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Il santuario è inquinato

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Prosegue la protesta di Greenpeace in difesa del Santuario dei Cetacei. Dopo l’azione di questa mattina a Genova, sede simbolo del Santuario, attivisti di Greenpeace vestiti da balena si sono recati al palazzo della regione Toscana, a Firenze, per chiedere al presidente Rossi un intervento immediato: “SANTUARIO INQUINATO: ORA BASTA!”. Con il rapporto “Veleni a galla: Fonti inquinanti nel Santuario dei Cetacei”, Greenpeace lancia oggi nuovi dati sulla contaminazione da sostanze chimiche pericolose delle coste liguri e toscane.\r\n\r\n \r\n\r\nOltre il 50 per cento dei campioni esaminati è risultato positivo ai test di laboratorio. Tra le sostanze rinvenute, pericolose per la salute dell’uomo e dell’ambiente: metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e composti organici volatili. In Toscana i dati non sono rassicuranti, con quattro fonti inquinanti (sulle sei campionate) oltre i limiti di riferimento.\r\n\r\n \r\n\r\nAlti i livelli di inquinamento nell’area portuale di Piombino dove più della metà degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), sono stati trovati a un livello 20 volte superiore alla soglia di riferimento [2]. Sempre a Piombino il benzo(a)pirene – cancerogeno per l’uomo – è stato trovato in quantità 90 volte superiori al limite. A Livorno, trovato benzo(a)pirene a una concentrazione tre volte superiore la soglia. Il campione prelevato è stato estratto alla foce dello scolmatore, a poca distanza da una località balneare. Rivelata la presenza di IPA – di cui tre composti in quantità doppia rispetto la soglia di riferimento – e di alcuni metalli pesanti, come arsenico e zinco nei pressi dell’acciaieria di Piombino.\r\n\r\n \r\n\r\nDa anni Greenpeace monitora lo stato di salute del Santuario [3] denunciandone il crescente degrado. Dopo l’allarme “Sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei: non ingerire [4]”, lanciato ad agosto 2010, il rapporto “Veleni a galla” conferma l’inattività delle Regioni e del Ministero dell’Ambiente.\r\n\r\n \r\n\r\n”Sono dieci anni che questo tratto di mare attende di essere protetto, ma niente accade. È per questo che, in occasione del decimo anniversario, ci rivolgiamo ai Presidenti di Regione Toscana, Liguria e Sardegna per un’immediata presa di posizione pubblica a tutela del Santuario e dei loro stessi territori. – afferma Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace – Al presidente Rossi della Toscana chiediamo un impegno a definire entro giugno 2012 piani di monitoraggio e misure efficaci per mitigare e, laddove possibile, eliminare le cause principali di degrado del Santuario, come l’inquinamento chimico”.\r\n\r\nFonte: Ufficio stampa Greenpeace\r\n\r\n 

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