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Napoleone all’Elba: nuovi arredi dell’imperatore

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Gli arredi nuovi dell’Imperatore. Sono stati acquisiti della Sovrintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici e etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno, diretta dall’architetto Agostino Bureca, ed andranno ad arricchire la dote dei Musei Nazionali delle Residenze Napoleoniche dell’isola d’Elba, diretti dalla dottoressa Roberta Martinelli.\r\nÈ durante la conferenza stampa che si è tenuta sabato 25 settembre nella Galleria Demidoff – Villa San Martino a Portoferraio (una delle due residenze napoleoniche sede dei Musei), in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, che i nuovi arredi sono stati presentati, per il momento allestiti in una mostra temporanea, prima di trovare la definitiva collocazione nelle stanze che furono di Napoleone durante i dieci mesi di reggenza all’Elba, il  luogo dove ha abitato per più tempo consecutivamente.\r\nGli arredi, costituiti da due poltrone in legno intagliato e dorato, un tavolo rotondo, due candelabri, un orologio da tavolo, un tavolo da “trictrac” e quattro sedie a gondola, sono stati presentati dal Sovrintendente Bureca, dal direttore Martinelli, dal maggiore esperto italiano di mobili d’epoca impero, Enrico Colle, che già in passato aveva collaborato con i Musei per la catalogazione degli arredi allora presenti, e dal membro del Comitato di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, Gabriele Magnoni.\r\n\r\nAl tavolo anche Antonella Giuzio, assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Portoferraio, che da tempo\r\n\r\nha instaurato un prezioso rapporto di collaborazione tra l’amministrazione comunale e la Sovrintendenza sul percorso di iniziative da intraprendere in vista del 2014, bicentenario dell’arrivo di Napoleone all’isola d’Elba, coinvolgendo anche l’APT dell’isola d’Elba. Gli arredi sono stati acquisiti grazie ad un intervento specifico, messo a punto dalla Sovrintendenza di Pisa e Livorno. “In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio – ha dichiarato il Sovrintendente Bureca – la Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici e etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno presenta l’importante recente acquisizione di arredi di epoca napoleonica destinata ad arricchire le collezioni del Museo Nazionale. Si tratta di oggetti di particolare pregio, selezionati grazie alle accurate indagini storiche portate avanti dalla Direzione del Museo, e che trovano il loro preciso riferimento nel Mobilier, l’inventario fatto redigere da Napoleone nel 1814 per le sue residenze elbane. Anche questa iniziativa si colloca all’interno di un ampio progetto di rilevanza internazionale che intende celebrare il bicentenario della presenza dell’Imperatore Napoleone all’Elba e che è stato promosso congiuntamente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero della Cultura di Francia”. “Gli arredi più importanti, da un punto di vista stilistico e storico – ha spiegato il direttore Martinelli – sono le due poltrone in legno intagliato e dorato e i due candelabri con le vittorie alate, di manifattura ‘imperiale’. Tutti gli arredi in questione sono stati acquistati sul mercato antiquario, individuati grazie alle ricerche su fonti e materiali inediti. Il progetto all’interno del quale si sono svolte le ricerche, ‘Da Parigi alla Toscana: il gusto delvivere al tempo di Napoleone ed Elisa’, vede una serie di iniziative, eventi e studi che dal 2007 sta costruendo un percorso di avvicinamento ai festeggiamenti per il bicentenario dell’arrivo di Napoleone all’isola d’Elba. Gli arredi, dopo questa presentazione, troveranno la loro definitiva collocazione all’interno delle sale delle due residenze, che grazie alla fondamentale condivisione di intenti con la Sovrintendenza saranno riportate ad una adeguata valorizzazione”. Colle ha illustrato le caratteristiche dei nuovi arredi, soffermandosi sulle caratteristiche stilistiche più salienti e di maggior pregio, e tratteggiando il periodo storico che ha determinato la nascita e la diffusione dello “stile impero”. “Da anni la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno – è stata la dichiarazione di Magnoni, che ha portato il saluto del presidente della Fondazione, avvocato Luciano Barsotti – è impegnata nel sostegno dei Musei delle residenze napoleoniche; sostegno che si è concretizzato anche nell’acquisto di arredi e che proseguirà nei prossimi anni, nonostante le difficoltà dettate dalla crisi economica generale, per tutte le iniziative che porteranno ai festeggiamenti del bicentenario dell’arrivo dell’Imperatore all’Elba”.