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ALEX USAI BLUES BAND: l’intervista

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Il gruppo milanese ALEX USAI BLUES BAND ha appena pubblicato il suo l’album d’esordio “BLUES TALE” registrando sold out al concerto di presentazione al Blue Note di Milano.\r\n\r\nLa band nasce dall’incontro di quattro giovano jazzisti, con importanti collaborazioni alle spalle e in corso, riuniti in questo progetto che porta la firma del leader, Alex Usai (chitarra, voce), che è anche autore dei brani. Ecco cosa ci hanno raccontato.\r\n\r\nQuando e sotto quali spinte nasce la Alex Usai Blues Band?\r\n\r\nPiù di sette anni fa. Ho deciso di formare una blues band perché ho sempre amato il blues e la forte emozione che la chitarra riesce a generare in chi la suona e in chi la ascolta in questo genere. Blues come libertà, come veicolo emotivo, come valvola di sfogo e una sorta di terapia musicale\r\n\r\nCosa vi ha spinto ad unirvi e cosa portate con voi delle esperienze precedenti?\r\n\r\nL’amicizia e l’empatia musicale sono nate nello stesso momento, l’organista Alberto Gurrisi mi accompagna nell’avventura musicale da ormai 10 anni, collaborando anche nel nostro progetto JAZZ SPARE TIME TRIO. La ritmica stata scelta accuratamente, affine alla nostra direzione musicale. Ora ci ritroviamo ad essere 4 amici con una gran voglia di suonare insieme.\r\n\r\nCosa avete scelto da dire per questo vostro album di esordio?\r\n\r\nVorremmo trasmettere tutta la vostra cultura musicale, tutti i nostri anni di talento e studio, vogliamo dare energia e far conoscere questo nostro blues come un risultato a cui siamo arrivati, ma anche come una punto di partenza. Tutti i nostri stili musicali, tutte le nostre composizioni, vorremmo che rendessero giustizia al nostro amore per la musica e per questo mestiere.\r\n\r\nQuali generi, sonorità confluiscono nel disco?\r\n\r\nL’opera è piuttosto eterogenea, risultato delle nostre esperienze musicali passate, un pasticcio di generi. Il blues come territorio comune e di base. Si aggiungano l’approccio improvvisato jazzistico e l’energia del funky. Ci sono anche sguardi al rock anni 70 e un pizzico di psichedelia.\r\n\r\nCosa vi aspettate da questa avventura?\r\n\r\nCi aspettiamo una cosa rara in questo paese, che la qualità possa uscire allo scoperto e darci da mangiare, dopo 10 anni di gavetta, di studio e di riconoscimenti importanti.\r\n\r\nCosa non possiamo non sapere su di voi prima di ascoltare il disco?\r\n\r\nVorrei che la musica parlasse prima di ogni pregiudizio, che arrivassimo agli ascoltatori solo con le nostre note. Il disco va accolto senza preconcetti stilistici e crediamo nella possibilità che possa confermare il nostro talento e la nostra esperienza.\r\n\r\nIntervista di: Cinzia Ciarmatori

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