Home Interviste Humana, l’intervista

Humana, l’intervista

88
SHARE

In attesa del loro tour, in partenza a Gennaio 2013, abbiamo incontrato per voi gli Humana.\r\n\r\nEcco cosa ci siamo detti.\r\n\r\n \r\n\r\nUn album che porta il vostro nome cosa è per voi Humana?\r\n\r\nHumana è un nome che ci è sempre piaciuto per l’assonanza con la parola “uomo” , nel senso antropologico del termine. Nei testi si parla di sensazioni, di vita vissuta, di errori, di occasioni, di tutto quello che ha a che fare con l’uomo e quindi con la vita.\r\n\r\nE’ un nome che ci ha convinto perchè è così antico e così moderno, ci dà l’idea di qualcosa che è sempre stato e che sarà anche dopo di noi, un po’ come la musica.\r\n\r\nCome nascono gli Humana?\r\n\r\nGli Humana nascono dall’incontro tra me, Lorenzo Sebastiani, e Daniele.\r\n\r\nMi contattò qualche anno fa per produrre il suo disco, aveva testi e melodie molto interessanti, particolari, molto diverse da quelle che ero abituato ad arrangiare.\r\n\r\nLe atmosfrere cupe nel disco a cosa mirano, spaventare o avvertire?\r\n\r\nAll’inizio l’album doveva essere punk, ma quando produco un album mi piace sempre non impormi linee.\r\n\r\nAscolto i brani e vado a braccetto con loro e con la voce del cantante, cerco di trasmettere con la musica la stessa sensazione che mi comunicano i testi.\r\n\r\nIn questo caso mi suggerivano delle atmosfere cupe, riflessive, e i suoni acustici non riuscivano a darmi quel suono che avevo in mente.\r\n\r\nHo iniziato a inserire elementi elettronici , ritmiche hip hop, quasi da basi rapper.. .e il risultato ci ha convinto molto.\r\n\r\nC’è da dire che l’assenza di armonie complicate è comune sia nel rap che nel punk , sono due generi che parlano un pò la stessa lingua, quella della strada.\r\n\r\nL’unica cover è di un artista poco visitato come Alberto Camerini da dove nasce questa scelta?\r\n\r\nÈ un’idea di Daniele, lui ama moltissimo tutta la scena punk/wave anni ‘80  .Anche se all’inizio eravamo indecisi tra “Rock ‘ n roll Robot” e “Tanz Bambolina”.\r\n\r\nLe abbiamo realizzate tutte e due, ma rock’n roll aveva una marcia in più.\r\n\r\nCosa avete raccontato in questo album?\r\n\r\nC’è un senso di disagio un pò in tutti i testi dell’album, si avverte quel senso di inquietudine che caratterizza questo  tempo. Siamo insoddisfatti per mille motivi, e di base non ci accontentiamo mai di niente.\r\n\r\nLa frase “non sei neanche arrivato e stai già pensando a quel che non è stato” contenuta in “Perso” la dice lunga su questo.\r\n\r\nIn generale si parla di vita vissuta, di solitudine, di riflessioni e di speranze.\r\n\r\nParole e musica che peso hanno nel vostro lavoro?\r\n\r\nCredo sia un tutt’uno, devono parlare entrambe la stessa lingua. Personalmente amo i testi evocativi, quelli che anche solo con una parola riescono a emozionarti.\r\n\r\nLa musica ha il potere di aggiungere alla parola un suono, e quando la parola e il suono parlano la stessa lingua credo sia il massimo. Le grandi canzoni riescono a comunicare sia col testo che con la musica.\r\n\r\nCosa vi aspetta?\r\n\r\nNon vediamo l’ora di iniziare a portare questo album e altri brani ancora dal vivo.\r\n\r\nSarà uno spettacolo molto elettronico che unirà il punk alle atmosfere più elettroniche.\r\n\r\nSaremo in tour da Gennaio 2013.\r\n\r\n \r\n\r\nIntervista di: Cinzia Ciarmatori

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here