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Le donne che pensano sono pericolose

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Non è solo un titolo accattivante quello scelto per questo prezioso libro, ma un dato di fatto. Ce lo dimostra la storia passata e recente, la vita e le opere di donne che si sono imposte ed hanno lasciato con fatica la loro impronta sull’asfalto della memoria. “Pensare è stata da sempre un’attività squisitamente maschile in tutte le sue accezioni e sfumature: -scrive Lella Costa nella bella prefazione- capacità di ragionare in astratto e in concreto, di decifrare i misteri dell’universo, di eleborare teorie e ideologie.” Eppure se ci avventuriamo nella lettura senza pregiudizi di sorta, scopriremo che le scienziate, le filosofe, le pubbliciste e politiche che incontriamo hanno dimostrato ampiamente quanto il vecchio pregiudizio, se ma ce ne fosse stato bisogno, non abbia mai avuto motivo di esistere. Conosciamo ad una ad una le precorritrici di una nuova epoca come Bertha von Suttner, Simone de Bouvoir o Alva Mydral; lr donne coraggiose della scienza come Marie Curie e Rachel Carson, ma non solo; le combattenti per i diritti delle donne come Olympe de Gouges e Simon Veil solo per citarne alcune; Le testimoni ribelli del tempo da Oriana Fallaci a Marjane Satrapi per arrivare all’ascesa al potere di figure come Indira Gandhi o Aung San Suu Kyi. Una carrellata di personaggi, figure indimenticabili a cui il mondo deve veramente tanto.\r\n\r\nUn libro prezioso questo edito da Piemme da pochi giorni in libreria.\r\n\r\nElena Torre

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