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“Titoli di coda”: intervista a Rita Forzano, casting director

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Con grande piacere ospito questa settimana a “Titoli di coda”, l’eleganza e la signorilità fatta persona, una vera autorità nel settore cinetelevisivo. Troppi complimenti? Neanche per sogno: tutti meritati, perché nel “dorato” (si fa per dire) mondo del cinema, non sempre l’educazione, la sensibilità ed il rispetto altrui vengono al primo posto, dunque quando si riesce a trovarli in una persona è doveroso sottolinearlo.\r\n\r\nRita Forzano è una casting director con un curriculum spaventoso: serie televisive come “Montalbano”, film come “Il giovane Pertini”, e ancora “Gente di mare” “Don Pappagallo” e molti altri prodotti cinetelevisivi devono il loro cast ai provini e alle attente selezioni di Rita, con le relative esultanze o delusioni del popolo degli attori.\r\n\r\nPotresti spiegarci in cosa consiste il tuo lavoro e quali sono le qualità di un bravo casting director? Il mio lavoro consiste nel leggere una sceneggiatura e suggerire al regista gli attori per i vari ruoli. Naturalmente è importante parlare prima con il regista per capire le sue idee sul film e vedere se sono in sintonia con le mie. Per fare un buon lavoro di cast si deve avere la fiducia del regista: solo così si può avere una buona collaborazione.\r\nCome si diventa casting director? Quale percorso formativo e professionale consiglieresti a chi volesse intraprendere questa professione? Un bravo casting deve intuire le qualità di un attore e capire in quali ruoli può esprimersi al meglio. Deve intendersi di recitazione ed anche un po’ di psicologia soprattutto deve amare e rispettare gli attori come artisti e come persone umane. Il mestiere di casting non si impara come non si impara il metro di giudizio, per diventare un casting bisogna conoscere bene teatro, cinema e tutti i meccanismi della produzione, accanto a “quel certo non so che” che è un fattore innato ed inspiegabile…\r\nPrendere una sceneggiatura in mano e capire la tipologia di attore utile al personaggio è cosa tutt’altro che semplice. Fai tutto da sola o hai qualcuno che ti aiuta? Ed  in questa ricerca, le agenzie per attori, la produzione e il regista possono esserti di supporto o anche d’intralcio qualche volta? Il cinema è un mestiere che ha bisogno della collaborazione di tutti i settori che lo compongono, io per esempio ho un primo collaboratore con cui mi confronto sempre e altri che mi aiutano per i provini, chiaramente la collaborazione più stretta è con il regista, accolgo sempre anche i suggerimenti delle agenzie, che di intralcio non mi sono mai, come ho già detto la collaborazione è essenziale.\r\nIn Italia si parla, lamentandoci, del dilagante fenomeno delle raccomandazioni. Come giudichi la situazione nel settore cinetelevisivo? Credo che sia una situazione oggi presente in quasi tutti i mestieri, che non si può certo negare, quella del settore cinetelevisivo è più evidente per sua natura. Ma con un bel provino fatto bene si possono risolvere molte situazioni.\r\nIl tuo lavoro richiede grande sensibilità ed estro, ma io so che tu esprimi questa qualità anche come costumista. Da dove nasce questo eclettismo? E quali sorprese ci riservi ancora? Sono per mia fortuna nata “a bottega”, infatti vengo da una famiglia di persone che si sono occupate di spettacolo e di scrittura da 4 generazioni, per cui si può dire che ho mangiato pane e teatro, cinema e cultura. Mettiamo pure in conto, e nello spettacolo questo esiste, che ho avuto un briciolo di fortuna. Se vi riservo ancora sorprese? E chi lo sa?\r\nRubrica ed intervista a cura di Alessandro Bertolucci\r\n\r\n

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