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Sono rimasto senza parole

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Roma, 5 maggio, ore 20.30\r\nFestival del Cinema Sordo\r\nNuovo Cinema Aquila\r\n\r\nSONO RIMASTO SENZA PAROLE\r\nun film di Elisabetta Sgarbi\r\ncon Antonio Stagnoli e Pino Roveredo\r\n\r\nSono rimasto senza parole, il film di Elisabetta Sgarbi dedicato all’artista sordomuto Antonio Stagnoli e a Pino Roveredo, lo scrittore – vincitore del Premio Campiello 2005 – figlio di genitori sordomuti, sarà presentato in anteprima a Roma, sabato 5 maggio alle ore 20.30, nell’ambito della prima edizione del Festival del Cinema Sordo al Nuovo Cinema Aquila (via L’Aquila, 68). Per l’occasione saranno presenti in sala: Elisabetta Sgarbi, Pino Roveredo e il Maestro Antonio Stagnoli. Il film è prodotto da Betty Wrong e da Studio d’Arte Zanetti.\r\nIdeato e prodotto dall’Istituto Statale per Sordi di Roma e realizzato grazie al contributo della Provincia di Roma nell’ambito del bando“Provincia a tutto tondo”, il Festival del Cinema Sordo nasce con l’obiettivo di dare visibilità a opere video di registi sordi nazionali e internazionali e a produzioni che abbiano come tematica centrale la sordità, la cultura Sorda e la Lingua dei Segni.\r\n\r\nIl film\r\nUn pittore e uno scrittore. Sordo, Antonio Stagnoli, sin da giovanissimo, figlio di sordi, Pino Roveredo. Entrambi vessati dai colpi della vita, entrambi riscattati attraverso l’arte che, della vita, li ha fatti innamorare di nuovo. Davanti alla telecamera, ma soprattutto dimentichi di essa, tentano di raccontarsi, a parole e a gesti, a partire da quel luogo da cui entrambi provengono, il silenzio. Così, alla luce di una tacita condivisione, nello studio del pittore Stagnoli a Bagolino, prendono forma i ricordi dell’uno e dell’altro: gli amori, la famiglia, le vittorie e le sconfitte, le amicizie e quelle che parevano tali, la grande Storia e quella più minuta, i mecenati, i critici. E, su tutto, l’arte.\r\n\r\nElisabetta Sgarbiè direttore editoriale della casa editrice Bompiani. Ha esordito alla regia nel 1999. Ha ideato, e da tredici anni ne è direttore artistico, il festival la milanesiana – letteratura musica Cinema Scienza arte. info: www.elisabettasgarbi.it / www.bettywrong.com\r\n\r\nPino Roveredoè nato nel 1954 a Trieste da una famiglia di artigiani: il padre era calzolaio. Dopo varie esperienze di vita, ha lavorato per anni in fabbrica. Operatore di strada, scrittore e giornalista, fa parte di varie organizzazioni umanitarie che operano in favore delle categorie disagiate. Bompiani ha pubblicato Mandami a dire (2005, Premio Campiello, Premio Predazzo, Premio Anmil, Premio “Il campione”), Capriole in salita (2006), Attenti alle rose (2009). Caracreatura ha vinto il Premio Torre di Castruccio 2008. Attenti alle rose ha vinto i premi: La Lizza d’oro di Massa Carrara e il Premio “Giuseppa Giusti” di Monsummano.\r\n\r\nAntonio Stagnoli(Bagolino, Brescia, 1922) ha una storia umana molto particolare: diventato sordomuto a due anni dopo un colpo di sole, rimase orfano a dodici anni. Ha passato la sua vita in orfanotrofio studiando all’Università di Brera con Carpi, De Amicis e Vittorini. Artista autentico, fa iniziare il suo lavoro dal mondo che abita: i suoi lavori prendono le mosse dalla millenaria realtà contadina. Le sue opere riproducono la fatica, il sudore, di contadini e montanari chiusi, insieme ai loro animali domestici, nella loro indicibile e inabissata verità. Il suo lavoro si colloca nel filone della grande tradizione pittorica del realismo lombardo e bresciano. Indimenticabili sono i suoi lavori religiosi – il Polittico, La Madonna con bambino e la Crocefissione – anch’essi realizzati nel solco di quel realismo, variazioni mistiche della stessa umanità terrestre e dolente dei suoi disegni. Di Stagnoli hanno scritto molti critici da Vittorio Sgarbi a Franco Marcoaldi, da Fabrizio D’amico a Roberto Tassi. Elisabetta Sgarbi gli ha dedicato un docufilm Fantasmi di voce – Antonio Stagnoli, presentato alla 60° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.\r\n

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