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CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO

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Giovedì 30 settembre il Comune di Verbania propone il quarto evento di TeatroCultura 2010: alle ore 21.00 presso l’Auditorium della Scuola di Polizia Penitenziaria di Verbania Pallanza (P.zza Giovanni XXIII, 28) andrà in scena il magistrato GIUSEPPE AYALA con il suo spettacolo di teatro civile “CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO” tratto dall’omonimo libro best seller pubblicato da Mondadori. Dopo quasi vent’anni dal drammatico 1992 – che ha visto la tragica scomparsa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – GIUSEPPE AYALA ha deciso di raccontarla sua verità, mettendosi alla prova con un nuovo mezzo comunicativo: il teatro. “CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO” inaugura “LA SETTIMANA DELLA LEGALITÀ”, serie di appuntamenti e conferenze che, dal 30 settembre al 5 ottobre, vedranno importanti ospiti e relatori alternarsi a Verbania per discutere e far riflettere su uno dei temi più importanti della nostra società. Lo spettacolo di teatro civile del magistrato GIUSEPPE AYALA fa parte del calendario di eventi di “TEATROCULTURA”, la rassegna culturale voluta dal Sindaco di Verbania Marco Zacchera e dall’Amministrazione Comunale. Un palinsesto di eventi, conferenze e incontri con ospiti culturali e politici a INGRESSO GRATUITO che coinvolgono la città di Verbania fino al 9 ottobre, a sostegno del progetto di costruzione del nuovo teatro di Verbania realizzato sulle rive del Lago Maggiore, sviluppato dal gruppo Stones con la consulenza specialistica della Società Smoking Productions, della dott.sa Paola Palma. Lo spettacolo, coadiuvato da musiche originali e dalla proiezione di filmati storici, è suddiviso in 3 sezioni: la prima parte è dedicata ai giudici Falcone e Borsellino e al rapporto che Ayala ebbe con loro. Per anni condivisero momenti difficili, drammatici ma entusiasmanti allo stesso tempo; un legame cementato dal trascorrere del tempo lavorando fianco a fianco, ma anche dai viaggi, le vacanze e le serate passate assieme… fino alla loro tragica scomparsa. Nella seconda parte, rivive lo storico “maxiprocesso” del quale Ayala fu pubblico ministero. Considerata la prima, grande reazione dello Stato a Cosa Nostra, si svolse in un bunker costruito appositamente, un edificio in grado di resistere ad attacchi di armi terra-aria. Il processo terminò dopo quasi due anni, il 16 dicembre 1987. Per leggere interamente la sentenza ci volle più di un’ora: 2665 anni di condanne al carcere vennero divisi fra i 360 colpevoli, senza includere gli ergastoli comminati a 19 boss principali. Durante l’ultima parte dello spettacolo, il pubblico diventa protagonista. Ayala scende in platea: risponde alle domande, tutte; senza vincoli o argomenti tabù; osserva gli spettatori, il loro stato d’animo, le reazioni,sedendosi in mezzo a loro, come uno di loro. Del resto, a chi gli ha domandato per anni se si fosse mai sentito un eroe, ha sempre risposto: “sono solo una persona, come tutti gli altri”.\r\nGiuseppe Maria Ayala, magistrato, è nato il 18 maggio 1945 a Caltanissetta ed abita tra Roma e Palermo. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita all’Università degli Studi di Palermo, esercita la professione di sostituto procuratore della Repubblica. È stato pubblico ministero al primo maxiprocesso ed in seguito Consigliere di Cassazione. Nel 1996 inizia la carriera politica (con il Partito Repubblicano e poi con i Democratici di Sinistra) per due legislature alla Camera e per due legislature al Senato. È stato Membro della Commissione Permanente di Giustizia ed ha rivestito il ruolo di Sottosegretario di Stato per la Grazia e Giustizia dal 1996 al 2000. È rientrato in magistratura nel 2006 ed attualmente è Presidente della Corte d’Appello dell’Aquila.\r\n\r\nFonte: Parole & Dintorni

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