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Fili del tempo: il nuovo album di Marcello Capra

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A distanza di un anno dal suo ritorno con Preludio ad una nuova alba, Marcello Capra sforna il nuovo album, il nono di una lunga e affascinante carriera, dal titolo Fili del tempo. Prodotto ancora una volta dalla Electromantic Music e presentato con grande successo alla XVIII Convention ADGPA il 26 giugno, Fili del tempo è un’opera che viaggia tra passato e futuro, tra omaggi, rifacimenti, ricordi e intriganti novità.\r\n\r\nDieci brani che attraversano atmosfere eterogenee e affascinanti, tra richiami blues anni ’60, meditazioni acustiche e sguardi alla musica del mondo. Come afferma lo stesso chitarrista, “Un po’ come Salgari, credo di avere molta immaginazione: mi basta una foto, un quadro per “viaggiare”, in musica poi non ci sono barriere spaziotemporali, quei luoghi mi affascinano, inoltre artisti come Shankar, Piazzolla, Gismonti e altri meno noti sono fonte di ispirazione, cosa c’e’ di meglio che lasciarsi cullare da suoni ed armonie lontane?”.\r\n\r\nA differenza dei dischi precedenti, nei quali Marcello esplorava in solitudine le possibilità del suo flatpicking, stavolta ha deciso di affiancarsi a due grandi ospiti: una splendida Silvana Aliotta, indimenticata vocalist dei Circus 2000 (tra i primi protagonisti del rock italiano anni ’70), con la sua voce calda e vibrante, e Beppe Crovella, celebre tastierista degli Arti & Mestieri e produttore del disco, che ha aggiunto il suo inconfondibile tocco ai tasti d’avorio. Insieme a lui in pezzi favolosi come Dreaming Of Tinder, Irio e una focosa cover di I’m So Glad, il trio è affiatato e coinvolgente.\r\n\r\nSe lo spirito di Fili del tempo è quello di riavvolgere ricordi e dare spazio a desideri, Marcello compie un percorso di grande suggestione: omaggia i suoi Procession con un medley dedicato all’album Frontiera (1972), si ispira alle figure di Astor Piazzolla e Irio De Paula, presenta nuovi brani come Stand By, la title-track e la toccante Un sogno lucido, dedicata ai suoi nonni, cantanti lirici in giro per l’Europa tra anni ’20 e ’30. Un disco ammaliante per un artista sempre ricco di pathos ed espressività.\r\n\r\n \r\n\r\nFonte: Ufficio Stampa Synepress 44\r\n\r\n

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