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L’Arte della Felicità

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Istituto Luce Cinecittà

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è lieta di annunciare\r\n\r\nl’ulteriore aumento di copie\r\n\r\nnelle sale del film 

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L’Arte della Felicità 

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di Alessandro Rak\r\n

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Prodotto da Luciano Stella per BIG SUR in collaborazione con\r\n\r\nMad EntertainmentRai Cinema e Cinecittà Luce\r\n\r\nDistribuzione\r\n

                            Istituto Luce Cinecittà

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L’Arte della Felicita raggiunge le 40 copie in sala

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\r\nA ROMA – Fiamma, Andromeda, The Space Parco de’\r\n\r\nMedici, Madison, Lux, Gulliver Starplex, Adriano,\r\n\r\nOstia Cineland

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Bisogna proteggerlo, un film come questo, passarsi parola e andarlo a vedere in tanti e poi tantissimi, fare in modo che la logica dei soldi-subito non prevalga ancora, avere pazienza, dargli il tempo di camminare, dire a chi vorrebbe toglierlo dalle sale dove è arrivato da un pugno di giorni che non tutto sta in sala grande, non tutto si consuma nel rendiconto di un week end, non tutto si conta coi numeri, no.\r\nCi vuole tempo per fare un albero, se non è una quinta di cartone.\r\nL’arte della felicità racconta una storia che è quella di tutti: dice che “siamo qui, siamo ora, siamo quello che possiamo”, che “il segreto della vita e del sorriso è nelle mani di ciascuno, ne siamo tutti custodi”. \r\nEcco. Fate “mi piace” su questo, mettetevi il cappotto e uscite a cercarlo. Potrebbe cambiarvi forse non la vita, ma il punto di vista sulle cose. Per un po’, per qualche ora, e poi chissà. Coraggio, provate, dice Napoli.\r\n\r\n

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   Concita De Gregorio, La Repubblica\r\n

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“L’arte della felicità” è un capolavoro che ho voglia di consigliare.\r\nMi viene da dirvi: smettete di fare qualsiasi cosa stiate facendo e andate a vederlo perché è un film coraggioso. Perchè l’animazione in Italia non ha una storia, non ha precedenti.\r\n“L’arte della felicità” è il primo, incredibile esemplare con cui misurarsi. E i talenti li ha messi tutti a disposizione Napoli. \r\nIl racconto e i disegni sono di Alessandro Rak, un napoletano, un genio del disegno. Al centro di questo arido sentiero c’è la trasformazione di Sergio Cometa, c’è il racconto della resistenza del bene, del volersi bene come necessità per una vita dignitosa. Al centro di questo arido sentiero si erge coraggiosamente “L’arte della felicità”. Si fa sentiero da seguire per poter sperare in un paese diverso.

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Roberto Saviano, L’ Espresso

\r\nL’Arte della Felicità riempie da giorni i principali giornali, e anche le TV (TG1 e Che Tempo Che Fa per citarne due) che invitano ad andarlo a vedere. E non a caso, senza patetismi, che tutto ciò avvenga nel territorio di Napoli, aggiunge valore e speranza nelle possibilità di rinnovamento e riscatto di tutto il nostro paese.\r\nEcco perché mi aggiungo al coro di coloro che dicono al pubblico andatelo a vedere, e mi rivolgo anche agli esercenti che negli ultimi 20 anni hanno salvaguardato il cinema d’autore da un sicuro oblio, perché mettano da parte le ragioni del box office (sacrosante e necessarie alla loro sopravvivenza) e garantiscono a L’Arte della Felicità un vita più lunga di quella che le regole del mercato imporrebbero.    \r\n

   Roberto Cicutto, Amministratore Delegato Istituto Luce – Cinecittà 

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\r\n28.Settimana Internazionale della Critica – Venezia 70\r\nPremio Arca Cinema Giovani\r\nPremio Fedic – Menzione Speciale\r\nPremio Miglior Opera Prima – London Raindance Festival\r\nInternational Film Festival – India 2013

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Sinossi: Sotto un cielo plumbeo, tra i presagi apocalittici di una Napoli all’apice del suo degrado, Sergio, un tassista, riceve una notizia che lo sconvolge. Niente potrà più essere come prima.

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Ora Sergio si guarda allo specchio e quello che vede è un uomo di quarant’anni, che ha voltato le spalle alla musica e si è perso nel limbo della sua città.
Il taxi diviene il microcosmo in cui si rinchiude per fuggire al suo mondo, ma dentro cui il mondo entra ed esce attraverso i suoi passeggeri.
Mentre fuori imperversa la tempesta, l’auto comincia così ad affollarsi di ricordi, di speranze, di rimpianti, di nuove occasioni.
Ora sa chi sono i passeggeri: sono anime, fantasmi, memorie, strade. Oppure sono messaggeri di un sole che nasce altrove e portano con sè la rivelazione di ciò che è oltre il confine del proprio parabrezza.
Prima o poi la pioggia smetterà di cadere ed il cielo si aprirà.
E da lì verrà la fine. O tornerà la musica.

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Ufficio stampa\r\nFosforo

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