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Ospite del nostro format Alessandra Nicita

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Artista eclettica e vivace, scrittrice e cantautrice d’origine salentina e d’adozione bolognese. L’ incontro fortuito con Lucio Dalla nel 1997 è decisivo per la sua vita. Successivamente esordisce nel panorama artistico nazionale con il libro: “Sono stata molto delusa dai mirtilli”, con ottimi consensi di pubblico. Il libro viene presentato nella rubrica del Tg2 “Punto it”. Nel 2013 scrive il suo secondo libro “Arrivò l’amore e non fu colpa mia”, che conferma un grande riscontro da parte di critica e pubblico. L’artista è invitata a presentarlo in prestigiose rassegne internazionali tra cui il “Salina Mare Festival – Premio Troisi”, insieme a Veronesi, Castellitto, Guzzanti e tanti altri protagonisti; il” TaoModa Awards”, l’Expo di Milano e il “Taobuk – Taormina International Book Festival”, insieme ad altri scrittori, tra cui il premio Nobel Orhan Pamul, Stefano Benni e Daria Brignardi. Partecipa a Zelig Rainbow e alla 28’ Salone Internazionale del libro di Torino. È ’scelta come testimonial alla Maratona Internazionale “Antonello da Messina”, sostenuta dagli U.S.A.

A Gennaio 2016 esce il suo singolo “Carolina Carolina”, presentato in anteprima nazionale a Milano, insieme all’attrice e modella cubana, Ariadna Romero; il brano ottiene un premio a ”Casa Sanremo” e nel maggio dello stesso anno viene presentato alla Camera dei Deputati e tra i numerosi articoli viene recensito dal Radio Corriere Tv.
Nel gennaio 2017 incontra il musicista e produttore Vinn Camporeale con il quale realizza un nuovo progetto discografico. Il primo estratto dall’album è “Ipocondria”, in uscita il 21 marzo su tutti i migliori store e accompagnato da un videoclip.

E’ difficile coniugare la scrittura di libri con la scrittura musicale?
Trovo che siano due cose simili ma distinte, banalmente un libro è un libro, e una canzone è una composizione vocale che viene musicata, ci sono giorni in cui non riuscirei a scrivere una canzone ed altri in cui non trovo le parole giuste per dire quello che vorrei dire in un libro e neppure le cerco altrove. Ogni cosa a suo tempo.

Cosa rappresenta l’arte per te?
Per me l’arte è bellezza, e coltivare bellezza è coltivare la vita.

Cosa dobbiamo conoscere di te per comprendere a pieno il tuo bagaglio artistico?
Tutti i poeti maledetti, l’irriverenza dei Beatles, la capacità camaleontica di Bowie, Oscar Wilde, Wislawa Szymborska, ma anche Lucio Dalla, Luigi Ghirri e Jim Morrison.

Cosa ti piace nel mondo e cosa detesti?
Mi piace l’armonia, il giorno che segue alla notte, il mare, i fiori e gli oleandri ai bordi delle strade.
Non mi piace la cattiveria e non mi piace l’invidia, trovo che non portino mai lontano.
E poi mi piace chi perdona.

Come ti approcci, in genere, ad un nuovo progetto?
Mi approccio alle cose sempre con curiosità, come i bambini.
Ad un nuovo progetto mi affaccio con curiosità, entusiasmo e anche con un po’ di paura. Quando teniamo a qualcosa abbiamo sempre il timore che le cose non vadano per come le abbiamo sognate.

“Ipocondria” è un pezzo fresco e ironico: cosa vuoi comunicare?
Che possiamo occuparci di vivere e di amare invece di soffermarsi sulla paura, la paura è il contrario della felicità .

A quando il tuo disco?
Ormai manca pochissimo. Io incrocio le dita.

Intervista di: Lucrezia Monti

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