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Risorgere dal terremoto dell’Aquila con i libri

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La Casa editrice Textus comincia una nuova vita. Dopo il terremoto dell’Aquila del 2009 che ha colpito duramente la casa editrice – tra le vittime c’è Lucilla Muzi, responsabile editoriale di Textus – la cui sede si trovava nel centro storico della città, Textus ha deciso di non interrompere la sua attività, e anzi di scommettere sul futuro, in attesa di poter tornare nel capoluogo abruzzese. Textus ha avviato un’operazione di rinnovamento della programmazione editoriale, investendo in nuove collane di respiro nazionale e internazionale.\r\n\r\nAd inaugurare la ‘rinascita’ dalle macerie di una città devastata, Texuts ha voluto ripubblicare un testo importante del Novecento: Cristo tra i muratori di Pietro di Donato (pag.326, € 22,50, con la prefazione di Fausto Bertinotti) un romanzo che, pubblicato per la prima volta in America nel 1939, è uno dei primi grandi racconti sull’immigrazione della letteratura italo-americana e anche uno dei primi a parlare delle morti sul lavoro. Romanzo proletario scritto da un proletario, fu ispirato dalla morte del padre dello scrittore, un operaio edile, morto sul cantiere il Venerdì Santo del 1923.\r\n\r\nTextus riparte con tre collane strettamente legate al presente e al mercato internazionale: nuovi autori, dunque, ma anche autori importanti e grandi classici stranieri mai tradotti, individuati dagli intellettuali direttori delle tre collane: I romanzi della realtà, diretta da Walter Siti, Marakanda diretta da Alberto Manguel e Filosofia al presente, diretta da Rocco Ronchi.\r\n\r\nTextus è stata fondata all’Aquila nel 1996. Nel 2003 è stata rilevata da Edoardo Caroccia, che ne è, tutt’oggi, il direttore.\r\n\r\nFilosofia al presente diretta da Rocco Ronchi\r\n\r\nI primi titoli, tra cui un inedito di Henri Bergson Sul Segno. Lezioni del 1902-1903 che raccoglie le sue lezioni al Collège de France e l’importantissimo saggio del 1988 di Uwe Pörksen Parole di Plastica. La neolingua di una dittatura internazionale, saranno in libreria dal 18 di novembre.\r\n\r\nLa collana intende agganciare la filosofia all’attualità nella convinzione che il presente, di per se stesso opaco, abbia bisogno di una presa di distanza per poter essere compreso e problematizzato. La filosofia, prima di essere una disciplina, è un metodo fondato sul principio dello “straniamento”: trasforma l’abituale e l’ovvio in qualcosa di estraneo e lo rende così oggetto di una visione inedita. Differenti per soggetto e per intenzioni, i testi pubblicati nella collana sono tutti accomunati dalla stessa urgenza. Con essi si vuole fare chiarezza, sfuggendo tanto allo specialismo quanto alla banalizzazione, per parlare a un pubblico vasto, criticamente educato, consapevole del valore che ha la “lucidità” in un’epoca confusa e disorientata. Accanto a testi rilevanti della filosofia italiana e internazionale, Filosofia al presente riserva una parte della collana ai libri di ricerca, dando così voce ai filosofi più giovani.\r\n\r\nI Romanzi della realtà diretta da Walter Siti\r\n\r\nNella collana I romanzi della realtà si pubblicano opere di non-fiction che abbiano un appeal narrativo, cioè che utilizzino gli strumenti della letteratura per comunicare all’esperienza empirica uno spessore più largamente significativo e una durata non effimera. Si escludono quindi da una parte gli instant-book giornalistici senza pretese formali e dall’altra le opere di fiction che usano la cronaca semplicemente come sfondo o come riferimento simbolico. Non romanzi realistici, insomma, ma referti di realtà che riescano a ottenere gli effetti di un romanzo. Tra i primi titoli del 2012 il leggendario Tricks del discepolo di Roland Barthes, Renaud Camus, diario di sei mesi di pornografia in diretta dal locale di Rue des Anglais e Tre mesi di febbre di Gary Indiana, che racconta la storia dell’uomo che ha ucciso Gianni Versace.\r\n\r\nMarakanda diretta da Alberto Manguel\r\n\r\nLa collana intende individuare autori esordienti che nei loro paesi d’origine abbiano avuto una certa fortuna editoriale e che non siano mai stati tradotti in Italia. L’occhio attento di Alberto Manguel, lettore multilingue e critico d’eccellenza, si rivolgerà a quelle zone che, nell’atlante mondiale della letteratura, non siano state ancora troppo frequentate dall’editoria italiana. A cominciare dall’area caucasica fino alla Croazia, Francia, Spagna e Sud America.\r\n\r\nFonte: Davis & Franceschini

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