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Miriam Ricordi ospite del nostro format musicale

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Miriam Ricordi nasce a Pescara il 17 maggio 1990 (“mentre l’Oms cancellava l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali” come si legge nel suo sito ufficiale) a 11 anni fonda la sua prima band con cui si esibisce nell’auditorium della scuola media pescarese cui era iscritta. È del 2013 il suo primo singolo “Stratega” presentato durante un concerto patrocinato dal Comune di Pescara. Cantautrice rock, instancabile viaggiatrice fin dall’adolescenza, ha portato la sua musica in tutta Italia e in Europa, arrivando ad esibirsi nel 2014 al Parlamento di Berlino con un suo brano in inglese, scritto durante un soggiorno in Germania, per la Giornata della Memoria. Sempre nel 2014 si esibisce a Teramo sul palco di “Aspettando il Primo Maggio” a fianco di artisti come Eugenio Finardi, Modena City Rambles, Marina Rei e Le luci della centrale elettrica; un mese dopo partecipa al “Premio Pigro” dedicato a Ivan Graziani. Si diploma in chitarra moderna all’Accademia Musicale Pescarese per poi conseguire la laurea con lode al Conservatorio L. D’Annunzio di Pescara in “Popular Music – Contemporary writing and production”. Il suo primo disco è prodotto dallo studio “Cantine di Badia – Chianti Recording Studio” di Poggibonsi (SI)

 

Il mondo della musica nel 2017: è difficile lavorare in quest’ambito?
2017: in quale ambito è facile lavorare? Considerate le circostanze penso che ancora di più sia il caso di seguire le proprie inclinazioni e godere di quello che si sta facendo

Di cosa parla il tuo “Persuadimi”? Che ruolo ha o dovrebbe avere la persuasione nella vita di un essere umano?
“Persuadimi” è il raccoglitore dei miei ultimi dieci anni di vita…da quando ho iniziato a scrivere ad oggi, tutti gli incontri, gli scontri, gli scambi, le storie vissute e ascoltate e la strada percorsa.
Prima di intitolare il mio disco così ho letto che il filosofo tedesco Carlo Michelstaedter definiva la persuasione come il tentativo di giungere al possesso di se stessi, che è “persuaso” chi ha in sé la sua vita. Da qui potremmo disquisire una vita intera in effetti su che ruolo ha o dovrebbe avere la persuasione.

Miriam Ricordi è un nome d’arte? Se sì perché hai scelto proprio questo nome?
E’ il mio nome d’arte! Lo ha registrato all’anagrafe mio padre il 17 maggio del 1990! mi è andata di lusso no? 😀

 

Cosa dobbiamo sapere di te per comprendere a pieno il tuo universo creativo?
Non so se è una cosa che vada compresa. Penso che la magia si crei quando tutto è sopratutto condiviso e goduto.

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascolti? E in uno che scrivi?
In quello che ascolto una voce che sappia di verità e di conseguenza tutto il resto.
In uno che scrivo la scintilla che mi fa iniziare a buttare giù parole.

Una domanda un po’ particolare: Cosa ami del mondo e cosa detesti?
amo l’imprevedibilità, la curiosità, il mare, il vino
detesto l’indifferenza, la superficialità, le blatte, il bagno occupato

Che musica ascolti, o comunque quali sono i modelli musicali da cui prendi ispirazione per il tuo lavoro?
Quando ero adolescente dicevo sempre di ascoltare solo artisti defunti che non moriranno mai! Janis Joplin, Hendrix, i Queen… Sono cresciuta ascoltando i classici del rock e innamorandomi di David Bowie. In adolescenza ho consumato la discografia di Gianna Nannini e di Carmen Consoli che rimane per me un mito. Da più adulta ho “Studiato” ed amato i Cantautori. De André e Dalla più di tutti.
In Italia ora guardo la luce rivolta verso Silvestri, Gazzè e Fabi.

Hai mai pensato di partecipare a un talent per emergere?
No, semplicemente perché sono sempre stata concentrata su altro.

Cosa ti ha spinto a fare musica? Cosa ti ha portato a prendere la decisione che fosse proprio questa la strada da intraprendere?

A 11 anni ho visto il videoclip di “Sweet child on mine” dei Guns’n’Roses: Decisi di voler diventare come Slash! poi a 15 anni ho iniziato a scrivere.

 

Intervista d: Lucrezia Monti

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