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40a edizione del Premio Satira Politica Premiati gli scrittori Marco Belpoliti e Marco Malvaldi

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Due nomi eccellenti si aggiungono ai premiati della 40a edizione del Premio Satira Politica.  Sono gli scrittori Marco Belpoliti, che si aggiudica la sezione letteratura con il libro “La canottiera di Bossi” (Guanda)  e Marco Malvaldi, che riceverà il  Premio “Città della Satira”, che va ai satirici e umoristi toscani, per la serie di libri del Bar Lume (Sellerio). 

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Entrambi riceveranno il premio sabato 15 settembre alle ore 18 alla storica Capannina di Franceschi a Forte dei Marmi.

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Marco Belpoliti con “La canottiera di Bossi” spoglia il fondatore della Lega offrendo un quadro insieme cupo e brillante di quel che c’è sotto, ma anche dietro e perfino al di là della biancheria intima. Belpoliti rilegge il capo leghista attraverso i suoi gesti, esplorandone l’origine e il significato, mostrando come il suo eloquio e i suoi atteggiamenti abbiano profondamente condizionato il comportamento morale dei politici e degli italiani in genere.

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Da queste pagine emerge il “vitellone”, per dirla con Fellini, il cantante rock e non solo capo di partito, il predicatore scomposto piuttosto che sottile tessitore: un ragazzotto di paese che arriva in Parlamento e incarna quello che Sciascia chiamava “l’eterno fascismo italiano”, acquattato nel grembo stesso della provincia, al Nord come al Sud, e di cui la nostra cultura è impregnata. Fa parte di noi, per quanto ce ne distanziamo, lo rinneghiamo, cerchiamo di strapparcelo di dosso.

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Nato a Reggio Emilia nel 1954, Belpoliti è saggista, scrittore e docente di Sociologia della Letteratura presso il dipartimento di Scienze della Formazione e della Comunicazione dell’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca sono orientati verso la letteratura italiana contemporanea; ha curato l’edizione delle opere e un volume di interviste di Primo Levi (Opere, 1997; Primo Levi. Interviste e conversazioni 1963-1987, Einaudi 1997); ha pubblicato un saggio su Italo Calvino (L’occhio di Calvino, 1996), dedicato al rapporto tra arte e letteratura in Calvino, e uno studio sulla vicenda degli scrittori italiani negli anni Settanta (Settanta, 2001). Cura Riga (Marcos y Marcos), una rivista di arte, letteratura, scienza e filosofia, dove ha pubblicato volumi monografici dedicati a Alberto Giacometti, Italo Calvino, Alberto Arbasino, Primo Levi e al tema dei Nodi. Ha particolari interessi per i temi della percezione visiva, l’arte contemporanea, il colore. Svolge attività giornalistica per quotidiani e settimanali, come La Stampa, L’Espresso, il supplemento Alias del quotidiano il Manifesto.

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\r\nMarco Malvaldi nel giro di pochi anni si è imposto all’attenzione della critica e del pubblico con i suoi gialli che richiamano il meglio della commedia all’italiana.

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Perché Malvaldi si diverte a scrivere e a descrivere i suoi personaggi. Ampelio il nonno, Aldo l’intellettuale, il Rimediotti pensionato di destra, e il Del Tacca del Comune; e poi c’è Massimo, il barrista. È la squadra investigativa del BarLume di Pineta.

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Quattro romanzi con delitti e una fitta maglia di pettegolezzi che si trasforma in una formidabile macchina da indagine.  «Quando hai ottant’anni, l’unica cosa che puoi fare in un giorno di pieno agosto è andare al bar». E che fare al bar? Giocare a carte, occuparsi dei fatti altrui, discussioni continue, e dopo: investigare. Come fanno i vecchietti del BarLume. Se c’è un delitto nei dintorni di Pineta, il loro onnisciente pettegolezzo diventa una formidabile macchina da indagine. Da dove Massimo il barrista estrae la chiave dell’enigma, come una Miss Marple in puro toscano. Malvaldi riesce a sedurre i lettori  per la lingua, le sfumature, l’ironia, il meraviglioso “cazzeggio” di cui il barrista (non è un errore, alla toscana è barrista è rigorosamente con due r) Massimo conduce le indagini.

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Perché i vecchi, lo scoprirete divertendovi, il tempo lo passano nel locale, presidiando il tavolo più bello. E rovinando il giusto la vita a Massimo che costringono, avventura dopo avventura, a rinunciare al wifi e a  subire il torneo di briscola. Ma soprattutto lo spingono a risolvere casi intricati. Bar, toscana, un gruppo di disincantati signori e quel tanto di verve porta subito in direzione  commedia all’italiana.  Nell’immaginario paese Pineta a due passi da Pisa dove il Malvaldi vive, si apprende anche come prendersi gioco (e qualcosa in più) delle ansie padane e altre piacevoli malizie. 

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Nato a Pisa nel 1974, ricercatore presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Pisa,  Malvaldi ha pubblicato con Sellerio i romanzi della serie dei vecchietti del BarLume (La briscola in cinque, 2007; Il gioco delle tre carte, 2008; Il re dei giochi, 2010; La carta più alta, 2012), salutati da un grande successo di lettori. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (2011), giallo a sfondo storico che ha per protagonista il famoso scrittore e gastronomo Pellegrino Artusi.

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Tante le novità in programma a Forte dei Marmi per celebrare degnamente il quarantennale della capitale mondiale della Satira Politica.

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A partire dalla conduzione della serata affidata a David Riondino, accompagnato dagli originali ritratti sonori eseguiti da Mirko Guerrini e Mirio Cosottini.

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Durante la cerimonia di premiazione verranno consegnati i premi ai vincitori delle sezioni letteratura, giornalismo, grafica, spettacolo, web, tesi di laurea.

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La Giuria del Premio Satira Politica è composta da Roberto Bernabò, Filippo Ceccarelli, Pasquale Chessa, Pino Corrias, Beppe Cottafavi, Massimo Gramellini, Bruno Manfellotto, Giovanni Nardi, Cinzia Bibolotti e Franco A. Calotti.  \r\n\r\n

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Il Premio Satira è organizzato dal Comune di Forte dei Marmi, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Banca di Credito della Versilia, Lunigiana e Garfagnana.

\r\nFonte: Ufficio Stampa – Demetrio Brandi\r\n

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