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Due chiacchiere con… Micaela

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L’abbiamo incontrata telefonicamente alla vigilia del Festival di Sanremo. Micaela ha una voce squillante e solare. Affronta la sfida di Sanremo con una consapevolezza che la rende ben più matura dei suoi 17 anni e ci svela qualcosa in più, di molto personale, su “Fuoco e Cenere”, la canzone con cui si presenterà sul palco dell’Ariston tra poche ore…\r\n\r\nQuale ricordo porterai con te dell’esperienza del 2009 a “Ti lascio una canzone”?\r\n\r\nSicuramente l’ambiente familiare, eravamo una grande famiglia essendo stati insieme sempre per tre mesi, come fratelli e sorelle. Molti dei miei compagni di avventura li sento ancora oggi e spero di poterli continuare a sentire anche in futuro. Spero in un rapporto che duri per sempre con loro.\r\n\r\nDi cosa parla “Fuoco e Cenere”, la canzone che porterai al Festival di Sanremo?\r\n\r\n”Fuoco e Cenere” è una canzone scritta da Luca Venturi, Luciano Nigro e Francesco Muggeo che parla della perdita di una persona importante. Appena ho letto il testo il mio pensiero è andato subito a mio nonno perché c’è una frase, prodofondissima, nel testo della canzone: “ed è così che tu vivi dentro di me”. Ho visto così l’immagine di mio nonno che mi ha insegnato tanti bei valori e questa canzone è un modo per dirgli: “Grazie!”\r\n\r\nCosa vedi nel tuo futuro appena i riflettori dell’Ariston si saranno spenti?\r\n\r\nAldilà del risultato, continueremo sicuramente nel campo. Uscirà il mio primo album che conterrà 6 canzoni, tra cui il mio primo singolo, “Da sola sì”, “Fuoco e cenere” ed altri brani inediti. Continuerò certamente il mio percorso.\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nSe tu dovessi usare soltanto 3 aggettivi per definirti…\r\n\r\nQuesta è una domandona perché io non mi so descrivere… ti direi: semplice, giovane e gioiosa.\r\n\r\nCosa rappresenta per te il palco dell’Ariston?\r\n\r\nL’Ariston è per me uno dei più importanti palchi della musica italiana, da lì sono partiti o passati i più grandi cantanti del nostro panorama. Dunque, per me, è il massimo.\r\n\r\n \r\n\r\nChi sono le persone che hanno più creduto in te e nella tua scelta professionale?\r\n\r\nLa mia famiglia e miei produttori che hanno creduto in me e nelle canzoni, senza alcun dubbio.\r\n\r\nCome vive la tua città, Reggio Calabria, la partecipazione a Sanremo?\r\n\r\nI miei concittadini mi sostengono sempre, sono orgogliosi di me e mi hanno votato tantissimo durante le trasmissioni di selezione. Finalmente torna la Calabria sul palco dell’Ariston. Non ringrazio solamente la mia città, ma tutta la mia regione, la Calabria, che crede in me.\r\n\r\nCome è nata la collaborazione con Gatto Panceri, per il tuo primo singolo “Da sola sì”?\r\n\r\nLui era vicino alla mia città, abbiamo duettato insieme sul palco con Vivo per lei, nella sua versione precedente a quella di Bocelli e quando ci siamo conosciuti e gli ho parlato di me, si è offerto di scrivermi il testo di quello che poi è diventato il mio primo singolo, “Da sola sì”, una canzone che parla di una ragazza che in amore preferisce stare da sola, piuttosto che scendere a compromessi.\r\n\r\n \r\n\r\nQuando è nata la tua passione artistica?\r\n\r\nAvendo due sorelle più grandi che ascoltavano sempre buona musica, mi sono avvicinata anch’io, a 11 anni ho cominciato a studiare, ho capito che quella sarebbe stata la mia strada e tutt’ora continuo a studiare.\r\n\r\nIntervista di Sara Missorini

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