quando suoni dal vivo?\r\nVivo il concerto come sfogo cosciente.\r\n\r\nCosa ha guidato la stesura del tuo ultimo lavoro?\r\nLe canzoni della Repubblica del Sole sono nate in periodi diversi ma sono accomunate dal desiderio di dire veramente come vanno le cose sia in amore che nella vita pubblico/privata di tutti i giorni.\r\n\r\nSe tu dovessi segnare cinque momenti importanti da quando hai deciso che avresti fatto musica quali indicheresti?\r\nSicuramente gli innamoramenti adolescenziali che m’hanno “distrutto” il cuore, gli incontri con persone “diverse” o sicuramente poco “normali” e l’osservazione di comportamenti che m’hanno fatto capire l’altissimo livello si stupidità umana. Comunque il momento più importante è stato quando mi sono accorto d’avere in casa l’alleato migliore: mio fratello.\r\n\r\nIntervista di: Elena Torre\r\n\r\n 

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