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Costa Concordia: indiscrezioni anticipano l’incidente probatorio

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“Schettino non è l'unico responsabile del naufragio” così il giornalista del Tg1 Alessandro Gaeta, autore del libro-inchiesta ‘Il capitano e la concordia’ dove anticipa elementi che saranno resi pubblici il 21 luglio dopo la perizia per l’incidente probatorio.

\r\n\r\nAncora tre settimane di lavoro e il 21 luglio il pool di esperti nominati dal Gip di Grosseto Valeria Montesarchio consegnerà la perizia sull’incidente della Costa Concordia ma c’è un libro che anticipa la ricostruzione tecnica e riesamina la vicenda attraverso le prime indiscrezioni sui contenuti della scatola nera. Il volume, ‘Il capitano e la concordia. Inchiesta sul naufragio all’Isola del Giglio’ (Edizioni Anordest) scritto da Alessandro Gaeta, giornalista del Tg1, si pone interrogativi e cerca di trovare risposte ad “un naufragio che da subito è stato raccontato in maniera troppo schematica facendo ricadere tutte le responsabilità sul comandante Schettino”. Il giornalista, sulla scorta dell’analisi di investigatori di disastri marittimi e di ingegneri navali, ricostruisce l’incidente della Costa Concordia avvenuto quando la nave era già fuori rotta da parecchio tempo e l’affondamento della Costa Concordia avvenuto “troppo rapidamente” per una nave varata nel 2006. “Gli impianti elettrici primario e secondario sono finiti subito fuori uso – scrive Gaeta, riferendo i contenuti di alcuni interrogatori del personale di macchina della Costa Concordia- mentre l’apparato di emergenza, al quale erano collegati tutti i sistemi di bordo ancora funzionanti, andava continuamente in corto circuito”.\r\nIl libro non risparmia critiche alla Capitaneria di Porto di Livorno competente lungo tutti i seicento chilometri di coste della Toscana. “Perché nessuno ha visto per tempo quanto stava avvenendo nelle acque dell’arcipelago toscano?”, si domanda l’autore, che ha ricostruito storie e atti ed ha analizzato anche gli investimenti relativi ai sistemi di vigilanza del traffico navale, che obbligano dal 2003 tutte le navi oltre le 300 tonnellate di stazza lorda a comunicare costantemente a terra, attraverso ponti radio, la loro posizione. “Un sistema – spiega l’autore – costato milioni di euro- che la sera del 13 gennaio 2012 la sala operativa della Guardia Costiera di Livorno teneva a scala ridotta sul tratto di mare davanti al Porto Mediceo ignorando cosa stava avvenendo nei pressi dell’Isola del Giglio”. Proprio sulla base di questi mancati controlli il libro, costruito su un doppio registro che intreccia inchiesta giornalistica e racconto della tragedia, prova infine a ribaltare l’idea di Francesco Schettino, “prototipo del vigliacco” e del capitano Gregorio De Falco che, conclude Gaeta, “potrebbe non essere l’eroe capace di far fronte all’emergenza col piglio severo del giusto”.\r\n\r\nFonte: Ufficio Stampa Edizioni Anordest

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