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WWF: incendi e bracconaggio nella riserva naturale

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Nella giornata mondiale delle Zone umide il WWF Toscana denuncia ancora una volta gravi episodi avvenuti nei giorni scorsi nel Padule di Fucecchio, che ne evidenziano lo stato di carenza di tutela e controlli. L’area umida interna più importante d’Italia, una zona palustre di rilievo internazionale per le migrazioni e la nidificazione e svernamento di molte specie di uccelli acquatici, continua ad essere lasciata in balia di una caccia spesso dimentica di ogni regola e ad essere priva dei minimi necessari controlli per un ambiente di questo valore, essendo tutelata come area protetta solo in una sua minima parte (circa un decimo della sua superficie).\r\n\r\nE’ così che può avvenire ciò che è avvenuto domenica scorsa 29 gennaio, in cui sono stati incendiati i terreni di proprietà (parziale) del WWF nel Padule e si è inoltre assistito ad una sparatoria dopo il tramonto (e quindi in orario di caccia vietata) sulle anatre che di notte uscivano dalla zona di protezione per andarsi a cibare in altre aree.\r\n\r\nIl caso dei terreni parzialmente di proprietà del WWF è il simbolo di una situazione insostenibile e inaccettabile. L’Associazione ha ricevuto in donazione alcuni anni fa la proprietà parziale (50%) di circa 40 ettari nel Padule. Da allora ha chiesto a più riprese, anche con manifestazioni sul campo, alla Provincia di Pistoia di voler allargare la perimetrazione della Riserva Naturale a comprendere anche questi terreni (unica soluzione valida per la tutela dell’area, dal momento che ipotesi di divieto di caccia per fondo chiuso non sono praticabili per la frammentazione degli appezzamenti e non sarebbero efficaci, considerata la situazione e la gestione attuale del Padule), ma senza alcun risultato. L’unica azione che è stato possibile intraprendere è stata quella di rimuovere da quest’area gli appostamenti fissi di caccia, ma la zona rimane fuori dall’area protetta.\r\n\r\nSul versante fiorentino del Padule, la situazione è ancora peggiore, con soli 25 ettari protetti dalla Provincia di Firenze rispetto ai 200 della Provincia di Pistoia.\r\n\r\nCiò che è successo domenica nel Padule dimostra ancora una volta l’incuria e la carenza di tutela e controlli che affligge il Padule, mettendo a rischio un patrimonio naturale eccezionale e irripetibile.\r\n\r\nIl WWF, che sporgerà denuncia contro ignoti per l’avvenuto incendio, torna a chiedere alle Amministrazioni di Pistoia e Firenze urgenti e non più procrastinabili azioni per l’ampliamento dell’area protetta nel Padule. Tale azione è d’altronde inserita come necessaria in una serie di documenti degli ultimi anni della stessa Regione Toscana e delle stesse Province, ma poi niente di concreto viene fatto.\r\n\r\nSiamo alle soglie della definizione dei nuovi Piani faunistico-venatori provinciali e regionale ed è un’occasione che le Province non possono e non devono perdere per cambiare finalmente qualcosa nel Padule. Il WWF sta presentando in tal senso ancora una volta concrete e percorribili proposte per una migliore tutela del Padule e, se ancora una volta nulla sarà fatto per la migliore protezione dell’area palustre, è pronto a percorrere anche tutte le possibili vie legali, compreso il rivolgersi alla Comunità Europea. Firenze, 2 febbraio 2012\r\n\r\nFonte: WWF

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