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Due chiacchiere con… Mariagrazia Berti

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Mariagrazia Berti è musicista e pittrice, da poco è uscito un suo CD. L’abbiamo incontrata per saperne qualcosa di più.\r\n\r\nCon Transeuropa è appena uscito un libro con cd di cui hai scritto le musiche. Cosa accumuna parole e musica?\r\nIl CD ARMONIE è uscito il 16 marzo 2011 insieme al volume Madre Morte di Marosia Castaldi, Simona Castiglione, Eva Clesis, Paola Presciuttini, Roberta Salardi, (edizioni Transeuropa- Collana Inaudita) e non c’è un legame – parole e musica – vero e proprio. La casa editrice Transeuropa ha dato vita ad una collana editoriale chiamata Inaudita che propone abbinamenti sempre nuovi tra testo e allegato multimediale, una forma innovativa dove le varie sensibilità artistiche interagiscono e dove, per quanto riguarda l’allegato multimediale (CD, DVD…) trova un nuovo canale distributivo come la libreria. Come ho già detto sopra la musica è nata indipendentemente da ciò che mi era stato proposto dall’editore Giulio Milani di Transeuropa. E’ stata una fortunata occasione per me di veder realizzato un piccolo sogno, e poter far “sentire” ad un pubblico più vasto la mia musica.\r\n\r\nAutrici diverse, storie diverse anche musicalmente si respirano suggestioni distanti tra loro?\r\n\r\nLe autrici del volume Madre Morte sono 5 scrittrici italiane che hanno pubblicato romanzi e racconti con alcune delle principali case editrici (Feltrinelli, Newton Compton, Meridiano Zero, Effigie…). Roberta Salardi, Paola Presciuttini, Marosia Castaldi, Simona Castiglione, Eva Clesis, “voci femminili -come spiega l’editore Giulio Milani- che immaginano alcune vicende criminose o situazioni deliranti che preludono e circondano i delitti in ambito familiare, con inattesi richiami al materiale fiabesco o fantastico, con eventuale rimpasto di elementi tratti dalle antiche fiabe. Il ricorso al mito o alla fiaba può essere un modo alternativo per avvicinarsi alla comprensione di gesti estremi ed oscuri. Ma è solo una chiave per entrare in questo genere di storie; ogni autrice se ne è servita a sua discrezione, secondo la sua sensibilità”.¬ Per capire meglio l’abbinamento del volume Madre Morte con il mio CD Armonie riporto le parole dell’editore Giulio Milani: “Le Armonie del titolo sono composizioni originali, ideali colonne sonore per film immaginari che contrappuntano di dolcezza femminile le fiabe nere efferate e crudeli di Madre Morte, in una compenetrazione continua e dolorosa, gioiosa.”\r\n\r\nQuando leggi, ascolti la musica o prediligi il silenzio?\r\nLa lettura è un momento molto intimo in cui una persona si ritrova ad assaporare sensazioni, profumi, immagini, fantasie, emozioni, suoni… è come stare ‘alla finestra’ tutto può accadere quando ci si affaccia, un paesaggio immaginario, una visione può sconvolgere e coinvolgere in mille giochi di fantasia, puro divertimento dell’anima, magia comune a molti ma che in quel momento appartiene solo a noi, che partecipiamo, graziati a quel piccolo attimo di intimità. Quando leggo prediligo il silenzio, inteso non come assenza totale di suono ma come momento in cui si può ‘sentire’ veramente una coralità di emozioni.\r\n\r\nCos’è il silenzio per un musicista?\r\nPer me ha una valenza importantissima, un momento di meditazione interpretativa, passionale, romantico, ascetico. Non è una fine di un ‘qualcosa’ ma un intermezzo evocativo, musicale, talvolta sonoro dell’anima. Il silenzio in musica è tradotto come pausa, un’interruzione momentanea del suono che ha un enorme significato e lo stesso valore di una nota musicale. È come un respiro, calmo, appagante, la cosiddetta Voce del Silenzio è come un canto spirituale per il nostro cuore. Talvolta una ‘pausa’ dice più di un susseguirsi di note, il mistero di un’assenza sonora piena di sensazioni immaginarie che prendono forma nel tuo ego più recondito e dove l’anima ritrova pace, serenità, equilibrio.\r\n\r\nTu non sei propriamente una compositrice si può parlare di improvvisazione musicale, come Bollani?\r\nMi sono diplomata in Pianoforte nel 1990 presso ll Conservatorio ‘Mascagni’ di Livorno sotto la guida del M° Francesco Cipriano e fin da piccola ho sempre amato ‘strimpellare’ al piano. Diciamo che gli studi musicali classici mi hanno aiutato moltissimo in questo lungo percorso di ‘Improvvisazione’. I miei brani non sono costruiti a tavolino , o meglio provando a scrivere qualche armonia davanti al piano, ma sono note che escono dal profondo, istintive, quasi un fiume che sta per traboccare, talvolta con acque calme, pacate, dolci alternate a momenti di eccitazione, euforia, tumultuo… Nei brani ci sono dei motivi ricorrenti che naturalmente danno un senso compiuto alla composizione ma, proprio per questa mia forte istintività, nei concerti spesso capita che durante l’esecuzione cambi improvvisamente qualche nota per poi riprendere il brano nella sua iniziale armonia. Tutto ciò potrebbe rappresentare un rischio, ma fortunatamente questa mia capacità d’improvvisazione non mi ha mai giocato brutti scherzi. Stefano Bollani è un grandissimo improvvisatore ¬ compositore ¬musicista e non posso che apprezzare le sue immense qualità d’artista. Non amo emulare nessuno, e credo fermamente e fortemente che ogni artista debba trasmettere la propria personalità e sensibilità proprio per creare quella complicità tra artista e pubblico al fine di suscitare delle vere emozioni. Questo è il fine dell’arte e il vero artista come diceva Oscar Wilde ‘è il creatore di cose belle…’\r\n\r\nDove ha radice la tua sensibilità?