Home Interviste Regina: l’intervista

Regina: l’intervista

71
SHARE

Quando nasce Regina?\r\n\r\nI Regina nascono nel lontano 1999 con una formazione completamente diversa da quella attuale. Nel corso degli anni,e dopo molti avvicendamenti nella line up, solo nel dicembre 2007 i Regina trovano la giusta stabilità che li porta ad avere sempre più consensi dal pubblico durante i concerti e quindi spingendoli ad andare avanti.\r\n\r\nQuanto ha contato il risultato ottenuto a Italia’s got talent?\r\n\r\nItalia’s got talente per noi è stata una vetrina nazionale, il veicolo che ha portato la musica dei Queen ,reinterpretata da noi, nelle case e nel cuore di tutti gli Italiani. Non possiamo negare che ci ha fatto bruciare molte tappe accellerando il corso degli eventi. Saremmo comunqueriusciti a raggiungere il livello attuale della band ma mettendoci molto più tempo. Inoltre abbiamo capito come realmente si muove il mondo dello spettacolo e lo star business in generale e questo ha dato modo a noi di ottimizzare le nostre performance live e di migliorare la nostra qualità della vita a fronte dell’inevitabile cambiamento che era avvenuto.\r\n\r\nCome siete arrivati a Lost in time?\r\n\r\nLost in time è il frutto di Diego”The Kjakja”Chiacchierini, batterista della band, nata ,ahimè, in una triste giornata durante una “seduta”di gabinetto (risata ironica). Scherzi a parte…..Il brano composto Chiacchierini e arrangiato ad otto mani insieme agli altri membri del gruppo ha l’intento di essere per noi un umile ingresso nel mondo della musica inedita.Un piccolo ma forte segnale per dir e”ehi,ci siamo anche noi! Oltre a saper suonare e a saper “riproporre” qualcosa di già esistito abbiamo anche delle idee nostre ;)”….Inoltre è un brano molto importante perchè parla di noi in un momento molto triste e difficile della nostra carriera e della nostra vita.\r\n\r\nCosa rappresenta per voi l’esperienza dal vivo?\r\n\r\nNegli anni la nostra esperienza live è cambiata moltissimo. Voglio dire….le sensazioni e le emozioni che avevamo 5 anni fa sono molto diverse da quelle che abbiamo oggi. Penso sia giusto cosi. La vita va avanti, le persone cambiano, il modo di vedere il mondo e le cose cambia. L’esperienza e la maturità ti portano ad affrontare il palco in maniera sempre più professionale e preparata. Ovvio che un po’ della naturalezza dei primi anni la perdi ma di sicuro proponi alle persone concerti sempre migliori sotto il profilo artistico e la gente questo lo apprezza. Solo una cosa non cambia mai: l’adrenalina che ti riesce a dare un pubblico di 4-5 mila persone urlanti fronte palco rimane e rimarrà per sempre la cosa più bella che un musicista possa ricevere durante i concerti. Ogni persona che suona uno strumento con grandi ambizioni per il futuro dovrebbe provare anche solo una volta nella vita questo tipo di sensazione. Vi assicuro che è una delle cose più eccitanti che vi possono capitare.\r\n\r\nCosa vorreste per Lost in time?\r\n\r\nQuesta sembra sia una domanda retorica e di conseguenza merita una domanda retorica (sorriso ironico): ovviamente il meglio, riuscendo a far conoscere la nostra musica non solo a livello nazionale ma possibilmente anche in tutto il mondo 😉

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here