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Speedliner: l’intervista

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Il progetto Speedliner nasce nel luglio del 2010 sul Lago di Garda, a Desenzano, grazie al cantante Zak (Matteo Zacco), ex leader e bassista dei The Oranges.  Il quartetto punta su fonti d’ispirazione come i Cure di “Disintegration”, ma anche i Depeche Mode, Ark, i primi Bravery e i The Killers di “Hot Fuss”, più ovviamente un tocco personale ed innovativo. Da poco è uscito uscito il loro disco d’esordio FLASH (Believe Digital/Sound Management Corporation), disponibile su iTunes e nei principali digital store.\r\nAttualmente in rotazione radiofonica “Assente”, primo singolo estratto dall’album. Il videoclip del brano, che è stato in anteprima sul sito di Rollingstone, è visibile al seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=U1Y3OcR. Noi li abbiamo incontrati ed abbiamo voluto approfondire la loro conoscenza ecco cosa ci siamo detti.\r\n\r\nQuando e sotto quali spinte nascono gli Speedliner?\r\n\r\nGli Speedliner nascono dall’incontro di 4 amici con la voglia di esprimersi e di suonare, la stessa voglia che non ti fa appendere gli strumenti al chiodo finita l’università o le neo-prolungate fasi postadolescenziali dei nostri tempi.Ci ha sempre accomunato il desiderio di palchi, sudore e rock, ma anche la voglia di esprimere e comunicare.\r\n\r\nCosa avete condensato in Flash, in base a cosa avete scelto le tracce per questo vostro esordio?\r\n\r\nFlash contiene dieci tracce che sono una riflessione sull’alienazione quotidiana e sulle crisi interiori e relazionali ma anche sulla voglia e la ricerca della tanto ambita rivalsa, questo è ciò che abbiamo cercato di fare nella fase di songwriting, dieci piccole estemporanee di una fase della nostra vita.\r\n\r\nQuali i contenuti, il messaggio che avete voluto trasmettere con forza?\r\n\r\nSaremo sentiteci ma è quello che pensiamo: 3 parole “NON MOLLARE MAI”\r\n\r\nQuali le vostre radici musicali? A chi guardate e come?\r\n\r\nOgnuno di noi viene da gruppi di riferimento diversi, gruppi che hanno segnato le fasi della nostra vita. Oltre agl’immancabili nomi sacri (Beatles, Pink Floyd, Ramones, Queen, Bowie, U2…) i Depeche Mode ma soprattutto i The Cure hanno avuto un ruolo dominante in tutto ciò. Poi bisogna aggiungere sicuramente la scena Hard Rock di fine anni ’80 e metà anni ’90 e il Brit Pop d’oltremanica degli anni ’90 o la scena Pop-Punk-Rock Californiana degli stessi anni. Da tanti ascolti pensiamo nascano tante idee, poi la pennellata finale sulla tela viene data dalla mano del pittore che nel nostro caso è interpretata dall’insieme delle nostre otto mani e dalle sonorità che fanno parte di una ricercata spontaneità che trova forma nelle sonorità Pop-New Wave.\r\n\r\nCosa via spettatate da questo disco?\r\n\r\nPer adesso riuscire ad arrivare a più orecchie posibili, essere ascoltati, criticati, apprezzati o magari da qualcuno elogiati…è tutto in divenire siamo pronti a tutto e crediamo nel tutto cosmico… insomma come nel testo scritto da Ray Evans “Que sera, sera”.\r\n\r\nCosa devono sapere i vostri ascoltatori su di voi?\r\n\r\nSiamo i tipici ragazzi della porta accanto…ahaha…seriamente parlando siamo quattro amici con la voglia di suonare e la passione per la musica, l’impegno e i sacrifici sono il compromesso per essere realmente ciò che siamo e per fare ciò che amiamo fare.\r\n\r\nCosa vi piace? Cosa no?\r\nMusicalmente parlando riteniamo la musica un linguaggio universale in grado di abbattere ogni tipo di barriera culturale, quindi la musica al di là del genere ci piace perché la riteniamo una forma d’arte universale. Ci prefiggiamo di ascoltare tutto, senza preconcetti, poi ovviamente ognuno di noi ha le proprie preferenze. Fuori dall’ambito musicale Zak (cantante) ama le arti visive e ogni volta che mi approccia a un nuovo brano è alla ricerca di una sinestesia tra suono ed immagini. Per il resto della band ognuno ha passioni diverse che spaziano dallo sport ad altre attività lavorative culturali, Alessandro (bassista) è un giornalista professionista, Simone (chitarrista) è lo sportivo della band, Andrea (batterista) è insegnante presso diverse scuole di musica. Insomma più che una band siamo una sorta di centro polivalente, ce n’è per tutti…ahaha…J\r\n\r\n Tre aggettivi che vi contraddistinguono: Determinati, Folli, Creativi\r\n\r\nIntervista di: Elena Torre

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