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I paesaggi fantastici di Bart Herreman

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I paesaggi fantastici di Bart Herreman a Seravezza Fotografia 2013

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Il fotografo belga autore di “Twiga” sarà il protagonista della decima edizione della rassegna che si svolgerà in Versilia dal 23 marzo al 9 giugno

\r\nLa decima edizione di “Seravezza Fotografia” si svolgerà a Seravezza in Versilia (Lucca) dal 23 marzo al 9 giugno 2013. Una manifestazione di respiro nazionale e internazionale che ogni anno coniuga con successo i grandi nomi della fotografia con un vasto pubblico e il mondo amatoriale della fotografia, organizzata dalla Fondazione Terre Medicee, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza e il patrocinio della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) con la direzione artistica di Ivo Balderi. Anche quest’anno Seravezza Fotografia conferma le proprie linee guida presentando un programma con eventi di grande spessore e qualità come la mostra personale del fotografo belga Bart Herreman dal titolo “Esefossevero” nelle sale del Palazzo Mediceo, viale Amadei già via del Palazzo a Seravezza,  che rimarrà aperta per tutta la durata della rassegna. Una raccolta di ottanta fotografie che comprendono immagini fotografiche della sua ricerca creando un mondo di fantasie e surrealismo: animali e personaggi sono rappresentati in luoghi improbabili e momenti quotidiani. Uno dei capitoli della ricerca fotografica di Bart Herreman è Twiga (giraffa in lingua swahili) che ispira il suo libro di fotografie, Twiga lo segue in questo cammino fatto di visioni, viaggi e mondi al limite della realtà, questo capitolo farà parte della mostra assieme ad altre fotografie fantasiosamente costruite. La manifestazione prevede anche cinque mostre fotografiche nelle Scuderie Granducali adiacenti al Palazzo Mediceo. Altre saranno esposte presso il Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica, alla Birreria “La Casa sul fiume” . Non mancheranno i workshop, corsi di fotografia e incontri di cultura fotografica e la lettura di portfolio a cura della Fiaf. La mostra “Esefossevero” di Bart Herreman sarà aperta dal 23 marzo al 9 giugno 2013 nel Palazzo Mediceo di Seravezza via del Palazzo 358, Seravezza (Lu), nei seguenti orari: dal giovedì al sabato dalle ore 15  alle 20 e la domenica ore 10 – 12; e ore 15 – 20. Il biglietto d’ingresso è di 6 euro intero e 4 ridotto. Informazioni: Fondazione Terre Medicee, tel.0584.757443, info: www.seravezzafotografia.it   Twitter: @SeravezzaPhoto\r\n

La mostra “Esefossevero” di Bart Herreman

\r\nIn una raccolta di ottanta fotografie, il fotografo Bart Herreman racconta un mondo immaginario fatto di convivenze impossibili, uomini sbigottiti e animali disinvolti. Esefossevero? Il mondo che l’artista proietta possiede la facoltà di stimolare l’immaginazione e imporsi allo sguardo come la rappresentazione di qualcosa che oltrepassa il reale.  Un viaggio infinito fatto di visioni spontanee, unite da una genuina vena ironica. In ogni composizione c’è sempre qualcosa di sorprendente e di artificioso. Di allegro e rivelatore. Ogni opera sembra dotarsi della capacità di rappresentare i sogni, le visioni e le fantasie di chi la osserva.  Il surrealismo di Bart Herreman è un modo di vedere le cose e di sorriderci sopra. Un filtro d’inventiva che non si esaurisce mai dove ognuno può sognare e a modo suo incoraggia l’artista che vuole essere un’ispirazione per tutti, adulti, studenti, famiglie e bambini di ogni età.\r\n\r\nIl rapporto uomo-animale\r\n\r\nNel rapporto tra animale e ambiente e tra uomo e animale risiede il segreto del mondo fantastico di Bart Herreman. La figura umana è ora sovrastata da piccoli animali divenuti improvvisamente giganti. Ora ignorata da possenti rinoceronti. Ora controllata da curiose giraffe che bucano le nuvole. Nella relazione uomo-animale tutti i codici comportamentali sfuggono al vero. Eppure sorprenderà gli spettatori scoprire che tutto sarà straordinariamente credibile. La follia si nutre di estremi, più forte il contrasto, pi funziona. “Il mio lavoro può creare l’assurdo, non il normale”. (Bart Herreman)\r\n\r\nLa tecnica\r\n\r\nTutto è spontaneo ma nulla è casuale. Per far si che l’impossibile sembri reale, ogni dettaglio è pensato in anticipo. Le inquadrature, le luci, le prospettive sono meticolosamente create e riunite per realizzare un’allucinazione verosimile. Con un gioco di trasparenze, l’artista ritaglia rettangoli di cielo e li rende materici creando volumi che non esistono, impalpabili e tangibili al tempo stesso.  Un accurato lavoro di ritagli, scontorni, posizionamenti sono alla base della sperimentazione di Bart Herreman, fino a che anche l’ultima delle galline trova la sua giusta sistemazione. Quella che, all’interno del quadro, crea l’effetto meraviglia e fa esclamare “Ohhhhhh!”\r\n\r\nIntervista a Bart Herreman\r\n\r\nElefanti alati, pinguini giganti, cieli magrittiani. Da cosa nascono queste intuizioni?\r\n\r\nHo sempre creato luoghi inesistenti ed esseri prossimi al mitologico, anche se sono cresciuto con la pellicola. Quarant’anni fa immaginavo cose strane entrare nelle foto che scattavo. Prima occorrevano molti scatti, astuzie e scenografie a volte complesse per arrivare alla composizione che avevo in mente. Poi andavo dal tecnico che avrebbe dovuto elaborare le pellicole, ma i costi di post produzione erano esorbitanti. Così il mio sogno diventava impossibile. Finché non è arrivata l’era digitale. Il digitale è stato per me una liberazione perché non dovevo più dipendere dagli altri.\r\n\r\nEd è arrivata l’era di Photoshop e della tecnologia al servizio della fotografia.\r\n\r\nI tecnici sono stati sostituiti da Photoshop, utilizzato a modo mio. Se segui la tecnica esatta, perdi l’atmosfera. Le mie foto non vogliono essere perfette, devono essere un po’ balorde. Spesso è una luce eccessiva o sporca a fare la foto. Quello che conta è sempre il risultato finale.\r\n\r\nChe animali ti hanno dato più soddisfazione in questo viaggio impossibile?\r\n\r\nTutto è iniziato con la giraffa. Un animale difficile da gestire per gli ingombri lunghi e affilati. In realtà tutti gli animali hanno qualcosa di assurdo se li sproporzioni o li collochi, dove non ti aspetteresti di vederli. Una gallina enorme diventa paradossale, così come un rinoceronte in una cattedrale.\r\n\r\nFigure ecclesiastiche, chiese e processioni. Come mai ricorre il tema religioso? \r\n\r\nSono sempre stato affascinato dal mondo mistico. Le luci, il silenzio, l’odore d’incenso. Le chiese, da non credente, mi affascinano. In un ambiente così può succedere di tutto. Anche di immaginare un rinoceronte che difende il suo spazio. Automaticamente diventa parte del mistero, di un assoluto sbigottimento.\r\n\r\nFonte: Il Logo

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