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Rinuncereste alla vostra vita per la verità?

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\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nIn occasione della beatificazione di padre Pino Puglisi e del\r\nventennale del suo assassinio il racconto\r\ndel testimone di giustizia che grazie a don Puglisi ha cambiato vita. \r\n\r\n\r\n“Quando toccherà a me non mi lasciare solo” gli disse una volta Padre Puglisi. “E quando vidi la bara di legno aperta, e lui con la testa fasciata e quel sorriso incredibile, capii che sarebbe iniziata la mia nuova vita per onorare don Puglisi”. Giuseppe Carini – Testimone di giustizia\r\n\r\nL’assassinio di padre Pino Puglisi raccontato per la prima volta da Giuseppe Carini, testimone chiave contro i killer del parroco di Brancaccio\r\n\r\nQuesto libro racconta la storia di un miracolo, la conversione di Giuseppe Carini che smaniava per diventare un uomo d’onore, ma dopo avere incontrato sulla sua strada don Pino Puglisi, ha scelto di testimoniare contro la mafia, di fare nomi e cognomi, di puntare l’indice accusatorio. Una scelta di vita pagata a caro prezzo. Carini è nato e cresciuto a Brancaccio, quartiere/ghetto di Palermo dove la mafia spadroneggia. Ieri come oggi. Lo stesso quartiere dove un giorno qualunque del 1990, arrivò in punta di piedi don Pino Puglisi e la vita di Giuseppe Carini cambiò. Radicalmente. Oggi Carini è un testimone di giustizia, sottoposto dal 1995 allo speciale programma di protezione. È un testimone/fantasma che ha usufruito del cambio di identità, che ha dovuto tagliare tutti i contatti con la sua vita precedente, con la sua terra, con la sua famiglia. Un testimone che lotta per continuare ad affermare quei precetti di verità e giustizia che rendono gli uomini, tutti gli uomini, veramente liberi. Quei precetti messi in pratica da don Puglisi nell’esercizio del suo ministero in una terra di frontiera dove lo Stato era assente, dove i bambini crescevano per strada, dove i giovani idolatravano gli uomini d’onore. Don Puglisi ha mostrato un’alternativa, una nuova opportunità di vita, un sentiero di riscatto. Carini l’ha colta. Questo libro ripercorre capitolo dopo capitolo, quei giorni palermitani, l’incontro tra Carini e don Pino, l’inizio di una sinergia mai venuta meno, neppure dopo il martirio di don Puglisi. Si sofferma sulla catarsi di quel giovane votato all’assassinio e che invece degli assassini è diventato fiero avversario. Mostra aspetti inediti della personalità di don Puglisi che proprio a Carini, all’epoca studente di Medicina e suo collaboratore in parrocchia, si raccomandò: “Non lasciarmi solo quando l’ora verrà”. E quando quell’ora triste venne, Carini adempì a quell’impegno e rimase per tutto il tempo al suo fianco mentre il medico legale eseguiva l’autopsia sul corpo di don Puglisi. Siamo abituati a cercare miracoli impossibili e a volte non vediamo che i miracoli ci camminano accanto. Giuseppe Carini con la sua testimonianza di verità, è il miracolo vivente di don Puglisi.\r\n\r\nGiuseppe Carini dà un taglio netto con la sua famiglia che lo disconosce, subisce minacce, attentati, il procuratore di Palermo Giancarlo\r\nCaselli gli intima di cambiare aria. E ha inizio la sua vita “da fantasma” senza identità. Eppure racconta di non essersi mai pentito delle\r\nsue scelte. “Me l’ha insegnato don Puglisi”. E questo è il primo miracolo del beato padre Pino Puglisi.\r\n\r\nRoberto Mistretta giornalista, vive e lavora a Mussomeli (Cl) la Villabosco dei suoi romanzi. È autore della serie noir con protagonista il\r\nmaresciallo dei carabinieri Saverio Bonanno, pubblicata con successo nei paesi di lingua tedesca: Germania, Austria e Svizzera. Ha vinto diversi premi letterari ed ha partecipato a festival e manifestazioni culturali a carattere nazionale. È autore del radiodramma “Onke Binnu” sulla cattura di Binnu Provenzano, mandato in onda con successo Radio Colonia. Nel 2011 ha pubblicato “Giudici di frontiera”, raccolta di interviste a sei magistrati impegnati in prima linea nella lotta alla mafia.\r\n\r\nFonte: Edizioni Anordest\r\n

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