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Conosciamo meglio… Aldo Nove

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Aldo Nove, scrittore eclettico ci conduce nel mondo del profumo con un libro che alterna capitoli della sua vita privata rivissuta sull’onda delle emozioni suscitate da ricordi olfattivi ad aneddoti storici che ripercorrono la storia del mondo dei profumi. Un libro davvero molto particolare che con intelligenza fa avvicinare i neofiti a questo particolare mondo sensoriale e induce ad assaporare meglio gli odori che ci circondano a cui spesso non facciamo più molto caso, ma che il nostro cervello (e l’animo) registrano.

Pensare a scrittura e profumi viene in mente un taccuino rilegato in pelle, tracce di inchiostro, oggi invece si è persa la poesia dello scrivere per una tastiera. Tu che ne pensi?

Si è perso in generale il piacere dell’odore “diffuso”, come elemento ambientale. In effetti, se penso alla scrittura come l’ho vissuto specialmente da bambino, è un tripudio di odori: I gessi, la gomma, l’inchiostro, i vari tipi di carta. La nostra è una società “deodorizzata”.

Quanto diamo per scontati gli odori che ci circondano?

Tendiamo a farci poco caso, fino a che non diventando tremendamente invasivi e dobbiamo quindi liberarcene. Al contempo, c’è il “profumo” come merce, che è cosa molto complessa. Diciamo che è tutto troppo settorializzato. Mentre il profumo, per sua natura, è volatile, cangiante. Come la vita quando non è falsificata.

Nel tuo libro tracci una breve storia aneddottica del profumo. Ci sono altri fatti che avresti voluto inserire, ma per spazio non hai potuto?

Parecchi. Ne posso aggiungere qui uno. Il profumo delle stoffe nel negozio di una vecchietta del mio paese. Un tripudio di essenze. Probabilmente esaltato anche dall’umidità e da un sentore di legno.

Il profumo della memoria, la trascrizione dei ricordi, viene spontaneo o è difficile da ricostruire?

Viene spontaneo ed è poi difficile da ricostruire. Intendo dire che il problema sta proprio nel rendere, tramite l’artificio del linguaggio, che è per forza di cose mediato, quanto di più immediato ci sia, ossia l’odore.

Perché, secondo te, oggi c’è un ritorno di interesse al profumo?

Per molteplici motivi, anche contradditori. Perché stiamo perdendo l’abitudine al profumo e quindi lo ricerchiamo di più. Perché è una merce al contempo inutile quanto necessaria, in un paradosso tipico del mercato. E poi perché è una parte irrinunciabile della vita.

Tu che sei scrittore che termine useresti per designare i Nasi? Non trovi che per questi artisti ci vorrebbe un termine più particolare?

Trovo “naso” molto divertente e diretto. In realtà mi piace proprio così. E’ buffo e diretto.

Tornerai di nuovo a parlare di profumi?

Credo proprio di sì. Magari usando altri linguaggi. Ad esempio la poesia….

Intervista di: Luca Ramacciotti

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