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Daniela Lombardi, Valentina Chiaramonti e Liliana Puggelli: l’intervista

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daniela2[1] imagesCAK313GUTre donne, tre scrittrici, tre mondi diversi. Insieme hanno scritto Tre generazioni a confronto, un punto interrogativo in comune. Noi le abbiamo incontrate ed ecco cosa ci hanno traccontato.\r\n\r\nLe abbiamo incontrate per saperne di più, dal nostro incontro nasce un’intervista a tre voci. Ecco cosa ci siamo dette.\r\n\r\nTre generazioni a confronto, è un libro intimo e corale nello stesso momento. Com’è stato possibile scriverlo?\r\n\r\nLiliana – E’ nato per caso, per gioco. Io mia figli a e mia nipote amiamo scrivere e ci siamo trovate in sintonia in questo progetto\r\n\r\nDaniela – E’ stato un modo per riavvicinarmi alla scrittura, la mia grande passione. Avendo un ufficio stampa mi trovo a scrivere molto per gli altri un po’ meno per me.\r\n\r\nValentina – Mi piace scrivere. Soprattutto le poesie. La prima persona a cui le faccio leggere è mi anonna e quindi è sto quasi spontaneo.\r\n\r\nQuando l’esperienza personale diventa universale?\r\n\r\nLiliana – Quando si capisce che il nostro vicino è esattamente coma noi, con gli stessi problemi, gli stessi sogni e la voglia di guardare avanti.\r\n\r\nDaniela – Ognuno di noi è un mondo a parte che fa parte di un grande immenso universo che ci accomuna.\r\n\r\nValentina – A scuola si parla molto di integrazione e a noi ragazzi non fa molta specie il colore della pelle o il paese di provenienza: si capisce che veniamo tutti da una stessa matrice\r\n\r\nIn che modo i ricordi aiutano, liberano o limitano?\r\n\r\nLiliana – I ricordi non devono intrappolare, devono essere solo un motivo per andare avanti e guardare il futuro con più sicurezza.\r\n\r\nDaniela – I ricordi possono essere assillanti. Si deve imparare a guardarli con rispetto senza lasciarsi travolgere. Non sempre è facile.\r\n\r\nValentina – Se sono ricordi tristi possono limitare, se sono belli possono liberare ed aiutare.\r\n\r\nIn che modo poesia e musica entrano tra le pagine?\r\n\r\nLiliana – Scrivere è un po’ come suonare uno strumento e le parole sono le note.\r\n\r\nDaniela – La nostra scrittura è un insieme di spartiti che speriamo abbiamo creato un’alchimia.\r\n\r\nValentina – Ogni parola è una musica e il nostro libro è fatto di tante parole e quindi di tanta musica.\r\n\r\nCosa avete imparato reciprocamente da questo confronto?\r\n\r\nLiliana – Che il tempo passa, le mode cambiano, ma i sentimenti più importanti restano sempre i soliti.\r\n\r\nDaniela – Scoprire quello che pensano la propria madre e la propria figlia e vedere che non è poi così diverso da quello che penso io, dà un senso di continuità\r\n\r\nValentina – E’ stato un momento molto bello, anche perché mio fratello Lorenzo ha scattato alcune foto e io ho indossato due stupendi abiti da sposa: quello di mia nonna e quello di made!\r\n\r\nCos’è che le donne non dicono?\r\n\r\nLiliana – Le donne dicono tutto, non sanno mentire.\r\n\r\nDaniela – Forse le donne riescono a comunicare meglio degli uomini, noi diciamo, bisogna vedere se il nostro messaggio arriva. Quello che non dicono eè quello ch enon viene capito.\r\n\r\nValentina – Le donne comunicano tanto: con il corpo, con le parole, con i gesti: sta agli uomini saperle capire e recepire.\r\n\r\nIntervista di: Elena Torre

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