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Andrea Gamannossi ricorda l’amico Niki Giustini

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Niki Giustini raccontato da Andrea Gamannossi

Niki Giustini ed io ci conoscemmo nel dicembre del 2009 nei camerini del teatro fiorentino Obihall, dove eravamo entrambi ospiti in un varietà di beneficienza. Fra di noi nacque immediatamente una simpatia reciproca. Lui, appassionato di thriller aveva letto alcuni dei miei libri, io da tanti anni apprezzavo la sua vena artistica sia di comico che di attore.

Durante la serata, Niki, mi rivelò che da tanto tempo aveva in testa un thriller che avrebbe voluto scrivere per farne prima un libro e poi successivamente un film. Mi chiese se ero disposto a collaborare con lui a questo progetto, e lo fece con quello sguardo buono e timido che possedeva. Sì, perché dietro la comicità spigliata che ostentava sul palco, si celava un animo sensibile e schivo, un carattere riservato che era in contrasto con il ruolo che lo caratterizzava. Gli risposi di sì, che ero ben lieto di scrivere con lui questo libro. Gli chiesi di inviarmi lo scheletro della storia così avrei potuto cominciare a lavorarci su. Quella sera stessa gli regalai altri due libri scritti da me e da allora durante la trasmissione radiofonica che conduceva su Radio Cuore spesso elogiava i miei noir paragonandomi ai più grandi scrittori di questo genere. Niki era un generoso, se poteva aiutare qualcuno lo faceva senza chiedere niente in cambio. Aveva un cuore d’oro.

Ci incontrammo altre volte, sempre riparlando di quel progetto, ma fu soltanto nel settembre del 2013 che mi inviò i dettagli della storia che aveva in mente. Era un noir a tinte forti, dove le armi del delitto del protagonista erano nientemeno che un congelatore e una affettatrice Berkel del 1928.

L’ambientazione del thriller era quella Dublino che Niki aveva vissuto da piccolo essendo nato in Irlanda.

Ci lavorai sopra, e dopo vari incontri con Niki, a febbraio del 2014 il romanzo era pronto. Lo inviai a tre o quattro editori che conoscevo, e la Felici di Pisa appena lesse il manoscritto ci propose subito un contratto che accettammo. Il libro, dal titolo “Il Prescelto” uscì a fine marzo e Niki era felice come non mai.

Durante l’estenuante tour di presentazioni a cui la casa editrice ci sottopose, Niki palesava tutta la sua timidezza facendo per la maggior parte del tempo parlare me, il maestro, come soleva chiamarmi in quelle occasioni.

Forse era stata proprio quella parte introversa del suo carattere a non farlo esplodere come altri suoi colleghi nel mondo dello spettacolo, anche perché dal punto di vista artistico posso dire che era più completo di tanti altri. Oltre a essere dotato di una vena comica naturale e spontanea, era un bravissimo imitatore e anche un buon attore (non a caso il regista Pupi Avati lo aveva voluto nel cast del film “Gli amici del bar Margherita” ).

Lo stesso Pupi Avati aveva scritto una breve prefazione al nostro libro: “Una storia che ci trascina nei labirinti più imperscrutabili della mente, dove l’orrore si cela nella più rassicurante quotidianità. Sono amico di vecchia data di uno dei due autori, rassicurato dai suoi modi gentili e dal suo sguardo buono, che smentiscono definitivamente Lombroso.

Successivamente pubblicai come curatore una antologia di racconti, “Firenze in giallo”, in cui io e Niki scrivemmo un’altra storia, riscuotendo un buon successo.

A luglio del 2016 vincemmo il premio “Serravalle Noir 2016” come migliori scrittori noir dell’anno e Niki era felice come un bambino. Per motivi familiari non potetti partecipare alla premiazione e inviai mia madre a ritirare il premio. Al ritorno mi raccontò che Niki era commosso, entusiasta di quel riconoscimento.

Lo sentii per telefono, qualche giorno prima del malore che lo colse, per parlare di uno spettacolo a cui dovevamo partecipare come ospiti a gennaio 2017, su quello stesso palco in cui ci eravamo conosciuti. Ci scambiammo le solite battute, le solite risate. Ma Niki non era solo battute e risate. E lo aveva dimostrato anche standomi vicino in un periodo di difficoltà che avevo attraversato a causa di un grave problema familiare.

Niki era così, col sorriso perenne sul volto, con una vena malinconica che si celava dietro di esso.

Forse perché la vita non era stata troppo generosa con lui.

Ma a me piace ricordarlo così, mentre sorride e mi abbraccia, mentre scherza con i miei figli, mentre impugna il nostro libro con orgoglio e lo mostra al pubblico.

Mi piace ricordarlo così. Un uomo dal cuore d’oro…

 

Andrea Gamannossi

 

Biografia Andrea Gamannossi

Andrea Gamannossi nasce a Firenze nel 1964.

È autore di diversi romanzi noir, come L’ombra della luna (2003), Le cascate del violino (2004, I delitti delle pietre azzurre (2005) e Il prescelto (2014), scritto a quattro mani con Niki Giustini. Ha scritto numerosi racconti thriller, pubblicati nelle raccolte personali Cinque passi nel buio (2002), Deliri e Delitti (2006) e in alcune antologie collettive. Ha anche curato le raccolte Firenze in giallo (2015) e Nelle fauci del mostro (2016).

Con Mauro Pagliai ha pubblicato i romanzi Il quarto sigillo (2007), La maschera di Giada (2009), Nessie – Morte sul lago (2011), È tornato l’uomo nero (2015) oltre alle fortunate raccolte miste di noir e ricette Sangue di rose (2011), Oh mare nero… (2012), 19 sfumature di peperoncino (2013) e Delitti al curry (2016).

Per Sarnus sono usciti La Toscana dal bosco alla cucina (2012), Misteri e sapori di Toscana (2014), Le ricette d’amore della nonna (2015) e La zucca dei desideri (2016).

Con il libro Nessie. Morte sul lago ha vinto il premio scrittore Toscano dell’anno 2012 selezioni lettori.

Con il libro Il Prescelto ha vinto, insieme a Niki Giustini, il premio Serravalle Noir 2016.

 

http://www.polistampa.com/php/sa.php?bc=42&idautore=18815

 

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