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Vivere e lavorare con gli animali: Etologia Relazionale, L’amore che dai è l’amore che resta

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Vivere e lavorare con gli animali: Etologia Relazionale, L’amore che dai è l’amore che resta di Myriam Jael Riboldi\r\n\r\nComincio con una citazione “la meta è il viaggio” (citazione di Confucio) che ben rappresenta questo libro, con cui è possibile cominciare a conoscere l’Etologia Relazionale®. In questo libro presentiamo un viaggio, caratterizzato da un’unica certezza: non c’è nulla da difendere, nulla da dimostrare, nulla da conquistare, perché non è una lotta. L’Etologia Relazionale® è un approccio originale che coinvolge uomini e animali nel momento in cui vivono e sperimentano una rete di relazioni che si sta sviluppando tra gli esseri viventi in nuovi contesti ambientali e di convivenza. La relazione, sia che si sviluppi tra un uomo e un animale, oppure tra due animali, attiva nei soggetti coinvolti un vero e proprio processo che influenza le componenti mentali, emozionali ed empatiche, modificando, di fatto, i comportamenti. Non è sufficiente conoscere quindi l’insieme di comportamenti caratteristici di una specie (ciò di cui si occupa l’etologia classica) ma se vogliamo cogliere la complessità delle dinamiche relazionali, è fondamentale modificare l’abitudine di considerare (e pensare) gli animali come gruppi o categorie omogenee in cui tutti gli animali appartenenti ad un gruppo, mostrerebbero comportamenti, vite emotive e cognitive uniformi. Ho immaginato di rivolgermi ad una persona attratta dagli animali, dalla relazione con loro, dal loro comportamento. Una persona che sia di natura curiosa e che ricercando il contatto e osservando la natura e gli animali sia in grado di provare in modo spontaneo sensazioni di benessere, di tranquillità, di entusiasmo e di amore incondizionato. Ho immaginato un percorso, molto più simile ad un viaggio o ad un’avventura in cui ci siano strade tra cui sia possibile scegliere, individuando direzioni più adatte e in cui sia possibile percorrere nuovi sentieri, attraverso cui mettere in discussione vecchi percorsi mentali su cui vengono fondate le proprie convinzioni.\r\n\r\nQuesta visione non si pone nemmeno lontanamente come una verità assoluta, ma come un possibile approccio, come una variante in cui è possibile entrare in frequenza, percepirne l’utilità per raggiungere con minor sforzo, migliori risultati in termini di co-crescita , maggiore empatia, migliore comunicazione, equilibrio interiore e benessere. Esiste un rapporto che lega oggi gli uomini e gli animali non umani e che affonda le sue ragioni su migliaia di storie individuali, d’incontri, di scontri, di evoluzione, di sopravvivenza, di emozioni, di amore, di cui sappiamo veramente poco. Ciò che sappiamo, è che condividiamo un pianeta stupendo, Gaia, e condividiamo le sue risorse per sopravvivere, però con il tempo abbiamo iniziato a condividere molto di più. Noi siamo animali, non esistono due posizioni, due mondi a confronto, non esistono animali e uomini, natura e cultura, ma esistono l’evoluzione, il cambiamento e l’adattamento che affrontiamo insieme. Il legame è una vera e propria contaminazione tra gli esseri viventi che respirano la stessa aria, necessitano la medesima acqua e che sono costituiti dalla stessa energia. Diciamo che tutto inizia con la rivoluzione di un mondo che ci lasciamo alle spalle, quello dominato dalla visione antropocentrica e quello verso cui ci dirigiamo, è in cui regnerà il biocentrismo, e sarà finalmente abbandonata quest’idea dualistica della realtà. “La dualità è creata dal linguaggio” come suggeriva il saggio Osho. Non esiste questa contrapposizione “noi-loro”, e non esiste un’uguaglianza ma solo un caleidoscopio di magnifiche ed infinite diversità. Purtroppo, quando pensiamo al rapporto con gli animali, smettere di “metterci” al centro è davvero difficile. Siamo in difetto già nel rapporto con gli altri esseri umani. Una vita sociale che troppo spesso si presenta