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Il cambiamento climatico moltiplica il rischio di eventi estremi

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In 20 anni oltre 650mila morti causati da circa 14mila eventi meteorologici estremi, con una perdita di oltre 2 mila miliardi di dollari. Per la comunità scientifica il cambiamento climatico è provocato per il 95% dalle attività umane\r\n\r\n“L’Italia contribuisca alla lotta contro il riscaldamento globale con un piano di drastica riduzione delle emissioni di gas serra e di decarbonizzazione dell’economia”\r\n\r\nGli eventi estremi che hanno funestato la penisola nelle ultime settimane, mietendo anche molte vittime, sono il campanello d’allarme: l’Italia non può continuare a ignorare il cambiamento climatico, anche perché il suo territorio, reso fragile dall’intervento umano, dalla cattiva gestione e dalle caratteristiche morfologiche, è fortemente a rischio. Al contrario, la urgente pianificazione della messa in sicurezza del territorio e della prevenzione dei rischi dovrà tenere conto dell’aumentodel numero e dell’intensità dei fenomeni, provocata dal riscaldamento globale. Per questo il WWF chiede che sia messa tra le massime priorità l’approvazione di una strategia e di un piano di azione di adattamento ai cambiamenti climatici già in atto, che si integri con i piani di difesa del suolo, manutenzione del territorio e gestione delle risorse e dei bacini idrici: ce l’hanno quasi tutti i Paesi, europei e non.\r\n\r\nIl WWF ricorda a tale proposito che nel 2007 ha presentato con il suo comitato scientifico una proposta di linee guida per l’adattamento ai cambiamenti climatici nel nostro paese.\r\n\r\nIl WWF chiede con forza anche che l’Italia contribuisca alla battaglia mondiale per rallentare e fermare il riscaldamento globale con un vero piano di drastica riduzione delle emissioni di gas serra e di decarbonizzazione dell’economia.\r\n\r\n“E’ importante che oggi la politica dia un segnale forte ai cittadini, in primis alle popolazioni vittime delle alluvioni: la prevenzione si fa mettendo in sicurezza il territorio e abbattendo le emissioni di gas serra”, dichiara Stefano Leoni, presidente del WWF Italia, “Proponiamo un primo gesto simbolico (ma significativo in termini di emissioni): il Governo dica no all’apertura della centrale a carbone a Porto Tolle”.\r\n\r\nLa comunità scientifica è convinta che il cambiamento climatico sia per il 95% provocato dalle attività umane (uso dei combustibili fossili per la produzione di energia, per i trasporti, per il riscaldamento, deforestazione, agricoltura, ecc). A Kampala, la prossima settimana l’IPCC, l’organismo intergovernativo dell’ONU che raccoglie le ricerche scientifiche sul cambiamento climatico, approverà lo Special Report on Managing the Risks of Extreme Events and Disasters to Advance Climate Change Adaptation. Gli scienziati che lo hanno stilato sostengono che, a livello globale, in futuro dovremmo aspettarci un aumento degli eventi di tipo monsonico perché l’aria calda trattiene più acqua e imprime più energia al sistema che regola il tempo meteorologico, cambiando le dinamiche dei temporali e delle tempeste e i luoghi che vengono colpiti. Le conseguenze dipendono anche dagli altri ‘problemi’ provocati dall’uomo, come la densità della popolazione, lo sviluppo urbano e il dissesto idrogeologico. Dovremmo anche aspettarci episodi molto intensi di siccità, come quella che attualmente affligge il Corno d’Africa, perché il Mediterraneo è una delle aree maggiormente a rischio.\r\n\r\nDal 1990 al 2009 nel mondo, oltre 650 mila persone sono morte per le conseguenze di circa 14 mila eventi meteorologici estremi, con una perdita di oltre 2 mila miliardi di dollari (dati Germanwatch).\r\n\r\nSecondo il rapporto “A Tool for Integrated Flood Management” del Programma sulla Gestione delle Alluvioni dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale e della Global Water Partnership , ‘a causa del riscaldamento globale molti sottosistemi del ciclo globale dell’acqua si intensificheranno, con conseguente aumento di ampiezza delle alluvioni in molte regioni, oltre che maggiore frequenza delle inondazioni’.\r\n\r\nIl cambiamento climatico sta rendendo meno prevedibile il tempo meteorologico, più incerte le piogge e più probabili le precipitazioni intense associate ai temporali; queste ultime sono anche aumentate in frequenza. Le aree urbane possono contribuire ad aumentare l’attività temporalesca perché le loro superfici edificate raggiungono temperature più elevate rispetto alle aree circostanti e creano una circolazione dell’aria a livello locale che produce un ‘isola di calore urbana’.\r\n\r\nAlla fine del mese a Durban, in Sud Africa, si riunirà la Conferenza delle Parti della Convenzione sul Cambiamento Climatico. Il WWF chiede che i Governi formalizzino l’impegno a perseguire obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas serra, perché non esistano misure di prevenzione in grado di far fronte a un riscaldamento medio della temperatura globale che superi i 2°C (rispetto l’era preindustriale). Il nuovo rapporto dell’IPCC riconosce anche che, al di là della riduzione delle emissioni, i paesi devono fare di più per prepararsi ad eventi climatici estremi e adattarsi agli impatti del clima.\r\n\r\nFonte: WWF

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