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La Nuova Ecologia di Gennaio La manovra “green” per uscire dalla crisi

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La copertina del primo numero del 2012 de La Nuova Ecologia è dedicata al Presidente del Consiglio Monti. L’esecutivo tecnico, dopo aver ottenuto l’approvazione di una sofferta manovra, ora deve pensare a rilanciare il Paese, creare lavoro e restituire la speranza ai giovani. Per gli ambientalisti la chiave per uscire da questa crisi si chiama “green economy”: bisogna guardare all’ambiente puntando verso scelte a basso impatto ambientale e forte contenuto innovativo, dirottando gli investimenti delle opere inutili verso la modernizzazione del sistema industriale. È in sintesi la proposta che avanza Legambiente e a cui il mensile del Cigno Verde dedica un’inchiesta approfondita con focus e interviste come quella ad Aldo Fumagalli Romario di Confidustria e la roadmap dell’associazione ambientalista :per ridurre il debito aiutando l’ambiente, tagliando gli sprechi e tutelando i beni comuni. “L’Italia può recuperare quasi 21,5 miliardi di euro incentivando la sostenibilità ambientale e disincentivando le pratiche più inquinanti”- spiega Edoardo Zanchini, neo vice-presidente e responsabile Energia di Legambiente. Inoltre, nel Belpaese bisognerebbe adottare ricette già vincenti altrove e certificate dall’Unep nel report “Verso una green economy. Per lo sviluppo sostenibile e l’eradicazione della povertà”.\r\n\r\nDi ambiente e del futuro della Terra si è discusso a Durban in occasione della conferenza dell’Onu per il clima. La Nuova Ecologia fa un bilancio degli accordi faticosamente raggiunti in Sud-Africa, importanti sul piano dei negozianti ma forse presi troppi tardi per salvare il clima. Deluse le Ong e i movimenti. “Il principale ostacolo – spiega al mensile Pablo Solon, ex negoziatore per la Bolivia e ideatore della conferenza climatico e i diritti della Madre Terra – è il capitalismo, che cerca il più alto profitto a ogni costo, inquinando e degradando l’ambiente di tutti”. Il pacchetto Durban contiene il rinnovo al secondo periodo d’impegno del Protocollo di Kyoto, nel quale la riduzione delle emissioni sarà volontaria e dovrà essere comunicata dai paesi sviluppati che accetteranno di ratificarlo entro maggio 2012; l’accordo globale che dovrà essere preso entro il 2015 e dovrà avere “valore legale”, ed infine include il Green Climate fund per la mitigazione e l’adattamento dei paesi in via di sviluppo.\r\n\r\nIl numero di gennaio de La Nuova Ecologia contiene anche uno speciale sul nono congresso nazionale di Legambiente, che si è tenuto a Bari il mese scorso. Quattro giorni per parlare delle battaglie portate avanti dall’associazione, delle nuove sfide e dell’idea di un Paese centrata sulla valorizzazione delle sue risorse più autentiche. Lo speciale raccoglie i commenti e le opinioni dei tanti volontari e organizzatori che hanno partecipato al congresso e l’intervista a due voci al presidente e alla direttrice di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza e Rossella Muroni, confermati per il secondo mandato dall’assemblea.\r\n\r\nIl mensile del Cigno Verde in Storie parla poi dell’autostrada dei veleni: la BreBeMi, la direttrice che dovrebbe collegare Brescia, Bergamo e Milano, travolta da una vicenda di tangenti e smaltimento illegale di rifiuti. A dicembre sono stati sequestrati 36 dei 56km complessivi previsti della nuova autostrada. E rispuntano gli arresti eccellenti per tangenti come quello del vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia, Franco Nicoli Cristiani.\r\n\r\nInfine, In Viaggio ci porta nel Parco nazionale del Pollino che si estende tra Puglia e Basilicata e che, con i suoi 197.000 ettari, è il più grande d’Europa. Uno spazio dove domina una natura selvaggia e incontaminata e dove, tra le valli, esistono ancora borghi antichi e piccoli paesi immersi nel verde.\r\n\r\nFonte: ufficio stampa Legambiente

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