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“Titoli di coda”: intervista a Nicola Santucci, location manager

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Il mio ospite di questa settimana è un location manager. Persona molto schietta e diretta, al punto che alla mia richiesta di foto mi ha risposto: “Io faccio il location manager, mica l’attore, metteteci un bel panorama! Spiega meglio quello che faccio io!” Noi rispettiamo l’opinione e la richiesta di Nicola Santucci.\r\n\r\nIn cosa consiste il tuo lavoro? Il lavoro del location manager consiste nell’avanzare proposte circa i luoghi dove il film o la fiction verranno girate. Mi spiego meglio: presa visione della sceneggiatura, che tuttavia spesso in fase di sopralluoghi non è ancora pronta, ma soprattutto dopo avere parlato con il regista e la produzione, mi viene spiegato in modo più preciso possibile, quali sono gli ambienti necessari alle riprese. Una volta stabilito ciò di cui la produzione ha bisogno e avuto un’idea di quello che il regista ha in mente, io mi muovo sul territorio alla ricerca di ville, boschi, appartamenti, uffici, caserme, tutti i luoghi che verranno poi utilizzati per le riprese. Poi insieme alla produzione spesso troviamo anche dove alloggiare troupe e cast. Questo è il mio lavoro a grandi linee, anche perché poi, come sempre succede in Italia, ti ritrovi spesso a fare mille altre cose, alcune che ti competono, altre un po’ meno, ma lo fai per agevolare il lavoro, insomma dai una mano: i permessi dal Comune, gli accordi con i proprietari dei luoghi delle riprese, i rapporti con altre maestranze del luogo.\r\n\r\nIl location manager ha un territorio di riferimento o agisce ovunque sia richiesto? Teoricamente ovunque; praticamente si fa riferimento ad un luogo, cercando poi di ampliarlo. Normalmente un location manager parte dal proprio territorio o di origine o comunque quello che meglio conosce, poi lavorando, si conoscono altri luoghi, altre persone e il territorio di “competenza” si allarga.\r\n\r\nCon il fiorire delle varie film commission, come è cambiato il lavoro del location manager? Adesso posso dire che il rapporto con le film commission è migliorato e che in molti casi la collaborazione è stretta, ma per molto tempo e con alcune tuttora, il rapporto è stato ed è difficile. Io capisco che la film commission ha il compito di promuovere il territorio e le professionalità della zona, ma, non so come dire, diciamolo brutalmente, io lavoro per la produzione, non per l’Ente locale. Spesso, facendo riferimento ad un territorio, si subiscono le pressioni legittime della produzione combinate con quelle non sempre legittime delle persone che su quel territorio vivono o che quel territorio amministrano. Devi sempre tenere presente che lavori per la produzione. Altrimenti cambi lavoro e fai il promotore turistico. Le film commission possono essere di grande aiuto alle produzioni, soprattutto in un periodo difficile come questo, credo tuttavia che in quelle strutture non sempre lavorino persone che sanno come funziona la “macchina del cinema”.\r\n\r\nLa conoscenza del territorio è un concetto chiaro, ma come fai a conoscere i giardini di una villa, o il folto di un bosco, o l’interno di un appartamento? Prima di tutto la conoscenza passa attraverso l’esperienza, ovvero attraverso gli anni di lavoro: più lavori più impari e più sai. Poi ti affidi anche a persone di fiducia, agenti immobiliari, guardie forestali chiunque possa aiutarti veramente, nel momento in cui sai di averne bisogno.. Tanto per farti un esempio banale: cerchi una cucina di un albergo? Ti rivolgi agli alberghi e ai ristoratori che conosci, ma non trovi la cucina giusta, allora parli con il regista, con la produzione, e poi con le persone del luogo; alla fine magari salta fuori che con pochi cambiamenti la cucina perfetta, quella che serve per le riprese, è quella della mensa di una scuola, o che so, di una parrocchia. Anche un po’ di fortuna aiuta.\r\n\r\nQuali sono “le gatte da pelare” nel tuo lavoro? I problemi possono essere pochi o tanti, e difficilmente lo sai prima di iniziare un lavoro. I sopralluoghi possono essere spesso stancanti e stressanti, perché molte volte non c’è ancora un’idea chiara di fondo. Non si conosce ancora esattamente dove e cosa si vuole riprendere, e allora è importante essere propositivi. Quando poi trovi il posto, a quel punto i problemi, no diciamo le complicazioni, possono arrivare dai proprietari della location, perché hanno paura che la troupe faccia danni; perché non si immaginavano che ospitare un set fosse un tale via vai di persone mezzi, cavi, luci, ci possono essere migliaia di motivi più o meno seri. È importante avere sempre una soluzione che accontenti la produzione e chi la location mette a disposizione. Una dose di diplomazia è fondamentale: magari il proprietario della villa vuole fare una comparsata, perché non accontentarlo?\r\n\r\nRubrica e intervista a cura di Alessandro Bertolucci\r\n\r\n 

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