molto povera di contatti e caratterizzata inoltre da una radicale incomunicabilità profonda. Ancora più complicato, pur essendo essenziale, per partire per questo viaggio insieme verso l’etologia relazionale, è chiarire questo punto. Noi percepiamo noi stessi come uno. Ci riconosciamo nella voce che “sentiamo” nella testa. Questa parte di noi, è la parte consapevole. Come la punta di un iceberg, è davvero inconsistente se confrontata alla parte inconscia di noi stessi. Il passaggio da antropocentrismo a biocentrismo richiede un percorso, un sentiero quasi obbligatorio per il partner umano per potersi muovere verso una maggiore consapevolezza. Tale visione implica la messa in discussione di tutte le proprie credenze, anche quelle più radicate che diventano convinzioni e limitazioni fine a se stesse. Questo processo per l’ L’Etologia Relazionale® deve incominciare inizialmente da un’analisi attraverso cui l’essere umano poi sia in grado di muoversi verso un progetto che sia davvero consapevole e libero da qualsiasi forma di condizionamento del pensiero, che possa condizionare le sue azioni e il suo operato nei confronti degli animali e della natura e di conseguenza su tutti gli esseri viventi. L’Etologia Relazionale® si spinge ancora oltre e chiede all’essere umano di trovare un equilibrio tra anima e ragione, un accordo necessario perché l’essere umano possa essere davvero abile ad apportare cambiamenti nella sua vita, in particolar modo nella vita relazionale, migliorando inoltre una radicale e nuova consapevolezza nel presente. Ogni individuo è dotato della possibilità di fare una scelta. Per poter essere liberi di scegliere però è necessario farlo senza limitazioni e box mentali di alcun tipo. Lo sviluppo di una consapevolezza assolutamente personale e profonda inizia proprio dall’individuazione di quelle credenze che in realtà non ci appartengono e che offuscano la capacità di analisi e influenzano il modo di porsi con gli altri animali e il mondo che ci circonda. Ogni evento viene vissuto, nell’ottica di Etologia Relazionale®, e compreso nel presente, comprendendo che in quella particolare circostanza, gli individui coinvolti nella relazione hanno fatto delle scelte in condizioni uniche e con conseguenze uniche. Lasciando da parte il giudizio, le aspettative, le convinzioni che diventano quasi sempre strumenti d’analisi, è possibile vivere le relazioni riuscendo a percepirne il valore, che viene espresso in termini energetici e di benessere. Una delle novità introdotte dall’Etologia Relazionale® consiste nel cominciare a ragionare in termini di personalità e di soggettività anche quando ci occupiamo di animali. Se osserviamo, studiamo e sperimentiamo le relazioni secondo questa visione, ci ritroviamo nella favorevole condizione di esplorare, in un contesto ambientale talvolta totalmente nuovo, situazioni e relazioni inaspettate. L’Etologia Relazionale® è cresciuta nella mia testa come l’opportunità di conoscere, comprendere, interpretare e sperimentare quest’universo di dinamiche insieme ad elementi, consci e inconsci, che concorrono a indirizzare, orientare e condizionare lo sviluppo della relazione. La seconda novità riguarda gli animali di cui si occupa l’Etologia Relazionale®; a differenza di altre discipline tutti gli animali hanno pari opportunità e potenzialità relazionali. Non esistono distinzioni che possano escludere alcuni esseri animali dal mio campo d’interesse, tutti gli animali sono parte di potenziali “relazioni/avventure” con cui confrontarsi. Per questo non escludo a priori nessun animale che sia “etichettato” come domestico, da fattoria, da allevamento, da latte, da reddito, da circo, da zoo, da pelliccia, da sperimentazione, compresi gli animali selvatici La mia attenzione è sempre stata attratta da tutti i processi relazionali in cui sia coinvolto qualunque animale in qualsiasi circostanza, sia che implichi la partecipazione diretta dell’uomo sia che sia presente come osservatore e moderatore della relazione. Oggi sono molte le occasioni di convivenza tra animali appartenenti