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Due chiacchiere con… Giacomo Loprieno

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L’incontro con Giacomo Loprieno è un modo per ripercorrere la musica da quando è entrata nella sua vita ai futuri progetti che riguardano lui e le note… Ciò che si evince dalle sue parole è come la musica da sempre abbia fatto parte della sua vita  – con le sue numerose sfaccettature – e sempre sarà così. Un legame indissolubile, dunque, che prende sempre più forza con il passare del tempo.\r\n\r\nQuando la musica entra nella tua vita? Da sempre, prima ascolti i vinili del nonno e poi strimpelli il piano di mio padre, poi suoni per essere contro, infine diventa una professione, uno stile di vita, l’unica cosa che sai di saper fare davvero.\r\n\r\nGeneri, stili, colori diversi… perché contaminarli? Sono già contaminati, nel senso che nulla nasce per caso. Credo che ogni genere sia figlio della sua epoca quindi teso al futuro ma con i piedi nella propria storia, il nostro sforzo è solo quello di giocare garbatamente con gli stili.\r\n\r\nCosa ti affascina ogni volta che ti trovi ad affrontare un nuovo progetto? Noi viviamo su un palco, di fronte al pubblico, non esistono interfacce ma solo musicisti che si mettono a nudo e fanno musica al meglio secondo il loro talento..una sorta di esame continuo dove solo l’applauso del pubblico è liberatorio e ti fa capire quando hai fatto un buon lavoro.\r\n\r\nQuanto prendi e quanto dai in ogni viaggio musicale? Prendo molto di più di quello che posso dare. Mi spiego meglio: chi nasce nella classica si sente principalmente esecutore di altri e sviluppa l’arte di approfondire e comprendere la musica che non ha scritto. Credo che al fianco di molti artisti, con questo atteggiamento mentale capiti di scoprire molto di loro e delle loro intenzioni, spesso oltre le loro aspettative.\r\n\r\nCosa ti aspetta in questa stagione estiva? Mi aspetta di guidare una compagine di meravigliosi musicisti quali quelli dell’Ensemble Symphony Orchestra su strade già battute al fianco di Francesco Renga e Morgan, di dividere il palco con Mario Biondi ed Ermanno Giovanardi nei più importanti festival italiani e infine la sfida con Sting.\r\n\r\nIntervista di Sara Missorini\r\n\r\nCredits Alessio Pizzicannella

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