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Dolcenera a Sanremo

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DOLCENERA sarà in gara alla 62^ edizione del Festival di Sanremo con il brano “Ci vediamo a casa”, brano inedito di cui firma testo e musica. L’orchestra che la accompagnerà sul palco del Teatro Ariston sarà diretta dal M° Fabio Gurian. A vestire Dolcenera sul palco dell’Ariston sarà Frankie Morello.\r\n\r\nDurante la serata evento “Viva L’Italia” di giovedì 16 febbraio, la cantautrice salentina si esibirà con il rapper inglese Professor Green sulle note di “My life is mine (Vita spericolata)” di Vasco Rossi. Una nuova occasione per i due di duettare insieme dopo il successo di “Read All About It (Tutto Quello Che Devi Sapere)”, brano presente nelle prime posizioni sia dell’airplay radiofonico che delle vendite.\r\nLa serata di venerdì 17 febbraio invece vedrà la presenza sul palco insieme a Dolcenera di Max Gazzé, insieme al quale l’artista salentina proporrà una versione inedita del brano in gara.\r\n\r\n“Ci vediamo a casa” è uno dei 3 inediti contenuti nella riedizione dell’album “Evoluzione della specie2” (K6DN Records/Emi Music Italy), nei negozi e in digitale dal 15 febbraio.\r\n\r\n“Ci vediamo a casa” è anche la canzone dei titoli di coda dell’omonimo film, “Ci vediamo a casa”, diretto da Maurizio Ponzi, la cui uscita al cinema è prevista ad aprile. Il film racconta le vicissitudini di tre giovani coppie (nel cast Ambra Angiolini, Giuliana De Sio, Nicolas Vaporidis, Primo Reggiani) che hanno in comune il problema della casa nel momento in cui decidono di costruire una vita insieme.\r\n\r\n“Torno a Sanremo con una canzone per me importante – racconta DOLCENERA – che esprime la voglia e l’urgenza di poter costruire un progetto di vita insieme alla persona che si ama, nel diritto di ognuno di avere una casa, in un contesto storico e culturale di crisi che sottrae opportunità di realizzazione. La casa è il simbolo, il presupposto per costruire una vita insieme, è il senso di appartenenza, il rifugio, in un sistema che invece sembra non poter dare possibilità di avere certezze, di fare progetti.\r\n\r\nSpero – prosegue l’artista – di poter confermare, il buon lavoro fatto nel 2011 con ‘Il sole di domenica’, ‘L’amore è un gioco’ e ‘Read all about it (Tutto quello che devi sapere)’ completando il percorso artistico dell’album «Evoluzione della specie»”.\r\n\r\nAl Festival DOLCENERA dedicherà un pensiero alla storia di Oliviero Cassini e Stanislao Focarelli, i due macchinisti dell’azienda Servirail che, a dispetto del freddo e del gelo, sono da due mesi accampati sulla torre faro della Stazione Centrale di Milano per protestare contro il licenziamento di oltre 800 lavoratori avvenuto in seguito all’abolizione dei treni notturni.\r\n\r\n“Quando canterò al Festival di Sanremo penserò a Stanislao e a Oliviero – afferma Dolcenera – E’ una storia incredibile la loro, sono persone che hanno trascorso giorni e notti, vacanze di Natale comprese, lontani dalle mogli e dai figli. Ho pensato alla voglia che avranno sicuramente dentro di loro di tornare a casa. Non intendo minimamente strumentalizzare la loro vicenda ma il Festival di Sanremo deve servire anche a rappresentare un po’ il nostro Paese: e io penso che quei due uomini coraggiosi lassù nel cielo di Milano ci rappresentino benissimo in questo momento”.\r\n\r\n“’Ci vediamo a casa’ è nata dalla difficoltà che ho avuto io, come tanti miei coetanei, a confrontarmi con la tematica casa: al funzionario della banca che doveva darmi un mutuo ho dovuto spiegare cosa significava fare l’artista, con le precarietà della situazione che ne consegue, anni in cui si lavora perché si incide un disco e si va in tour e anni in cui si sta fermi. Mi sono chiesta quanti salti mortali devono fare i giovani che vogliono avere una casa oggi.\r\n\r\nA intere generazioni si stanno togliendo le sicurezze e mi pare sia proprio una scelta politica: la casa, il valore degli studi, il lavoro. Ma il desiderio di avere delle certezze non si riesce ancora ad annullarlo, per fortuna”.\r\n\r\nDolcenera è perplessa sui richiami dei politici alla monotonia del posto fisso e ai ragazzi italiani mammoni: “Forse vivo in un altro mondo da quello di chi ci governa –dice- ma l’80 per cento dei ragazzi del sud, me compresa, sono abituati a mollare le proprie famiglie a 18 anni, ad andare a studiare al nord e a mantenersi da soli, magari aiutati dalle borse di studio. Quando ti allontani, magari viaggiando proprio su quei treni su cui lavoravano Oliviero e Stanislao, hai una sola certezza: che i tuoi affetti resteranno per sempre lontani da te e, se devo dirla tutta, non è una sensazione piacevolissima né da un punto di vista di un genitore né da un punto di vista di un figlio. Cambiare lavoro con creatività è più una bella frase che un problema: i giovani la creatività ce l’hanno di sicuro, il problema è creare le condizioni per trovare lavoro.\r\nDolcenera torna a Sanremo, per la quarta volta e racconta: “La prima volta (nel 2003, vincitrice tra le Nuove Proposte con “Siamo tutti là fuori”) è stata quella dell’incoscienza, quando ho vinto il premio ero una statua di marmo tanto ero scioccata. Poi (nel 2006 con “Com’è -straordinaria la vita”, seconda nella categoria “Donne”) è stato il festival della speranza, il terzo (nel 2009 con “Il mio amore unico”) quello della voglia di leggerezza. Questo è il festival della serenità: il bel riscontro che ha avuto il mio ultimo album, ‘Evoluzione della specie’, il successo dei singoli in radio ‘Il sole di domenica’, ‘L’amore è un gioco’ e ‘Read all about it’ mi rassicura”.

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