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“Se trovo il coraggio” di Dario Buzzolan

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 \r\n\r\nOttobre 1980. Un evento drammatico scuote un’intera città. Due adolescenti, Elen e Luca, scompaiono misteriosamente. Nessuna spiegazione, nessun colpevole, nessun testimone. Eppure i due, l’ultima volta, sono stati visti in mezzo a decine di ragazzi, a una festa: una festa indimenticabile per i partecipanti, tutti figli della buona borghesia torinese. Adolescenti che amano soltanto divertirsi e sballarsi, apparentemente ignari ma in realtà imbevuti del clima pesantissimo di una città scossa dalla tensione eversiva, dai conflitti sociali, dalla crisi dell’industria. Oggi Matteo ha quarantasette anni, una ex moglie e due figli, e un’indolenza che lo sta portando a perdere se stesso. Dentro di lui, costante, sordo, un segreto che lo tormenta. Lui c’era, a quella festa dove tutto è cominciato e tutto è finito. Una notte che potrebbe dirsi da incubo, se solo non fosse tutto terribilmente vero: l’incontro giusto, la gente sbagliata, la morte che cala improvvisa. Anche se quella è un’età in cui è assurdo, è ingiusto morire. Può Matteo, a più di trent’anni di distanza, liberarsi di tutto quel peso? Una cosa enorme. La scelta di una vita. Eppure basterebbe un passo. Un passo soltanto, e la verità verrebbe a galla. Una verità buia, tormentata, come l’epoca da cui è dolorosamente riemersa.\r\n

 

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Una festa, l’incontro giusto, la gente sbagliata

\r\n \r\n\r\n“Tra le infinite versioni possibili di quel racconto deve naturalmente esserci anche la verità, almeno la sua; e potrebbe essere il caso, finalmente, di raccontarla. Un memoriale. Che non servirebbe soltanto al pubblico ministero, e non servirebbe soltanto a ridare un ordine a quel viluppo di oggetti sul fondo dello scatolone; ma anche, e forse soprattutto, a rimettere in sesto la sua vita: perché da quella sera la sua vita – o quanto meno il suo coraggio, ma è probabile tra le due cose non ci sia poi molta differenza – non è che il fantasma di se stessa. \r\n\r\nRiaccende la luce. Da dove farebbe muovere il suo memoriale? Dalla festa? Naturalmente: quella notte è la festa, la festa è quella notte. Ma da cosa, in particolare? Potrebbe cominciare dalla musica. Quella musica presente, piena, che non concedeva tregua e che certe volte ti dava l’impressione che nel mondo non ci fosse altro che musica.”\r\n\r\n \r\n\r\nDario Buzzolan è nato a Torino il 12 ottobre 1966 ed è capo autore di Agorà. Il suo primo romanzo, Dall’altra parte degli occhi (Mursia) vince nel 1998 il Prix Calvino; in seguito pubblica Non dimenticarti di respirare (Mursia 2000), Tutto brucia (Garzanti 2003), Favola dei due che divennero uno (Baldini Castoldi Dalai 2007) e I nostri occhi sporchi di terra (Baldini Castoldi Dalai 2009), selezionato tra i candidati al Premio Strega 2009. Scrive su la Repubblica e su Linus.\r\n

\r\nCollana: Fandango Libri\r\n\r\nPagine: 171\r\n\r\nPrezzo: Euro 14,00\r\n\r\nFonte: Fandango

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