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WWF: no all’espansione di Peretola!

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Di fronte alle sempre più vive discussioni sull’espansione dello scalo aeroportuale di Peretola, il WWF Toscana esprime una posizione netta: l’unica soluzione logica è l’abbandono di qualsiasi ipotesi di nuove piste aeroportuali, che creerebbero un danno irreversibile all’ambiente, senza comunque essere in grado di dare un aeroporto efficace a Firenze, Prato e gli altri Comuni dell’area e distogliendo anzi enormi fondi (quelli appunto necessari per fare un nuovo aeroporto) rispetto a interventi molto più utili di messa a sistema dei trasporti fra Firenze e l’aeroporto di Pisa.\r\nIn particolare, l’ipotesi di una pista parallela all’autostrada costituirebbe una ferita gravissima al Parco della Piana di cui andrebbe ad occupare il cuore stesso, interessando, fra l’altro, aree costituenti il sistema agro-ambientale così come identificato nel laboratorio progettuale del Parco della Piana a Villa Montalvo il 22-23 luglio 2010 ed andando ad invadere l’area che invece è attualmente destinata ad un vasto ampliamento dell’oasi naturalistica ‘Val di Rose’ (la prima area protetta nata nella Piana nel lontano 1996 grazie alla collaborazione fra Università di Firenze e WWF).\r\nUna nuova pista di questo tipo determinerebbe un insostenibile consumo di territorio e anche un forte inquinamento acustico e chimico in tutta quell’area che di fatto rappresenta il nucleo centrale del Parco della Piana, sconvolgendone totalmente l’assetto.\r\nSe così sarà, le migliaia di cittadini che vivono e lavorano nella Piana non avranno più a disposizione le promesse aree verdi del Parco della Piana, che non saranno più concretamente fruibili, e con questo tutto il progetto del Parco della Piana fallirà.\r\nTutte le ipotesi di nuove piste orientate verso ovest andrebbero infatti in ogni caso ad occupare aree chiave del futuro Parco della Piana compromettendone la funzionalità sia per il consumo diretto del territorio che per la loro azione di insuperabili barriere ecologiche. E’ infatti evidente che la realizzazione di una nuova pista aeroportuale lungo l’Autostrada A11 costituirebbe un’altra drastica causa di frammentazione ecologica del territorio (che si sommerebbe a quella della A11), a quel punto davvero mai più recuperabile. L’ipotesi di nuove piste parallele o pressoché parallele va dunque a vanificare ogni possibile progetto di unificazione delle porzioni sud e nord del Parco della Piana.\r\nQuesti sono i motivi per cui diciamo NO alla rilocalizzazione della pista dell’aeroporto e Sĺ invece a una implementazione di un sistema integrato di trasporti che permetta di valorizzare al meglio e per tutti le realtà aeroportuali di Firenze e Pisa in modo coniugato.\r\nNon si comprende infatti anche da un punto di vista socioeconomico quale possa essere la logica di voler espandere un aeroporto che per questioni fisiche non può comunque assumere le caratteristiche e le funzioni di un ‘grande’ aeroporto e che quindi non potrà mai costituire un aeroporto esaustivo per le necessità di Firenze e di tutti gli altri Comuni della Piana, sprecando qui enormi fondi e risorse, piuttosto che lavorare da subito e a fondo perché si realizzi invece un collegamento rapido e funzionale fra l’area fiorentina e le realtà aeroportuali già esistenti e con caratteristiche che il Vespucci mai potrà assumere, come Pisa e anche Bologna.\r\nGli abitanti di Firenze, Prato e degli altri Comuni della Piana e, come loro, coloro che per lavoro o turismo vogliono venire nell’area fiorentina, di questo hanno bisogno (e rapidamente) e non certo di progetti espansivi autoreferenziali dello scalo fiorentino che ben poco cambierebbero nella realtà dei trasporti per il singolo cittadino e porterebbero solo più cemento e più inquinamento in un’area sensibile e densamente popolata come la Piana.\r\n\r\nFonte: WWF Toscana\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n 

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