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Allergie nei cani e nei gatti, ne parliamo con la dottoressa Maria Cuteri

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Da poco in libreria Allergie nei cani e nei gatti, un piccolo volume edito da Macroedizioni che affronta un tema sempre più attuale e di non semplice soluzione, come ben sanno i medici veterinari e tutti coloro che hanno scelto di vivere con un cane o un gatto. Abbiamo incontrato la dottoressa Maria Cuteri, medico veterinario ed autrice del libro per saperne qualcosa in più.

Da dove nasce questo libro?

Credo di poter affermare che questo libro nasca innanzitutto da un’evidente aumento delle patologie correlate alle allergie. Negli ultimi decenni queste problematiche sono aumentate a livello esponenziale. Personalmente, visto che da più di 15 anni uso per il mio lavoro un apparecchio di biorisonanza, mi sono trovata sempre più spesso ad occuparmi di animali allergici. Mentre stavo pensando di cominciare a scrivere qualcosa sulla mia esperienza frutto di anni di lavoro in questo campo, ho conosciuto il dott. Cattinelli che, insieme alla Macroedizioni, stava progettando la nascita della collana “Qua la zampa”. Successivamente mi sono iscritta ad Armonie Animali ed il libro ha preso avvio per naturale conseguenza! Questa collana raccoglie opere che si occupano di far conoscere al pubblico nuove vie alternative alla cura dei nostri animali. Armonie Animali riunisce un gruppo di veterinari che approcciano il proprio paziente con l’ausilio anche di medicine definite alternative.

Perchè secondo te assistiamo ad un aumento delle patologie allergiche e intolleranze così evidente sia nell’uomo che negli animali? Dove possiamo rintracciare le cause nella tua esperienza?

Verissimo che vi sia un evidente aumento di questa patologia e che questo non riguardi solo i nostri amici anima-li ma anche noi umani. Siccome per la medicina cinese le allergie sono sostanzialmente il risultato di un’incapacità del corpo di eliminare tossine, l’aumento del carico di sostanze chimiche, con le quali quotidianamente veniamo a contatto, rallenta la capacità naturale dell’organismo di disintossicarsi. A lungo andare l’accumulo di tossine sia endogene che esogene impedisce sempre più le normali attività drenanti degli organi. Tutto ciò inevitabilmente comporta un accumulo di queste sostanze all’interno del corpo che, in qualche modo, cerca di liberarsene provocando un sovraccarico degli organi emuntori e di conseguenza un mal funzionamento degli stessi (sopratutto quelli maggiormente stimolati). Il nostro stile di vita, in questi ultimi decenni, si è discostato moltissimo da quello che potremmo definire “sano”. Non passa giorno che in qualche modo, con le nostre scelte e inconsapevolmente, mettiamo a dura prova il nostro corpo! Viviamo in ambienti ampiamente contaminati, mangiamo spesso cibi spazzatura, usiamo “tonnellate” di additivi chimici, conservanti etc. Per gli animali la situazione è persino più grave: molto spesso l’alimentazione loro riservata è esclusivamente di tipo industriale, vengono “generosamente” irrorati di insetticidi sia per via cutanea che per via orale. Quelli che vivono in città respirano passivamente le sostanze emesse dagli scarichi delle auto ed anche vivendo in campagna non sono esonerati dall’essere a ravvicinato contatto di sostanze per uso agricolo come fertilizzanti o diserbanti…

E’ semplice capire se un cane o un gatto hanno un problema allergico? Quali sono i segnali da non sottovalutare?

In realtà siccome i sintomi più frequenti sono legati a diversi organi, non sempre è semplice capire al volo che siamo di fronte ad un’allergia. E’ d’obbligo effettuare una visita medica che serve per valutare il quadro clinico del nostro paziente e mettere insieme tutte le possibili diagnosi differenziali. Solo dopo che sono stati effettuati tutti gli esami diagnostici del caso, per esclusione, si potrà arrivare a pensare che siamo di fronte ad un’allergia. Al di là della visita clinica vi sono però dei sintomi che potrebbero farci pensare di essere di fronte ad un animale allergico. Innanzitutto la stagionalità del disturbo dovrebbe se non altro farci pensare ad un’allergia. Un problema che si ripete ciclicamente in un determinato periodo dell’anno o che peggiora in un altro, dovrebbe quantomeno metterci sul chi va là. Cani e gatti che soffrono di gastriti o enteriti ricorrenti potrebbero essere intolleranti a qualche alimento che assumono quotidianamente. Per esempio: la tosse che non passa con nessun farmaco oppure ritorna subito dopo la sospensione della terapia dovrebbe farci pensare che potrebbe avere un origine di tipo allergico. Le otiti ricorrenti, il prurito insistente, la variazione di colore del pelo (sopratutto su alcune zone come le zampe), sono tutti indizi che possono indicarci d’essere in presenza di reazioni di origine allergica.

Cos’è per te la medicina veterinaria integrata?