\r\nGli arredi acquisiti\r\nPoltrona, serie di due, in legno intagliato e dorato, nella forma rievoca esemplari coevi provenienti da Parigi portati a Napoli dai Murat; esemplari simili sono oggi conservati nella Reggia di Caserta, manifattura napoletana, sec. XIX- inizi. Orologio da tavolo, in bronzo dorato e cesellato. Quadrante in porcellana sormontato da figura femminile su dormeuse, manifattura francese, sec. XIX- inizi. Tavolo rotondo, in legno di mogano, piano in marmo nero. Sfingi scolpite a tutto tondo in legno dorato e parzialmente dipinto di color verde impero. Piede a zampa leonina, manifattura italiana, sec. XIX- inizi. Candelabro, serie di due, in bronzo dorato e brunito, fusto modellato a tutto tondo a forma di vittoria alata che regge sei bracci portacero, manifattura francese, sec. XIX – inizi. Tavolo da gioco, da “trictrac”in piuma di mogano, manifattura francese, sec. XIX – primo quarto. Sedia a gondola, serie di quattro, in mogano con decoro in bronzo cesellato e dorato, manifattura francese, sec. XIX- primo quarto. Enrico Colle, specializzato nel campo delle arti decorative, collabora con le Soprintendenze fiorentine studiando e catalogando gli arredi e i soggetti d’arte di palazzo Pitti e delle residenze granducali in vista di una loro più corretta esposizione museografica. Attualmente è impegnato nello studio degli arredi e delle decorazioni d’interni ancora oggi presenti nelle ex residenze reali italiane e, per conto del comune di Milano, sta seguendo il riallestimento delle sale del piano nobile di palazzo Reale. È stato inoltre chiamato dal Ministero dei Beni Culturali, in qualità di Ispettore Onorario della Soprintendenza di Firenze, a far parte di una commissione per il censimento degli arredi già appartenuti ai vari palazzi reali italiani. Nell’ambito di tali interessi ha condotto indagini archivistiche sul mobilio delle regge di Caserta e Napoli, su quello delle dimore sabaude in Piemonte e sull’allestimento di palazzi Chigi Saracini a Siena, mentre, per conto della direzione delle Civiche Raccolte d’Arti Applicate del comune di Milano, ha compilato il catalogo sistematico dei mobili del Castello Sforzesco e ha progettato il nuovo allestimento del museo. Dirige inoltre, per conto di Electa, una collana sulle arti decorative. Il progetto “Napoleone ed Elisa. Da Parigi alla Toscana” è promosso dalla Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana nella persona del Direttore, dottoressa Maddalena Ragni, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno; ha preso il via nel 2007 ed in questi anni ha visto svolgersi incontri divulgativi a Lucca e Livorno, la pubblicazione di diversi volumi e la realizzazione della mostra nazionale “Napoleone. Fasto Imperiale. I tesori della Fondazione Napoléon” che si è tenuta nei Musei nazionali delle residenze napoleoniche dell’isola d’Elba ed è poi stata allestita in Francia, Messico e Germania. Il progetto intende costruire un percorso di eventi che, giungendo fino al 2014, celebrerà il bicentenario dell’arrivo dell’Imperatore Napoleone all’Isola d’Elba. Tale percorso è oggetto di un accordo internazionale tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Ministero della Cultura francese, siglato in occasione del Vertice Italia-Francia che si è tenuto a Lucca il 24 novembre 2006. Obiettivo principale di tutti gli eventi è la divulgazione al grande pubblico di aspetti inediti e sorprendenti della vita del grande Imperatore e della sua famiglia emersi da fonti note e da approfondimenti portati avanti su documenti inediti provenienti dagli archivi di Parigi.\r\n\r\nFonte: Ufficio Stampa Anna Benedetto

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