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‘Water Risk Filter’, la guida globale on line per valutare e mitigare i rischi legati all’acqua ‘navigando’ con le mappe interattive dei bacini idrici mondiali

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Approda oggi sul web il ‘Water Risk Filter’ (Waterriskfilter.panda.org), il nuovo strumento globale on line del WWF per grandi imprese e investitori che, mappando i bacini idrici mondiali e classificandone la vulnerabilità sotto i diversi aspetti (dalla scarsità d’acqua mensile e stagionale ai livelli d’inquinamento, dai rischi per la biodiversità e per la sicurezza, fino agli effetti prodotti dai cambiamenti climatici), fornisce – dopo aver fatto compilare un questionario riservato con i propri dati – una guida per valutare e mitigare i rischi legati alle risorse idriche, derivanti sia dalla propria filiera produttiva che dal bacino idrico interessato. E’ il progetto presentato oggi dal WWF, con due conferenze stampa internazionali on line, insieme a DEG, istituto d’investimento tedesco impegnato nell’ambito dell’analisi dei rischi e delle opportunità legati ai cambiamenti climatici e alle risorse idriche, che ha contribuito allo sviluppo di questo nuovo strumento. È un nuovo tassello dell’avvicinamento alla Conferenza Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Rio+20, che il WWF ha dedicato a “Food, Water, Energy for all. For ever”.\r\n\r\nUn rapido questionario di 5 minuti, mappe interattive dei bacini idrici mondiali classificati in base al tipo di rischio, un database di 235 schede tecniche su Paesi e territori, casi studio, informazioni industriali e geografiche e dati specifici su aziende: sono alcuni strumenti con cui la piattaforma web ‘Water Risk Filter’ consente a grandi aziende e investitori di comprendere in che modo le risorse idriche possono influenzare i propri portafogli d’investimento o catene di approvvigionamento e come possono mitigarne eventuali conseguenze negative sia per gli investimenti che per gli ecosistemi.\r\n\r\nAlla fine del questionario viene infatti prodotta una vera e propria ‘radiografia’ del proprio rischio d’impresa legato al proprio approvvigionamento idrico e alle criticità ambientali nell’area geografica indicata. Il grado di pericolosità sarà indicato per ogni variante con il colore rosso, per un rischio alto, giallo (rischio intermedio), verde (rischio basso).\r\n\r\nTre le categorie di rischio in cui possono incorrere aziende e investitori puntando su un determinato bacino idrico: fisico (scarsità di acqua, abbondanza di acqua o inquinamento della stessa), normativo (prezzo dell’acqua, diritti legati all’acqua, regole prevedibili, trasparenti e adattabili alle circostanze in continua evoluzione); reputazionale (la crescente consapevolezza dell’uso da parte delle aziende di risorse idriche può influire sulla percezione del brand).\r\n\r\nUNA GESTIONE SOSTENIBILE E I NUMERI DELL’EMERGENZA IDRICA. Il Water Risk Filter si inserisce all’interno di una più ampia strategia WWF per una gestione più sostenibile delle risorse idriche del pianeta: la cosiddetta ‘Water Stewardship’, che ha lo scopo di ridurre gli impatti dell’impronta idrica delle attività umane sui bacini idrici mondiali, conciliandosi allo stesso tempo con le esigenze del business e dello sviluppo agricolo. In quest’ottica, il WWF ha attivato da alcuni anni anche un’importante programma per l’analisi e la riduzione dell’impronta idrica aziendale (il volume totale annuo di acqua dolce utilizzata per produrre beni e servizi), come indicatore dell’impatto della azione aziendale sui sistemi naturali (e che può essere utilizzato da imprese di tutte le dimensioni).\r\n\r\nCirca il 40% della popolazione mondiale vive in bacini fluviali che almeno per un mese l’anno registrano una grave carenza di acqua; più di 900 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile sicura, e 2,7 miliardi di persone non hanno possibilità di accedere a servizi igienico-sanitari di base. La crescita demografica e i cambiamenti climatici sono destinati ad aumentare la pressione sulle risorse vitali di acqua dolce, con gravi conseguenze per la natura, le persone e le economie.