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Andrea Romano: Quante stelle un solo cielo

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È on line il videoclip di “Mondo” (regia di Nicolò Ghisla, fotografia di Graziano Chiscuzzu), oltre che disponibile in versione digitale su iTunes, il singolo che anticipa il nuovo album del cantautore bresciano ANDREA ROMANO, “Quante stelle un solo cielo” (Penthar – Mizar Records), che uscirà a metà aprile. “Il presidente chiuso in estasi nucleare, baciò l’oppositore in bocca e disse: mi vuoi sposare?  “Il sergente stanco della guerra, disse al comando: voi dite che si fa la storia ma io ho perso memoria”. “Più di 20 personaggi interpretano, non sempre in forma didascalica, ciò che la canzone vorrebbe narrare. – svela ANDREA ROMANO a proposito del videoclip – I molteplici atteggiamenti del divenire umano, qualità o storture comportamentali, nell’insieme, disegnano e descrivono il “senso” dell’uomo. La visione istantanea del molteplice riporta, fondendo, i molti, alla natura “una”. Quante storie un solo uomo – Quante stelle un solo cielo”.\r\nANDREA ROMANO, ex pilota di auto da rally e imprenditore, decide a 36 anni di dedicarsi interamente all’arte – con disegni digitali che rimandano alla poetica scanzonata del fumetto – e alla musica, fondendo le sue opere grafiche raffinate, eleganti e leggere con la melodia, dando vita a un’opera visibile ed ascoltabile grazie a questo suo progetto discografico.\r\n“Parole e musica nascono, per quanto mi riguarda, quasi sempre insieme – spiega ANDREA ROMANO – Mi metto al pianoforte, comincio a suonare qualcosa, trovo una melodia, e subito si intersecano parole e frasi che non trovo nella memoria. Nuove e sconosciute. Poi aggiusto, taglio, cucio e confeziono.”\r\nIn questo suo secondo album, “Quante stelle un solo cielo”, 11 brani, sette arrangiati dal grande maestro Umberto Iervolino (“Mondo”, “Poi”, “Da te per me”, “Solo un passo”, “Dimmi”, “Marilù”, “Lasciami”), tre dai Kaufman (“se io fossi vento”, “una piccola stella”, “quando io saprò”) e la cover, “Ti lascio una canzone”(omaggio al grande Gino Paoli), da Paolo Costola.\r\nParole e musica da un lato, colore e forma dall’altro. Sono i quattro fili che si intrecciano a tessere il finissimo mondo poetico di questo poliedrico autore che, in un tempo in verità sorprendentemente breve, ha inaugurato un percorso artistico in cui liberare verso l’esterno un’energia espressiva annidata nel profondo, coltivata da sempre come ricerca interiore e finalmente sbocciata con una spontaneità quasi disarmante. ANDREA ROMANO quando produce le sue opere grafiche non fa nulla di diverso rispetto a quando scrive o canta. Semplicemente concede all’Idea di diventare forma, di essere così condivisa, capita o fraintesa, o, soltanto, di suscitare emozione.\r\nANDREA ROMANO, bresciano, classe 1965, nasce come pilota di auto da rally (dove ottiene discreti piazzamenti), crescendo poi come imprenditore. Un giorno, a 36 anni, decide di sperimentare nuove strade e nuove esperienze. E si mette in gioco con umiltà e impegno. Andrea sente l’esigenza di imparare a suonare il pianoforte e lo fa. Decide di imparare a cantare e lo fa, frequentando, nel frattempo, laboratori teatrali.\r\nLa sua arte ha bisogno delle immagini e lui impara a dipingere. In sostanza sente che le emozioni, la semplicità, e la cultura che stazionano dentro di lui vanno espresse e condivise con gli altri. In modo raffinato, ma popolare, autentico ma elegante. Come lui stesso si presenta.\r\nAndrea Romano è anche fondatore della Penthar Music, la sua giovane, ma ambiziosa, etichetta indipendente.\r\n\r\nFonte Parole&Dintorni\r\n\r\n \r\n\r\n 

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