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Biorn: l’intervista

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Giovani, talentuosi di sicuro interesse nel panorama musicale attuale. Sono i Biorn, noi li abbiamo incontrati, ecco cosa ci siamo detti.\r\n\r\n\r\nCosa è cambiato dentro di voi a un anno dalla scomparsa del vostro cantante? Come vi siete evoluti?\r\n\r\nMolto è rimasto fermo a quel momento.. e allo stesso modo tutto è cambiato..\r\n\r\nBlaze era l’anima, il centro nevralgico della band e un amico prezioso.. il nostro rimpianto è che molta gente non abbia potuto conoscere e capire il talento cristallino, la grande vena creativa e artistica, la presenza scenica, lo stile e l’umanità di un frontman come lui..\r\n\r\nla decisione di dare al pubblico “Vertigine”, il disco in cui si sente maggiormente la sua forza comunicativa, è il tentativo di restituire in parte la sua voce.. e da essa deriva l’evoluzione del gruppo, la sua rinascita come amici che vogliono mantenere vivo lo spirito di Blaze, la determinazione, la consapevolezza e la serenità attuali..\r\n\r\nil vuoto e la mancanza portano sempre all’eliminazione del superfluo e alla riscoperta del nucleo vitale di ognuno di noi.. nel nostro caso, lo stare insieme in circolo a suonare.. senza la preoccupazione di ciò che potrebbe succedere.. durante quest’anno abbiamo riscoperto la dimensione più intima e vera della musica e abbiamo capito che non potremmo mai farne a meno..\r\n\r\n\r\nCosa vi provoca una vertigine?\r\n\r\nIl senso di vertigine è provocato in senso lato dalla sensazione di essere costretti in una situazione più grande di noi.. che non possiamo controllare.. è una sensazione che dà paralisi, ma allo stesso tempo ti spinge a fare in modo di venirne fuori in tutti i modi..\r\n\r\n”vertigine” è il vivere quotidiano della maggior parte della gente al giorno d’oggi, dei nostri coetanei in particolare.. la società sembra paralizzata ma si muovono le prime spinte per cambiare lo status quo.. in termini più personali si riferisce anche all’aver vissuto il periodo di lavorazione del disco con un senso di effimero e incertezza ma allo stesso tempo di eccitazione e vitalità, un pò a metà tra volo e precipizio.. ma, ripetiamo, è una condizione comune in molte persone oggi..\r\n\r\nSotto quali spinte nasce Bianca?\r\n\r\nSi ricollega in senso polemico a quello che dicevamo prima.. nasce dall’esigenza di denunciare la rabbia e la frustrazione nei confronti della generazione cui apparteniamo.. una generazione che ha tutte le potenzialità per dare al mondo un futuro differente, possibile e sostenibile, ma che sembra non rendersi conto che non c’è più tempo e che la scelta non spetta ad altri..\r\n\r\nQuali i punti deboli di questa generazione di giovani? Come poter comunicare con loro?\r\n\r\nLa nostra generazione sembra bloccata, immobile, incolore, arresa, bianca.. anche se non lo è in realtà.. quello che manca è la realizzazione di tutta la vitalità di una generazione dalle potenzialità smisurate, l’espressione di una unità d’intenti, l’organizzazione in una voce comune, l’iniziativa e la proposta di differenti modelli contro quello artificiale che tutti odiano, ma che ci svezza ogni giorno nella giungla delle nostre città.. noi conosciamo bene, vivendole quotidianamente sulla nostra pelle, le problematiche e le barriere poste alla nostra generazione ma biasimiamo il vittimismo e l’adduzione di alibi o l’inerzia mascherata da nichilismo.. questi atteggiamenti rendono difficile anche il solo dialogo.. ed è semplicistico dire che la musica è un linguaggio universale.. non è l’unico modo per poter comunicare.. la comunicazione deve partire da sè stessi verso il mondo.. ed include una buona dose di coraggio..\r\n\r\nCome ritrovare una direzione, un’unità di intento?\r\n\r\nLa comunicazione è possibile ma servono delle personalità, dei filtri.. spesso le nuove forme di social network si riducono a un inutile chiacchiericcio, sterile e fine a se stesso.. il virtuale può essere utile per accendere la miccia ma il fuoco nasce dall’incontro vero tra persone.. quanto ai contenuti, siamo ormai di fronte al fatto che essi si presentano da soli, non c’è bisogno di ideologie.. la storia parla chiaro.. ed il futuro anche.. bisogna solo confrontarsi con la realtà.. bisogna ritrovare la passione politica, che nulla ha a che fare con lo schifo cui assistiamo ogni giorno da anni, ma passa attraverso il confronto tra cittadini e la ricerca di un futuro equo tra differenti gruppi, ognuno con le sue istanze e la propria ricchezza culturale..\r\n\r\nIl vostro rock è una denuncia forte, la musica può attuare questo cambiamento?\r\n\r\nLa musica può essere l’iniezione di un’idea (che può viaggiare veloce in questi tempi) ma non basta.. non serve a nulla ascoltare una canzone che parla di speranza e dialogo dentro un vagone della metro se poi le cuffie del nostro i-pod ci isolano dal mondo.. quelle stesse cuffie rappresenterebbero una barriera verso il mondo.. del resto ci hanno abituato per anni a consumare musica come se si trattasse di chewing-gum..\r\n\r\nDove risiede il cambiamento? \r\n\r\nIn se stessi.. e al di fuori di sè.. basta volerlo cogliere e farsene carico in prima persona.. oggi.. adesso..\r\n\r\nIntervista di: Elena Torre

2 COMMENTS

  1. oh cielo, gie0 la prima!!!! mi ricordo anocra quando nel tuo blog con le matite colorate ci desti la magnifica notizia: l’INP non sarebbe pif9 stata sola senti, non metterti l’ansia che poi la passi alla PBF. tranquilla, lasciala vivere in serenite0 questo momento magico, che8 la seconda elem e8 gie0 altra cosa. e goditi pure tu questo momento che non ritornere0. la prima e8 la classe pif9 faticosa ma la pif9 bella in assoluto. fidati, ne so qualcosa. baci.

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