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VINCE JUAN GABRIEL VÁSQUEZ

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È Juan Gabriel Vásquez con Il rumore delle cose che cadono (Ponte alle Grazie, 2012, traduzione di Silvia Sichel) il vincitore della settima edizione del PremioGregor von Rezzori per la miglior opera di narrativa straniera. Lo scrittore colombiano è stato premiato oggi alla presenza del Sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Ad annunciare il vincitore, nel corso di una cerimonia tenutasi nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, ErnestoFerrero (presidente della giuria) e i giurati: Beatrice Monti della Corte, Edmund White e Alberto Manguel.

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Durante la Cerimonia di premiazione,  Matteo Renzi, Sindaco di Firenze ha annunciato a sorpresa che lunedì 24 giugno sarà conferito il Fiorino d’oro per la città di Firenze a Beatrice Monti della Corte.

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Questa la motivazione con cui la giuria  ha assegnato il Premio a Juan Gabriel Vàsquez:

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«Fra gli scrittori sudamericani Juan Gabriel Vásquez occupa senz’altro un posto di primissimo piano.  Nato a Bogotà, in Colombia, trascorre diversi anni in Europa, ma poi torna a vivere in patria. Le sue pagine affrontano a muso duro le tante facce della realtà colombiana, centro del traffico internazionale di droga. Il suo nuovo romanzo, Il rumore delle cose che cadono, è una storia di cospirazioni e di sangue, di personaggi posti di fronte a misteri la cui soluzione può risolvere anche le loro vite spezzate. È un noir, ma con la forza della vera letteratura. È un libro che si divora, ma che costringe a profonde riflessioni sul destino e sulla morte. La prosa di Vásquez è capace di concatenare la delicatezza degli incontri fra due esseri umani e la ferocia di crimini che coinvolgono intere popolazioni. È, il suo, il realismo meno magico che si possa immaginare, ma è un realismo commovente e lancinante insieme. La sua prosa è la linea che unisce le nostre vite quotidiane e normali a quelle forze che, lasciate incontrollate, possono condizionare e manomettere e distruggere le nostre esistenze. E questa è una forma di magia potentissima.»

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\r\n\r\nJuan Gabriel Vásquez. Vincitore all’unanimità dell’Alfaguara – uno dei premi più prestigiosi di Spagna – nel 2011, Vásquez è nato a Bogotá nel 1973. Ha studiato letteratura latinoamericana alla Sorbona e attualmente vive a Bogotá, dove affianca all’attività di scrittore quella di traduttore e saggista. I suoi precedenti romanzi sono tradotti in quattordici lingue. In Italia, Ponte alle Grazie ha pubblicato la Storia segreta del Costaguana (2008) e Gli informatori (2009).\r\n

Gli altri finalisti erano: Jennifer Egan Guardami (Minimum Fax), Etgar KeretAll’improvviso bussano alla porta (Feltrinelli), Atiq Rahimi Maledetto Dostoevskij (Einaudi), Jeanette Winterson Perché essere felice quando puoi essere normale (Mondadori).

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\r\nNel corso della cerimonia è stato conferito il premio per la migliore traduzione di opera straniera. La giuria composta da Claudia Zonghetti, Alberto Castelvecchi e presieduta da Andrea Landolfi, ha attribuito il premio per la traduzione a Alessandro Fo per l’Eneide di Publio Virgilio Marone (Einaudi).Questa la motivazione con cui la giuria gli ha assegnato il Premio: «Alessandro Fo non è soltanto uno studioso e un traduttore di prim’ordine; è anche un poeta e un maestro che nel colloquio appassionato e sommesso – con gli autori, con gli allievi, con i lettori – ha trovato e trova, ogni giorno di nuovo, il senso della propria vocazione. Così deve essere stata una sorta di devozione, di responsabilità etica non solo “resistenziale”, non solo vòlta a custodire e a serbare ma anche a riaffermare e a rifondare, ciò che ha spinto Fo ad affrontare l’enorme fatica di studio e di ricognizione e anche quella più segreta e feroce battaglia con i propri limiti e la propria fragilità nel dare la voce a un modello inarrivabile. Fo sostiene di aver lavorato, e lottato, cercando di “limitare le perdite”. Noi riteniamo invece che abbia radiosamente sbaragliato le schiere, e che la sua versione sia un autentico atto di restituzione, al nostro tempo, dell’originale e dell’universo che gli ruota attorno. E di questo sentiamo qui, oggi, il desiderio di ringraziarlo.»\r\n\r\n

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\r\n\r\n \r\n\r\nAlessandro Fo è nato a Legnano nel 1955. Insegna Letteratura latina all’Università di Siena. Ha pubblicato edizioni tradotte e annotate di Rutilio Namaziano (Il ritorno, Einaudi, Torino 1992) e di Apuleio (Le metamorfosi, Frassinelli, Milano 2002; Einaudi, Torino 2010). Le sue principali raccolte di poesie sono Otto febbraio (Scheiwiller, Milano 1995), Giorni di scuola (Edimond, Città di Castello 2000), Piccole poesie per banconote, (Pagliai Polistampa, Firenze 1° gennaio 2002). Per Einaudi ha curato, con Antonio Pane e Claudio Vela, l’antologia di Angelo Maria Ripellino Poesie. Dalle raccolte e dagli inediti (1990) e, con Filomena Giannotti, l’Eneide (NUE, 2012).\r\n\r\nIl Festival è promosso e sostenuto dal Comune di Firenze e realizzato in collaborazione con il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, la Regione Toscana, la Provincia di Firenze, Quelli della Compagnia e con Repubblica Firenze come media partner.\r\n\r\nFonte: Davis & Franceschini\r\n\r\n

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