a specie differenti e l’uomo che creano contesti relazionali totalmente sconosciuti. Animali che da sempre sono prigionieri di pregiudizi, di credenze, di convinzioni, di pressioni economiche e con i quali l’uomo si è precluso ogni opportunità di co-crescita e comprensione reciproca. Osservare e partecipare alla nascita di nuovi rapporti e quindi di vere e proprie reti di relazioni, con specie diverse e tra specie diverse, diventa l’occasione per sperimentare un nuovo atteggiamento da parte nostra. Passione, impegno, sensibilità, buon senso e pazienza sono qualità che fanno parte del bagaglio necessario per intraprendere questo percorso. Un approccio che propone e che nasce da una visione biocentrica (che pone la vita stessa al centro delle relazioni e non l’uomo) e richiede al partner umano un intenso sforzo nella direzione della conoscenza e della sensibilità, e inoltre un notevole impegno per superare e demolire un muro di credenze, pregiudizi, box mentali e false limitazioni che fanno da ostacolo a questa nuova interpretazione del “modo di rapportarsi”con il mondo animale e con la natura. Il cuore dell’Etologia Relazionale® è senza dubbio la visione dell’empatia. La comprensione profonda e la consapevolezza dell’empatia, cambieranno la relazione con noi stessi, con gli altri esseri viventi e con il pianeta. Nel libro si andrà particolarmente a fondo su questo argomento, conoscendo la storia e il meccanismo dei neuroni a specchio. L’Etologia Relazionale® trae la sua energia vitale e la sua ispirazione dall’empatia. L’empatia è un’emozione piena di colori differenti per ogni animale, ogni individuo infatti possiede sfumatura di colori diversi. Propongo di ripartire proprio dal modo di vivere la “connessione con l’altro”, attraverso la condivisione dello “stato emotivo” con un individuo diverso da noi stessi ,ma anche, comunque implica la capacità di sentire e ascoltare noi stessi. Certamente la maggior parte degli esseri umani prova una qualche forma di “connessione emotiva” con gli animali, ma qualcosa, questa forma di empatia nei confronti degli animali, non funziona. Come sempre la ri-connessione comincia da noi stessi per poi condurre alla relazione. Il “ponte relazionale” è l’empatia. E’ la parte più magica di una relazione, quella più difficile da insegnare, quasi impossibile. L’Etologia Relazionale® propone l’inizio di un percorso che prevede lo sviluppo di una grande senso di responsabilità. Viviamo a stretto contatto solo con pochi individui che rappresentano un numero limitato di specie, in particolare gli animali che definiamo pet, di cui “crediamo” spesso di conoscere tutto. Li prendiamo come metro di valutazione della conoscenza degli animali in generale, commettendo una leggerezza. Spesso la quotidianità è contraddistinta dall’assenza di contatto reale con gli animali, in particolare verso quelli che sono destinati a diventare cibo (sotto forma di carne e prodotti di origine animale). La maggior parte delle persone (in Italia i carnivori sono circa il 90% ) non conosce per nulla animali come i polli, la selvaggina, le mucche, i maiali, le capre e le pecore, le oche e le anatre etc. Si è sviluppata nella nostra civiltà post-contadina una profonda distanza fisica e psicologica (separazione) e quindi di conoscenza tra gli uomini e “alcuni” animali, come se questi animali fossero abissalmente lontani da quelli che abbiamo inserito nelle nostre famiglie (animali pet). Quello che oggi viene riconosciuto dall’ Etologia Relazionale® come un problema da superare sono le asimmetrie; gli adulti trattano “alcuni” animali in un modo particolarmente protettivo e affettuoso ed “altri” con una incredibile indifferenza o addirittura con violenza, mostrando una discontinuità nella connessione emozionale che definisco schizofrenia empatica. L’Etologia Relazionale® propone una visione d’insieme che da cui ri-cominciare, tradotta in un progetto che ho chiamato: Etologicamente Corretto® (che comprende l’approccio dell’Etologia Relazionale®). Un piano ambizioso e visionario, ma in realtà strutturato in modo assolutamente sostenibile, che affronta il tema di un possibile cambio di direzione verso una società in cui domini il senso di responsabilità e la presa di coscienza delle scelte individuali, prime fra tutte quelle in campo alimentare, evitando accuratamente qualsiasi forma di giudizio. Le conseguenze (positive) nello scegliere questo percorso sono indirizzate verso tutti gli “altri” esseri viventi e verso il nostro pianeta (Gaia).