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Conosciamo meglio Alice Mondia

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Tu canti in italiano e in inglese… ancora non hai trovato la tua via o son troppe le cose da dire?\r\n\r\nSono due mondi che sento fortemente miei e rinunciare ad uno di essi mi farebbe sentire incompleta. È una scelta stilistica azzardata, non credo che alcun discografico avrebbe sposato questa idea, ma la fortuna di essere un’artista indipendente mi ha permesso di fare questa scelta, mi ha permesso di essere me stessa. Le cose da dire erano tante, “Plaster” è nato a neanche un anno dalla pubblicazione del precedente album “Scacco”, siamo tornati in studio e le idee continuavano a nascere. È stato tutto molto spontaneo.\r\n\r\nPlaster è un punto di arrivo e uno di partenza a chi devi dire grazie?\r\n\r\n“Plaster” è il punto di arrivo a un primo grande scalino. Sento di aver raggiunto qualcosa che va oltre la sola musica. Vi è un sentimento di pienezza umano e di un equilibrio che non ho mai provato prima. Gli scalini da percorrere sarebbero molti e difficili, se mai dovessimo riuscire a scalarne un altro andrebbe oltre ogni immaginabile aspettativa. Moltissime persone a cui devo dire grazie, a partire dalla mia famiglia che ha accettato che scegliessi di fare della musica e mi ha sempre fatto un gran tifo, a Renato Droghetti con cui ancora oggi scrivo la maggior parte dei miei brani, una persona che non solo ha avuto fiducia nelle mie capacità più di quanto ne avessi mai avuta io stessa. Al mitico Team della San Luca Sound con cui ho potuto muovere i primi importanti passi di una carriera indipendente, alla Prime Time Promotion che ha avuto fiducia in me come persona e come artista e che ha abbracciato oggi il mio progetto supportandolo al meglio, a tutti i grandissimi artisti, parolieri, professionisti che hanno lavorato ai miei progetti, e ad un pubblico meraviglioso che segue i miei passi con grande supporto.\r\n\r\nCosa ti proponi con la tua musica?\r\n\r\nCerco sempre di infondere forza e coraggio, di essere una spalla nei momenti difficili delle persone, ma anche di essere la colonna sonora dei loro momenti di gioia e spensieratezza.\r\n\r\nIn qualche modo mi sento una lottatrice, e vorrei prestare la mia voce per cause e idee nobili.\r\n\r\nSpero sempre di rendere onore a tutto ciò mettendoci anima e cuore in tutto quello che faccio.\r\n\r\nCosa ti aspetti da questo nuovo progetto discografico?\r\n\r\nSpero finalmente di fare quel grande passo e di arrivare ad essere riconosciuta come un’artista vera e propria dal grande pubblico. Spero di ritagliarmi una fetta sempre maggiore di persone che condividono le mie idee e che apprezzano la mia musica. Inoltre spero presto di potermi esibire in nuovi live e di poter non solo cantare nella bellissima Italia, ma di tornare sui palchi di Germania e altri Paesi europei.\r\n\r\nQuanto di te è racchiuso in questo nuovo album?\r\n\r\nTutto. È una proiezione della mia personalità, delle mie idee, del mio percorso musicale. Credo che questo album è veramente l’immagine di Alice. Mi sento anche un po’ vulnerabile perché aprire se stessi al grande pubblico è un passo importante, ma sono estremamente felice di averlo fatto. È come aprire il proprio cuore ad una persona, in questo caso sono tante.\r\n\r\nIntervista di: Elena Torre\r\n\r\n 

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