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“Titoli di coda”: intervista a Claudio Valenti, agente

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Claudio Valenti è il nostro ospite di questa settimana. Un personaggio singolare ed estremamente interessante. Il suo ruolo in questo strano mondo del cinema e della televisione è quello dell’agente. Claudio, persona affascinante, si occupa della promozione dei suoi artisti e nel suo lavoro ci mette un nome, un’esperienza ed un team. Tutto questo è la Close Up Management. Come molte fra varie professioni presenti in questo mercato, anche quella dell’agente è una sintesi fra istinto, razionalità e grande sensibilità.\r\n\r\nPotresti spiegarci in cosa consiste il tuo lavoro e quali sono le qualità di un bravo agente? Il lavoro di un agente consiste nel promuovere gli artisti (attori, registi, sceneggiatori) attraverso la conoscenza approfondita delle loro potenzialità riuscendo a fare sì che i casting director, i registi, e le produzioni riescano a capirne e ad apprezzarne il talento. Come in tutte le professioni legate alle “risorse umane”, ai rapporti interpersonali le qualità principali di un agente credo debbano essere molta pazienza e istinto.\r\n\r\nCome si diventa agenti? Quale percorso formativo e professionale consiglieresti a chi volesse intraprendere questa professione? Premesso che a mio giudizio il mercato è saturo e che quindi non consiglierei al momento di intraprendere questa professione, il percorso per diventare un agente, come in molte altre professioni in questo settore, non è lineare. Non c’è una scuola per agenti. Ma è sicuramente importante una lunga pratica nel settore, per capirne le dinamiche, coglierne le idee e i desideri e, in quanto agente, offrire le soluzioni.\r\n\r\nCosa ti gratifica di più del tuo lavoro? Cosa mi gratifica? Il rapporto di stima e di affetto che si instaura con i propri rappresentati e la soddisfazione di essere corresponsabile della loro crescita professionale. Alcuni degli artisti che rappresento hanno letteralmente cominciato la loro carriera con me: fa piacere vedere dove siamo arrivati insieme.\r\n\r\nIl rapporto fra agente ed artista implica una conoscenza profonda da parte tua del tuo assistito. Come evolve nel tempo questo rapporto? Inevitabilmente si arriva ad una conoscenza reciproca tale che il rapporto che si instaura è di complicità e rispetto reciproco, fondamentali per collaborare a lungo insieme.\r\n\r\nTu hai attraversato trasversalmente tutto il mondo dello spettacolo passando per la moda, la televisione, la pubblicità, il cinema. Quali sono le differenze nel modo di affrontare il cinema e la televisione, rispetto alla pubblicità e alla moda? Per poter sottoporre la candidatura di un attore per un determinato ruolo, bisogna conoscerne le caratteristiche, le peculiarità, non solo fisiche, ma soprattutto caratteriali. Solo in questo modo si può pensare di candidarli a ruoli appropriati. Nella pubblicità e soprattutto nella moda, il discorso è molto più semplice, poiché ci si basa su aspetti prevalentemente esteriori della persona.\r\n\r\nRubrica ed intervista a cura di Alessandro Bertolucci\r\n\r\n 

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