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Roberta Pagani: l’intervista

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Aver ottenuto un diploma di canto lirico in conservatorio è stato un punto di arrivo o di partenza?\r\n

Sicuramente per il mio percorso didattico è stata una soddisfazione senza precedenti, lo studio classico e in generale lo studio musicale ti permette di avere quelle basi che poi devi saper utilizzare nel miglior modo possibile per esprimere il tuo pensiero e quello che hai da dire, in un certo senso superandole. Quindi il diploma è stato il punto d’arrivo del mio percorso scolastico ma l’inizio della della produzione musicale consapevole. Quanto l’esperienza in un coro gospel è rimasta dentro di te?

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Il coro è stata la mia prima esperienza e mi ha consentito di far emergere la mia personalità sempre ben “coccolata” da tante voci che mi proteggevano e mi guidavano. A livello interiore, l’armonia che si crea in un coro ti consente dielevare lo spirito e raggiungere un benessere particolare che consiglio a tutti gli intonati di provare.

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In che modo la musica italiana e la nostra tradizione cantautoriale ti appartiene?

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L’Italia è il paese del belcanto e in passato è stato promotore di correnti innovative a livello musicale, ora purtroppo ci siamo adeguati allo sterile melodico pop ma la musica italiana ha in sé una cantabilità e una potenza di espressione, nonché un florido passato di assoluto primato nel campo vocale, senza precedenti. Cerco di prendere proprio questa cantabilità italiana e unirla a sonorità innovative in modo da sperimentare nuovi gusti e nuovi generi, sempre tenendo presente la tematica del pezzo che è anch’essa molto importante. In tal caso il mio punto di partenza è stato Franco Battiato che è riuscito a portre argomenti complessi come la scienza, la matematica e la biologia in canzoni che, secondo me, sono dei capolavori all’avanguardia coi tempi anche ora.

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Se tu dovessi fissare tre momenti fondamentali della tua vita artistica, quali indicheresti?

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Sicuramente il primo è mio diploma che come ho detto prima ha segnato la fine della mia didattica… Il secondo è l’incontro con Battiato che mi ha aperto la mente verso legami improbabili tra scienza, musica e filosofia…. il terzo è quando ho presentato il mio cd Libera Te, edito da Music Force in un negozio di dischi a Milano, la città dove vivo, vedere la mia creazione sullo scaffale del negozio mi ha dato una soddisfazione senza precedenti.

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Parlaci di Libera te.

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Libera Te nasce con lo scopo di creare un concept album in cui l’obiettivo primario è far riflettere l’ascoltatore. sulla sua vita e su come è possibile migliorarla. A volte viviamo inconsapevoli che potrebbero esserci altre vie se tutti un giorno lo decidessimo insieme. Libera Te vuole dire che con la consapevolezza di sé e di quello che siamo, possiamo diventare qualsiasi cosa. Già alcuni ricercatori stanno studiando “nuovi mondi possibili”, come il Venus Project per esempio, mondi in cui l’uomo non deve per forza essere sottoposto a ritmi frenetici e inumani per guadagnarsi da vivere, perchè la vita è di per sé in guadagno in quanto tale. A questo alterno riflessioni intimistiche in cui emerge il disagio giovanile dei tempi nostri in cui il futuro è incerto e il presente invaso da network gelidi che si impossessano della nostra quotidianità. Sono riuscita a realizzare le mie idee grazie al connubio con la Blackfactory production che mi ha aiutato con gli arrangiamenti credendo nel progetto e unendo alla mia voce di matrice classica, ai miei testi un po’ fuori dal comune le sonorità elettroniche dei suoni più moderni e all’avanguardia. Quello che ne è uscito è stato un disco che bisogna ascoltare, non basta infatti farlo girare nello stereo perchè non si capirebbe.

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Ci racconti qualcosa di più sul brano Tesla?

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Sicuramente il titolo richiama uno dei più grandi scienziati della storia Nikola Tesla, nonché il più misterioso. Tante sono infatti le leggende narrate attorno a questo geniale studioso… Tra le tante cose studiate da Tesla c’era l’elettromagnetismo, da lì ho pensato che in fondo l’elettricità è parte di noi, senza di essa il nostro cuore non partirebbe, e magari le connessioni tra individui si rafforzano ogni qualvolta questi campi magnetici si incontrano e interagiscono… è un pensiero che mi ha dato l’ispirazione per questo pezzo dalle sonorità rock, rese quasi punk nel mio live.

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Intervista di: Cinzia Ciarmatori

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