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Professor Marco Santarelli, l’intervista

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Il professor Marco Santarelli è esperto di fisica sociale e reti intelligenti, applicate al comportamento e alle energie rinnovabili. E’ direttore scientifico della fondazione Panta Rei, collaboratore scientifico con il Cnr/Isc e molto altro ancora. Ha al suo attivo molte pubblicazioni e articoli per riviste scientifiche. Dalla sua amicizia con Margherita Hack sono nati tre libri, Diario di un incontro (2010), L’aquila volta la carta (2011) e Sotto una cupola stellata (2012). Lo abbiamo incontrato per sapere qualcosa di più su questa “insolita” coppia di scienziati.\r\n\r\n \r\n\r\nDa poco è uscito per Einaudi ‘Sotto una cupola stellata’ quando è nata l’idea di questo libro?\r\n\r\nÈ nata grazie al nostro curatore, proprio di Einaudi, Andrea Bosco, che ha raccolto la sfida che noi stessi stiamo lanciando da tempo in tante piazze d’Italia e tra le persone comuni, della strada. Ovvero parlare di temi difficili e complessi attraverso parole semplici e con la forma più antica propria della diffusione della cultura: il dialogo.\r\n\r\nDa anni oramai collabora con Margherita Hack: com’è l’amicizia tra due scienziati?\r\n\r\nPurtroppo nel mondo della scienza, come in tanti altri ambiti, non regna molta amicizia. Ci può essere accordo in una determinata ricerca. Lo scienziato oggi non è più colui che opera da solo. Oggi si coopera, ma poi ognuno è geloso del “proprio pezzo” come si dice in gergo. Ovviamente questa mia affermazione non è una regola e l’esperienza con Margherita racconta proprio il contrario. La nostra amicizia è nata in una sera a Lignano Sabbiadoro in cui ci si conobbe in occasione di una conferenza sulla luna. Abbiamo guardato entrambi la luna e mentre lei la spiegava attraverso le pieghe del cielo e l’astrofisica, io l’ho guardata attraverso la storia che essa raccontava e come ha modificato il comportamento umano e di come sia stata sempre e comunque un’aspirazione. Aspirazione intesa come clamore e bagliore.  Da qui la mia visita a casa sua! Ospitato come una persona da rispettare. Veramente una cosa unica. Un’emozione vitale e poi tanti dialoghi, libri e tante risate come due vecchi amici.\r\n\r\nÈ cambiato qualcosa in lei grazie al vostro rapporto?\r\n\r\nPiù che cambiato direi che il mio carattere si è evoluto. Dove per evoluzione intendo cambiamento, maturità. Comprensione che tutti i sacrifici che ho fatto per studiare, notti senza dormire per capire il senso assurdo di questo mondo, sono servite per capire che dietro una patina di “perbenismo” sociale si nasconde sempre un ingranaggio che ci esplode dentro e ci aiuta a capire, se lo troviamo, un senso migliore per i nostri giorni. Abbiamo una vita scandita di attimi ed io, attraverso scelte coraggiose, ho capito che la dedizione premia e vedere Margherita ancora oggi sottolineare i libri e riviste, è sempre una grande emozione. Poi sinceramente è cambiato anche l’approccio verso l’etica, la religione, la politica e verso quelle forme che vogliono pontificare e “sbattono” di fronte alla dura realtà. Mi viene sempre in mente quello che abbiamo detto nel libro “non far ad altri quello non vorresti fosse fatto a te”. Un comandamento, un viatico e un modo di far cose buone anche senza ricompense forzate.\r\n\r\nDi cosa si sta occupando adesso?\r\n\r\nIn questo momento mi sto dedicando alla stesura di altri due libri con altrettanti personaggi molto in vista a livello internazionale, faccio conferenze in giro, sto approfondendo, grazie a presenze in tv nazionali, giornali, quotidiani e  riviste, le tematiche di cui mi occupo, ovvero reti intelligenti applicate al comportamento umano, lo sviluppo di un polo dell’università, proprio per ampliare le partnership internazionali e mi occupo di ricerche con enti internazionali di ricerche su energia, fisica sociale ed ecosostenibilità.\r\n\r\nCosa pensa della divulgazione scientifica?\r\n\r\nEinstein diceva sempre che l’immaginazione è più importante della conoscenza. Per accendere sempre più immaginazione dobbiamo sapere spiegare bene le cose che studiamo. Dobbiamo farle capire bene perché da una parte le capiamo meglio noi, dall’altra agevoliamo i ragazzi, il vero tessuto della società, nel loro percorso e nella loro grande sete di immaginazione e…creatività.\r\n\r\nE delle università?\r\n\r\nMah. Un tema roccioso. Io sono preoccupato perché non abbiamo una struttura universitaria e scolastica in generale adeguata, sia nelle strutture, negli stipendi, nella preparazione dei docenti e nella burocrazia straziante su ogni grado. C’è poca umiltà in tutti. Pensare che all’estero appena laureati si riesce a diventare professori e in Italia bisogna far una strada lunga una vita, è deprimente. Si spegne tutto così. Chiuderei con una frase di Margherita che condanna, oltre che i politici, anche molti ragazzi che si adagiano a papà e mamma potenti. Ultimamente infatti ha detto : “penso che oggi le università sono spesso affollate di studenti che pensano solo al pezzo di carta per ottenere un impiego”.\r\n\r\nIntervista di: Cinzia Ciarmatori\r\n\r\n 

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