Home Interviste Due chiacchiere con.. Anna Mittone

Due chiacchiere con.. Anna Mittone

142
SHARE

Anna Mittone, torinese, è principalmente una sceneggiatrice. Da pochi giorni è uscito il suo primo romanzo, Quasi quasi m’innamoro, edito Piemme: un chick – lit ambientato a Torino che ha destato immediatamente la nostra curiosità…\r\n\r\nIl genere chick – lit ha avuto i suoi esordi in Inghilterra e poi pian piano si è diffuso anche in Italia. Hai delle autrici di riferimento? La mia passione per il “rosa” è nata in verità con Liala, della quale da ragazzina ho letto praticamente l’opera omnia e, anche se devo ammettere che è ormai completamente fuori dal tempo, quelle passioni segnate dal destino e tormentate dalla vita continuano ad esercitare su di me un grande fascino. Detto questo è innegabile che Bridget Jones sia la matrice di Consolata più di qualunque eroina di Liala!\r\n\r\nIl tuo essere anche sceneggiatrice di film tv ha influito in qualche modo nei dialoghi e nella narrazione di Quasi quasi m’innamoro? Credo che abbia influito più che altro per distacco, nel senso che ho cercato di smarcarmi dalla scrittura “visiva” e improntata sul dialogo che è tipica delle sceneggiature: ho eliminato quasi completamente il virgolettato e usato molto il dialogo indiretto e una narrazione metaforica per raccontare il mondo dal punto di vista di Consolata. E’ comunque innegabile che la consuetudine a scrivere per la fiction mi ha molto aiutata nella struttura del racconto.\r\n\r\nIl ritratto che fai della famiglia di Consolata è quello della tradizionale famiglia italiana: dalla mamma chioccia, agli immancabili pranzi domenicali, al padre sempre più taciturno che non ha un’ottima opinione del genero. Dove sta il confine tra finzione narrativa e realtà in questo caso? La famiglia di Consolata non ha veramente nulla di autobiografico, è piuttosto il patchwork di famiglie che ho conosciuto, visto o sentito raccontare. Mi ha molto colpito però che, quando ho iniziato a dare in lettura il romanzo, i primi commenti siano stati tutti sulla figura della madre di Consolata, nella quale ciascuno ha riconosciuto in tutto o in parte la propria e questo mi fa pensare che la dannazione della madre invadente ci perseguiti un po’ tutti!\r\n\r\nCosa non può mancare in un libro affinché non ti lasci indifferente, ma tu lo possa ricordare come “un ottimo libro”? Amo quei romanzi in cui riconosco emozioni, paure, dubbi o esperienze che ho vissuto raccontati con le parole che nella vita non sono riuscita a trovare.\r\n\r\nQuanto è importante – secondo te – per la promozione di un libro essere a tappeto sul web oggi? Credo che più che la promozione “a tappeto”, quello che il web offre d’interessante e unico sia la possibilità di rivolgersi in modo mirato a gruppi d’interesse specifico, con una modalità di promozione meno “impositiva” e pubblicitaria e più vicina al consiglio per appassionati, quasi come dire ad un amico “so che ti piace la fantascienza, ti segnalo che è uscito questo nuovo libro”. Cosa ancora più importante, il web offre ai lettori una concreta e visibile possibilità di replica e questo è molto stimolante – e anche parecchio angosciante, per chi si sottopone al giudizio!\r\n\r\n \r\n\r\n 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here