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Elena Torre, l’intervista

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Autrice poliedrica e trasversale, Elena Torre attraversa i generi dalla narrativa breve al saggio, alle favole passando attraverso i romanzi gialli. Autrice di testi teatrali e attualmente impegnata nella scrittura di una sceneggiatura televisiva, ha appena ritirato in Campidoglio il premio Un bosco per Kyoto che nomina “Storie dei Cinque Elementi”, scritto a quattro mani con la scrittrice bolognese Anna Marani, libro verde dell’anno 2012. La incontriamo per voi subito dopo la consegna del premio.\r\n\r\nCome hai accolto la notizia di questo importante riconoscimento?\r\n\r\nLo stupore è stato pari alla felicità, soprattutto perchè questo riconoscimento premia un lavoro di squadra durato tre anni, mette un riflettore su tematiche a me molto care, quali il rispetto dell’ambiente in cui viviamo, l’uso consapevole delle risorse, il riconoscimento della diversità come valore, la guerra come abominio. Valori e concetti che non dovrebbero aver bisogno di un premio ma che dovrebbero far parte di una società civile e dell’essere umano in quanto tale. Purtroppo così non è e per questo sono contenta se in qualche modo è possibile porre attenzione e puntare l’indice su questi argomenti così importanti e che dovrebbero essere universalmente condivisi.\r\n\r\nUn libro secondo te può cambiare qualcosa, può fare la differenza?\r\n\r\nLo spero sempre, ogni qual volta appoggio il pensiero su un progetto nuovo. Contrariamente a quanto si possa pensare, la scrittura è sempre un percorso collettivo. E’ vero, il più delle volte un autore è da solo chiuso a chiave nella sua testa con le ideee, spesso confuse, che piano piano diventano parole, frasi, pagine, libri. Nel momento in cui scelgo alcune parole al posto di altre, compio una scelta in base a chi quelle parole le accoglierà. Ci sarà sempre un lettore, almeno uno, che dedicherà tempo e attenzione e che nel bene o nel male sarà diverso dopo aver letto. Con Storie dei Cinque Elementi a maggior ragione, i protagonisti sono non eroi che sovvertono le regole: Capitan Fieragoccia si trova a condurre una nuvola contro corrente, il Cavaliere Senza Armatura vince nei tornei senza combattere e Germano il gabbiano raro trova il suo posto nel mondo. Difficile non prendere una posizione nei loro confronti.\r\n\r\nRacconti, romanzi gialli, storie per bambini, teatro. Ora televisione. La scrittura è una ricerca?\r\n\r\nPenso che la scrittura debba essere liquida e prendere la forma del recipiente che la contiene. La scrittura è trasformazione, è divenire. La lingua è mobile e la nostra è molto bella. Credo che uno scrittore debba avere rispetto per le proprie radici, non amo particolarmente le incursioni nelle altre lingue, mi piacciono poco le abbreviazioni e le sigle, in sostanza preferisco fine settimana a weekend! In Storie dei Cinque Elementi c’è una favola che reca in sè termini non usuali, come armigero o scudiero, termini ai quali i bambini sorridono e pur non facendo parte del loro vocabolario comprendono il significato di quelle parole. Penso che oggi l’impoverimento della lingua sia una responsabilità di scrittori, giornalisti, personaggi pubblici, politici, che hanno scelto un progressivo inaridimento a favore di una maggior diffusione. Sono scelte, di certo non scevre da conseguenze. La scrittura è per me continua ricerca ed esplorare diversi generi e differenti tematiche è uno sprone a conoscere sfere semantiche diverse e sempre nuove.\r\n\r\nStorie dei Cinque Elementi è dunque un progetto corale?\r\n\r\nDecisamente. Per rispondere mi limito a dare i numeri! Due case editrici, Romano Editore e Darwin Edizioni, due autrici, Anna Marani ed io, sedici favole, sedici illustrazioni straordinarie di Iole Eulalia Rosa meritatamente premiate, sedici testimonial d’eccezione che hanno dato voce alle storie nei due cd che accompagnano il libro, due progetti sostenuti con il ricavato del libro, WWF e Cuamm Medici con l’Africa, due lingue, italiano e inglese, e tanti traduttori che hanno collaborato gratuitamente e a cui va la mia gratitudine.\r\n\r\nE ora, cosa ci dobbiamo aspettare?\r\n\r\nSto lavorando alla sceneggiatura di un film, un progetto nuovo ed entusiasmante del quale per ora non posso dire di più. E per quanto riguarda la letteratura non vi nascondo che sto guardando al mercato d’oltreoceano…\r\n\r\nIntervista di: Cinzia Ciarmatori\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n 

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