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WWF- OXFAM: tassare le emissioni dei trasporti marittimi

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Un nuovo rapporto di Oxfam e WWF dimostra come l’Europa possa assumere la leadership per un accordo sui cambiamenti climatici più equo, che funzioni per i paesi ricchi e quelli poveri\r\n\r\nPorre la proposta di applicare un prezzo al carbonio prodotto dal trasporto marittimo internazionale al centro dell’accordo in discussione alla conferenza dell’ONU sul cambiamento climatico a Durban, in Sud Africa, alla fine dell’anno. E’ quanto suggerisce il nuovo rapporto pubblicato da Oxfam e WWF. Lo studio mostra come l’UE, attraverso la proposta di una tassa sulle emissioni di carbonio prodotte dalle rotte marittime, possa negoziare un’intesa per affrontare le enormi e crescenti emissioni di gas serra prodotte dal trasporto marittimo internazionale e aumentare di miliardi di dollari gli aiuti ai paesi in via di sviluppo per affrontare i cambiamenti climatici, senza colpire le loro economie.\r\n\r\nLe decisioni dei Ministri dell’Ambiente dell’Unione Europea previste nel mese di ottobre saranno fondamentali per superare l’impasse internazionale sulle emissioni internazionali del trasporto marittimo che dura da più di un decennio.\r\n\r\nIl rapporto “Out of the Bunker – Time for a fair deal on shipping emissions” “Fuori dal bunker – è tempo per un accordo equo per le emissioni del trasporto marittimo” è stato pubblicato in vista della conferenza sul clima di Durban (bunker è il nome dell’olio combustibile utilizzato a bordo delle navi).\r\n\r\nConcordare ulteriori tagli delle emissioni globali e trovare nuove fonti di finanziamenti per aiutare i paesi in sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici e ridurre le loro emissioni sono due delle più grandi sfide per il Summit di Durban.\r\n\r\nSecondo la proposta di Oxfam e WWF l’applicazione di un prezzo del carbonio di 25 dollari per tonnellata di carburante per le navi (noto come combustibile bunker) aiuterebbe a ridurre le emissioni e a generare 25 miliardi dollari all’anno entro il 2020. Il finanziamento potrà essere utilizzato sia per compensare i paesi in via di sviluppo per le spese di importazione, marginalmente più elevate, che potrebbero derivare dal prezzo del carbonio, sia per fornire più di 10 miliardi di dollari all’anno al Fondo verde per il clima (GCF). Il GCF è stato inaugurato alla conferenza dell’ONU sul clima dello scorso anno a Cancun, in Messico, per convogliare i fondi per la lotta ai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo, ma al momento non ci sono soldi.\r\n\r\nL’Unione Europea giocherà un ruolo fondamentale per arrivare a tale accordo. Più di un decennio di stallo nelle trattative per raggiungere un accordo globale sulle emissioni del trasporto aereo ha indotto l’UE a includere unilateralmente i voli dentro e fuori in continente europeo nel sistema UE di scambio di quote di emissioni.\r\n\r\nL’Europa non ha bisogno di agire unilateralmente sulle emissioni dei trasporti marittimi – ha detto Elisa Bacciotti, direttrice campagne di Oxfam – La UE è perfettamente in grado di arrivare a un accordo equo e globale per ridurre le enormi emissioni di gas serra generate dal trasporto. Accordo che non colpisca ingiustamente i paesi in via di sviluppo e raccolga miliardi di euro in contanti per azioni per il clima nei paesi poveri.E’ tempo per il trasporto marittimo di diventare parte della soluzione del cambiamento climatico, non una grossa parte del problema”.\r\n\r\n”La conferenza sul clima di Durban quest’anno offre l’occasione ideale per un accordo globale sul trasporto marittimo, un meccanismo per affrontare le emissioni del settore e allo stesso tempo fornire finanziamenti per lo sviluppo dei paesi poveri – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – Questo dovrebbe essere uno dei pilastri per un pacchetto di risultati forti da raggiungere a Durban, in grado di mettere il mondo sulla strada per evitare cambiamenti climatici dirompenti. Questo può essere un contributo concreto che l’Unione europea, insieme con la presidenza sudafricana della conferenza sul clima, può portare avanti, garantendo una fonte innovativa di finanziamento. Il progetto dettagliato del Global Climate Fund sarà deciso a Durban, ma se non saranno identificare le fonti di finanziamento avremo una banca senza soldi “.\r\n\r\nIL PREZZO DEL CARBONIO: UN AIUTO PER IL CLIMA E PER I PAESI PIU’ POVERI\r\n\r\nLe emissioni totali del trasporto marittimo internazionale sono circa il 3% per cento delle emissioni globali – superiori al totale delle emissioni provenienti dalla Germania e circa il doppio di quelle dell’Australia. Una sola nave è in grado di produrre più emissioni in un anno rispetto a molti piccoli stati insulari.\r\n\r\nSecondo il rapporto di Oxfam – WWF, il prezzo del carbonio aumenterebbe i costi del commercio globale dello 0,2% – l’equivalente di soli 2 euro per ogni 1000 euro scambiati. Il Sud Africa, i cui costi di importazione potrebbero aumentare dello 0,14 % come risultato della manovra, potrebbe ricevere un risarcimento pari a circa 200 milioni di dollari all’anno, mentre il Bangladesh, i cui costi di importazione dovrebbero aumentare di 0,19% dovrebbe ricevere 40 milioni di dollari all’anno, in aggiunta alle entrate provenienti dal Fondo verde per il clima. Oxfam e WWF sostengono che questi soldi dovrebbero essere spesi per aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici dei popoli più poveri e vulnerabili in ogni paese.\r\n\r\nFonte: WWF

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