\r\n\r\nAttraverso il rapporto con gli animali abbiamo una possibilità in più, diventare persone migliori ed aprire la mente. Nella condivisione di momenti di benessere e relazione con un altro essere vivente, lo stato energetico del nostro umore, dei nostri pensieri (che diventano leggeri, allegri, disponibili e creativi), si innalza. Imparare a “trattenere” queste sensazioni e ricordarle quando i nostri pensieri sono bloccati nel problemi quotidiani che ci tengono inchiodati nei circuiti mentali della negatività, può diventare un vantaggio per nulla trascurabile. Le emozioni positive attraggono emozioni positive, i pensieri positivi attraggono pensieri positivi, le relazioni positive altre relazioni positive; essere in grado di orientare “l’energia del benessere” in questa direzione significa aumentare il nostro potere personale. L’Etologia Relazionale® sottolinea le potenzialità che si possono scoprire o meglio riscoprire in noi stessi attraverso un nuovo modo di porsi in relazione con altri. Se restiamo ancorati alla pura logica, che in gran parte è costituita delle limitazioni, dagli stereotipi, dalle false convinzioni, non siamo pronti a guardare oltre tutti questi muri. Ci neghiamo la possibilità di accedere alle intuizioni, potenziare la consapevolezza, leggere le intenzioni, ampliare il nostro sistema percettivo, indirizzare quali pensieri nutrire e quali ignorare. Favorire inaspettate qualità ed energie della mente estesa può rivelarsi un dono per l’uomo, per tutti gli altri animali e per il nostro pianeta. L’ Etologia Relazionale® introduce elementi come: il potere delle emozioni e delle intuizioni, la capacità di leggere le intenzioni, di condividere esperienze, la validità di un ascolto del nostro osservatore individuale, il potenziamento delle nostre capacità comunicative non tradizionali, l’importanza della marcatura emozionale etc.. Attraverso l’ascolto del nostro istinto (o voce del cuore o dell’anima, comunque vogliate chiamarla) sapientemente miscelato con le nostre competenze, saremo in grado di individuare le opportunità di crescita e le scelte più adatte in ogni singola circostanza. La nostra abilità risiede nel percepire, interpretare ed integrare questi strumenti, rendendo il nostro modo di affrontare l’etologia relazionale originale e irripetibile per ciascuna persona. Nel corso di questo viaggio, in direzione di spazi e luoghi inesplorati, immersi con impegno nello studio e nel lavoro “sul campo”, procediamo seguendo un’unica rotta: lo sviluppo di una profonda consapevolezza e responsabilità individuale da applicare nelle rete di relazioni che ci circondano, con particolare focus verso le relazioni tra umani ed animali non umani e tra specie diverse che si ritrovano a condividere il presente, dove la nostra energia reagisce a seconda di come ci poniamo in rapporto con quella di altri esseri viventi. L’intenzione è quella di diventare finalmente consapevoli e responsabili individualmente di tutti questi aspetti con lo scopo di percepire la correlazione che esiste tra le scelte che facciamo ogni giorno e che coinvolgono gli animali e le conseguenze di queste scelte su altri esseri viventi e sul pianeta.\r\n\r\nCopyright © Etologia Relazionale, 2011. All Rights Reserved.

1 COMMENT

  1. Se aprirete questo libro, aprirete una porta. Una porta che vi farà entrare inn mondo migliore. Proprio il vostro stesso mondo di sempre, ma vissuto meglio, più intensamente, con orizzonti puù vasti e con la certezza chenessuno è mai solo se riesce ad apprezzare la vita anche nel più piccolo essere vivente.

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