\r\nNon credo che la sensibilità si possa acquisire ma è dentro di noi, nel nostro patrimonio genetico. Sicuramente le esperienze della vita, la crescita, l’ambiente familiare, gli studi, il lavoro, le amicizie, gli amori sono fattori che influenzano molto la nostra anima sempre pronta ad accogliere la vera essenza della vita. Abbiamo tutti bisogno di questo ‘ossigeno vitale’ per esistere, e l’arte sicuramente è una valida ed importantissima fetta di quel grande puzzle che è la nostra esistenza. Sensibilità non significa solo piangere per un evento che ci commuove, ma è un qualcosa di più profondo, di mistico, trascendentale, enigmatico. La sensibilità non può essere generalizzata, ma deve essere personalizzata in base alla nostra sensibilità individuale. Ognuno di noi è stato creato in modo diverso, con una propria identità e una propria individualità che lo fa essere speciale ed unico. Io mi ritengo fortunata perché sono cresciuta in una famiglia dove i valori primari erano e sono l’amore e il rispetto per noi stessi e il prossimo, e la musica nel mio cammino ha incrementato notevolmente questa grande forza interiore che spero, in qualche modo, possa essere trasmessa con le mie note…\r\n\r\nVirginia Woolf parlava della scrittura come un’esperienza medianica, la musica può essere una cosa simile?\r\nLa musica è un linguaggio universale, espressione di emozioni, suoni, Sensazioni, ritmo, armonie, colori, simmetria. Credo che tutte le forme d’arte abbiano intrinseco un significato medianico e, per l’artista stesso, la realizzazione della propria opera può veramente essere un’esperienza medianica. Il rapporto ‘carnale’ che si crea tra l’autore e l’opera è un qualcosa di spirituale, la creazione prende forma da Te, dalle tue mani, dai tuoi occhi, dal tuo spirito e nella sua crescita le emozioni sono inspiegabili, il mistero che si crea è come un inno di gioia che infonde pace, serenità, equilibrio. È come un susseguirsi di note, ‘attimi’ musicali , ‘presenze sonore che escono come per incanto dalla tua anima e la forza dell’artista sta nel prolungare il più possibile questa estasi. Sono stata definita una ‘romantica’ e sono felice di questa affermazione. Il Romanticismo stravolge le forme musicali classiche per assecondare il fluire dei sentimenti più disparati e lo scopo finale cui aspira il musicista romantico è sempre il raggiungimento della piena espressione della propria creatività.\r\n\r\nTu dipingi quali i rapporti tra immagini e musica?\r\nLa pittura ha sempre rappresentato per me una delle arti più nobili insieme alla musica. Prediligo la pittura moderna, astratta a quella classica e i miei artisti preferiti sono W. Kandinsky, Paul Klee, J. Mirò, L. Fontana, M. Schifano, e molti altri. Riconosco nella pittura classica una maestria e una forza immensa d’espressione ma davanti ad un’opera di uno degli artisti sopra citati l’emozione diventa incommensurabile. La mia pittura, o meglio, non ho mai usato un pennello ma pennarelli acrilici è moderna, sono disegni a mano libera dove il gesto corre sulla carta e dove l’improvvisazione prende il sopravvento. Non ho fatto studi pittorici, a differenza della musica, ma in essi prevale un’armonia, un equilibrio propri dell’arte musicale. Ho iniziato usando il bianco e il nero, i colori del pianoforte poi, è comparso il colore talvolta timido, talvolta dominante. Possono sembrare opere grafiche per le linee geometriche, circolari quasi senza una fine ma dove è rappresentato un concetto armonico ben preciso con dei punti di fuga, quasi ad intravedere un infinito desiderato… Ho fatto molte mostre in Italia ed una in Germania ed ho vinto vari premi nazionali ed internazionali ma è dal 2003 che non mi affaccio più nel panorama artistico e mi sono dedicata maggiormente al primo amore che è la musica. Per meglio capire il rapporto tra immagine pittorica e musica voglio riportare alcun frasi, presenti nel mio catalogo, del critico d’arte. Antonella Serafini che mi ha seguito in quegli anni:  ‘nell’osservare l’opera della Berti si ravvisa immediatamente l’equilibrio dei segni e dei colori, si rimane attratti dal rincorrersi degli uni verso gli altri come note di un testo musica.  Le opere della Berti si avvalgono della sintesi propria della composizione musicale, si realizzano attraverso la fusione della pura intuizione con elementi provenienti dal reale. Vivono cioè della doppia dimensione e della presenza simultanea dell’astratto e del figurativo. Sono disegni a mano libera, non prevedono pentimenti, che significa una notevole conoscenza e proprietà dello spazio e delle sue leggi. Sono opere uniche, quadri dove l’hic et nunc è prima di tutto il gesto senza ripensamenti. Ma non quello dell’action painting, il gesto di MariaGrazia è calmo e misurato da un’attenzione costante e paziente. Ed è ancora alla educazione musicale che ci dobbiamo rifare dove ogni volteggio sui tasti, che pure deve apparire libero, leggero, istintivo, proviene dalla capacità di controllo di infiniti dettagli…’\r\n\r\nIntervista di: Sara Missorini\r\n\r\n

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