Siamo giunti ad un momento storico ed evolutivo nel quale l’uomo si trova a rivalutare stili di vita giudicati, sino a pochi anni or sono, superati perché più scomodi e improduttivi. Le nuove scoperte nei vari campi, se da un lato ci hanno “facilitato” l’esistenza, dall’altro ci hanno di molto allontanato da noi stessi e dalla saggezza del sentire e vivere conseguentemente “secondo natura” di secolo in secolo. Penso che dovrebbe essere primario il nostro interesse a riappropriarci del terreno perduto, seguendo dei percorsi di rispetto per l’ambiente e per tutti gli esseri viventi in quanto tali.
Credo si sia inciampati in una trappola che ci trova troppo spesso elementi passivi. Un contesto in cui sostanzialmente non ci poniamo più troppe domande. Corresponsabili nell’adottare soluzioni che “arrogano” di curare senza un nostro coinvolgimento, senza vera presa di coscienza di quello che il malanno vuole “comunicarci” .
Arrivare a curarci esclusivamente con i farmaci rappresenta proprio una perdita di lucidità mentale. Voglio, a questo punto, girarti una domanda: “Ma cosa vuol dire medicina convenzionale? E medicina alternativa”? Per convenzionale si intende stabilito per convenzione, concordato ma da chi? Non sarebbe più logico usare come convenzione quella che noi chiamiamo alternativa? Ecco cosa mi piacerebbe! Nel mio piccolo è questo che faccio nella mia professione: dapprima approccio al mio paziente usando quello che la natura mi mette a disposizione e solo se non ottengo i risultati che mi aspetto allora prescrivo un farmaco. L’uomo, per fortuna, è riuscito a studiare e produrre medicine considerate salva vita, di cui è impossibile farne a meno. La ricerca scientifica ha fatto dei passi da gigante nella diagnostica e nella cura delle patologie di tipo acuto. Il limite di questa medicina è la cura delle patologie croniche, dove spesso i farmaci che abbiamo a disposizione non riescono a guarire e spesso hanno molti devastanti effetti collaterali. In questo ambito, secondo me, le medicine alternative riescono a fare la differenza!
Abbiamo a disposizione due tipi di approccio che potrebbero, lavorando a braccetto, potenziare le nostre capacità di cura. Non ha nessun senso negare l’importanza di entrambe perché semplicemente vorrebbe dire difettare in opportunità terapeutica.
Per il futuro spero possa emergere sempre più una presa di consapevolezza e che questa porti un numero sempre maggiore di colleghi a considerare seriamente la medicine alternative come utili risorse. Ognuna delle quali può mettere la propria parte al pieno servizio del benessere del malato!

L’approccio fai da te, complice i moderni sistemi di comunicazione, è sempre più diffuso. Cosa ne pensi come medico?

In realtà, il fai da te è sempre stato un approccio molto utilizzato dalle persone, che si scambiano consigli “medici” senza avere nessuna preparazione al riguardo: spesso mi è capitato di sentire che, in alcune situazioni, ci si scambia anche direttamente il farmaco. Penso che tutti noi in qualche momento lo abbiamo fatto, ciò non toglie che rappresenta un’abitudine molto pericolosa.
Questo tipo di atteggiamento vale anche per i rimedi omeopatici e i fitoterapici che erroneamente vengono considerati senza effetti collaterali! Questa è una falsa credenza. Bisogna assolutamente fare molta attenzione quando immettiamo nel nostro corpo qualsiasi sostanza sia chimica che anche naturale. Se anche non sono di per sé tossiche possono comunque interagire con altre che vengono assunte come medicamenti. Queste modalità di “autoprescrizione” si sono ulteriormente accentuate proprio da quando con l’uso dei social network, la gente ha la possibilità di scambiarsi opinioni con un numero di persone molto elevato. In queste situazioni spesso ognuno dice la propria anche senza possedere nessun tipo di competenza specifica. Direi che per evitare di trovarsi in situazioni pericolose è bene non seguire alla leggera consigli dati per “sentito dire”, ma piuttosto rivolgersi ad un professionista fidato, con il quale si condivide lo stesso genere di approccio e si è instaurato un rapporto di fiducia.
Indubbiamente i nuovi media, alla facile portata di ogni ricerca, anche la più incauta, non fanno che acuire quest’aspetto Anche per questo noi medici abbiamo il dovere di “sporcarci le mani” contribuendo a pieno titolo, in rete, a fungere da affidabili punti di riferimento, orientando con saggezza le perplessità che emergono …
Può, a mio avviso, essere questo l’atteggiamento più equilibrato ed intelligente per affrontare e risolvere una problematica di salute.

Quale direzione ti auguri per la medicina veterinaria nei prossimi anni?

Noi veterinari, secondo me, stiamo vivendo attualmente un momento di grande cambiamento legato alla nostra professione. Esistono un numero sempre maggiore di ditte che producono e mettono sul mercato prodotti esenti da ingredienti chimici. Per la fitoterapia vi è sicuramente un atteggiamento di maggiore apertura e comunque sono solo quelli un poco più aperti a prescriverli. Riguardo la medicina omeopatica invece vi è maggiore difficoltà a fare accettare il concetto che ne sta alla base. Come per la fitoterapia anche l’agopuntura riscontra una maggiore apertura probabilmente legata al fatto che è “solo” 4000 anni che i cinesi la usano per curarsi. La biorisonanza pur essendo riconosciuta in diversi paesi come pratica medica ed anche adottata all’interno di strutture ospedaliere, in Italia è poco o niente conosciuta e di conseguenza siamo ancora nella fase del contrasto. Ma sono molti gli scienziati che hanno studiato come la fisica quantistica possa arrivare in aiuto alla medicina e alcuni di loro hanno creato apparecchi che usano questa metodica per fare test e terapie che vengono in aiuto nella cura delle patologie croniche. Quindi, ciò che mi auguro, come dicevo prima, è che tutte le nostre conoscenze possano essere messe a disposizione del malato per aiutarlo a tornare in salute il più velocemente possibile! Credo che l’impegno dei medici, nei prossimi anni, sia proprio quello di integrare le nuove conoscenze alle antiche sapienze.

Intervista di: Cinzia Ciarmatori
 

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