\r\n\r\n“La carenza di acqua deve rappresentare un elemento di preoccupazione per tutti non solo per gli ambientalisti. Per le aziende la scarsità idrica costituisce un problema rilevantissimo. Se cooperiamo, assieme anche ai governi, possiamo creare piani di gestione delle risorse idriche in grado di allocare acqua in maniera meno insostenibile dell’attuale, alle persone, alla natura e alle aziende”, ha dichiarato Jim Leape, Direttore Generale del WWF Internazionale\r\n\r\n“Il Water Risk Filter identificherà le ‘zone rosse’ delle risorse idriche, ovvero i luoghi in cui la carenza di acqua crea rischi per gli investimenti. La proposta non è quella di abbandonare quei luoghi; dal punto di vista pratico ciò non sarà possibile. Al contrario, dobbiamo adoperarci per trasformare il rischio più alto, indicato in rosso, in una situazione meno critica , indicato con il colore verde, e gestire al meglio le risorse nell’ambito della loro scarsità”, ha dichiarato Gianfranco Bologna, Direttore scientifico del WWF Italia.\r\n\r\nIL MESSAGGIO ALLE IMPRESE: UN RISCHIO CHE NON PUO’ ESSERE IGNORATO. In teoria, ogni settore economico si basa sull’acqua. Eppure, molte imprese sono inconsapevoli di come l’acqua scorra attraverso le loro catene di approvvigionamento, o di come la salute dell’ambiente in cui sono situati i loro impianti produttivi potrebbe influenzare la loro redditività a lungo termine.\r\n\r\nIl messaggio del WWF e di DEG alle aziende è semplice: ‘perché correre il rischio?’. DEG ha stabilito che le risorse idriche rappresentano un settore fondamentale per le proprie aziende clienti ed ha utilizzato il Water Risk Filter per aiutarle a identificare e mitigare il rischio idrico nelle attività commerciali.\r\n\r\n“La disponibilità di risorse idriche è la problematica chiave maggiormente sottovalutata all’interno delle aziende che stiamo finanziando, ma riteniamo che gli istituti finanziari possano aiutare le aziende a diventare più sostenibili nella loro performance. La nostra attività con il WWF è volta ad andare oltre i rischi, e mostra modalità pratiche per trasformarli in opportunità di business,” ha dichiarato Bruno Wenn, Presidente di DEG.\r\n\r\nApprezzamento per il Water Risk Filter è stato espresso anche da Ivo Mulder, Program Officer per Biodiversità, Ecosistemi, Acqua e Finanza dell’UNEP, il quale ha sottolineato l’importanza della valutazione del rischio per le aziende in termini di competitività, reputazione e fiducia degli investitori: “Per molto tempo le istituzioni finanziarie si sono focalizzate sui cambiamenti climatici come l’impatto ambientale con la ricaduta più significativa sui prodotti di finanziamento, investimento e assicurativi. Lo scenario sta cambiando velocemente con la questione idrica che emerge oltre il rischio reputazionale. L’eventualità che la questione idrica influenzi il merito creditizio e l’interesse sui prestiti ai clienti è ormai concreta. Il WWF Water Risk Filter aiuta le istituzioni finanziarie a capire meglio e strutturare le diverse componenti del rischio collegato alle risorse idriche e a valutarlo attraverso processi di due diligence”, ha concluso Mulder.\r\n\r\nLA TESTIMONIANZA DI H&M. Tra le grandi imprese che hanno già testato il Water Risk Filter, c’è l’azienda di moda H&M : “I risultati del Water Risk Filter sono informazioni importanti nella nostra nuova strategia sulla gestione dell’acqua che stiamo sviluppando con il WWF a livello internazionale. Ci mostra dove e come le nostre attività hanno maggiore impatto e ci aiuta a capire come migliorare la sostenibilità della nostra catena di approvvigionamento, spesso minacciata localmente dalle gravi condizioni dei bacini idrici”, ha dichiarato Mikael Blomme, Direttore della sostenibilità ambientale di H&M.\r\n\r\nPer ulteriori approfondimenti visita il sito www.wwf.it\r\n\r\nFonte: WWF

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