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Il nido, Tim Winton

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Tim Winton, tra i più acclamati scrittori australiani, due volte finalista al Man Booker Prize, torna finalmente con un nuovo romanzo. La parabola di un uomo che ha perso tutto, la propria realizzazione personale e gli affetti familiari. Asserragliato in un rifugio inaccessibile, un sordido appartamento all’ultimo piano di un grattacielo, si sveglia ogni mattina con i postumi di una sbronza severissima e un mix di farmaci in corpo, guardando il mondo con occhio caustico e disilluso. Ma il tentativo rabbioso e insieme tragicomico di chiudere i ponti col mondo non è così semplice: il passato non passa mai, è solo una dimensione del presente.

Il libro: Tom Keely ha perso la bussola. Divorziato, disoccupato, la sua reputazione come attivista ambientale è distrutta, e lui si trova rintanato in un appartamento in cima a un cupo grattacielo di Fremantle, Australia occidentale, da dove vede il mondo di cui si è disamorato. Si è tagliato fuori, e fuori ha intenzione di restare, immune ai sentimenti, carico di alcol, antidolorifici, antidepressivi, psicofarmaci e sonniferi, finché un giorno incontra i vicini: una donna del passato e il suo nipote introverso. Un incontro che lo sconvolge ma che, quasi controvoglia, lo spinge a farli entrare nella sua vita. Ma i due nascondono a loro volta una storia difficile, e Keely presto si trova immerso in un mondo che minaccia di distruggere tutto ciò che ha imparato ad amare, in cui il senso di fallimento è accentuato dal confronto continuo con la figura del padre, Nev, un gigante buono impossibile da eguagliare. Un romanzo commovente, coraggioso e inquietante, che rivela punte di umorismo nero e spietato.

La stampa

«Uno scrittore di sublime integrità e onestà». Colm Tóibín

«Una riflessione oscura e insieme abbagliante di persone e luoghi ai margini. Nelle sue mani, con la sua voce peculiare e inconfondibile, questa perturbante storia ha il potere di sorprendere e deliziare, forse anche ispirare.» The New York Times Book Review

«L’incipit del libro è alimentato dalla sorprendente e agile prosa che ha fatto di Winton uno degli scrittori australiani più celebrati… Tra le molte conquiste di questo straordinario romanzo, una delle più notevoli è il modo in cui il passato gradualmente filtra nel presente… In un libro denso di personaggi magnifici e di relazioni intensamente narrate, il più indimenticabile è il legame tra Keely e l’apparentemente spacciato Kai. Straziante.» The Washington Post

«Winton non è un grande romanziere australiano; è un grande romanziere, punto». The Times

«Un romanzo straordinario sul disinganno e la redenzione, la perdita e la bellezza, sulla responsabilità e il superamento delle delusioni. Winton al suo massimo». The Guardian

«Scritto in una prosa apparentemente semplice, che non sbaglia mai un colpo». Sunday Times

«Una performance virtuosa dello scrittore che l’Australia giustamente considera un tesoro nazionale». The Seattle Times

 

Tim Winton nasce il 4 agosto del 1960 a Perth, in Australia e a dieci anni annuncia ai suoi genitori che non ha nessuna intenzione di fare il poliziotto come suo padre, ma che invece il suo mestiere sarà scrivere. A ventuno, quando ancora frequenta l’università, pubblica il libro che lo rende immediatamente famoso al pubblico australiano: An Open Swimmer. Da lì in poi si dedica alla scrittura a tempo pieno e nel giro di una ventina d’anni pubblica più di una quindicina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e libri per bambini, modellando uno stile che fin dall’esordio si scopre assolutamente personale. Fazi Editore ha pubblicato Quell’occhio, il cielo (1997), Nel buio dell’inverno (1999), I cavalieri (2000), Cloudstreet (2003), Dirt music (2005), La svolta (2007). Tre volte vincitore del Miles Frankin Award, è stato due volte nella short-list del Man Booker Prize, per I cavalieri e per Dirt music e premiato anche con il Commonwealth Writers Prize, il Family Award for Children’s Literature e il Libro dell’Anno dell’Australian Bookseller Association. Vive con la moglie e i tre figli in una casa sulla spiaggia di Fremantle, in una delle zone meno popolate dell’Australia.

 

Fonte: Fazi Editore

 

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