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In libreria l’ultimo di Fausta Garavini

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Da un paio di giorni in libreria Il diario delle solitudini, l’ultima fatica letteraria di Fausta Garavini.\r\nUna laguna, e un uomo che arriva ed abita la grande casa nel parco: scrive il Diario delle Solitudini. Ha avuto un incidente, ha il viso contratto. Il lettore scoprirà a poco a poco la sua identità e la dinamica del grave incidente che ha cambiato la sua vita. Ma la lingua e lo stile, affrancati totalmente dal gergo della contemporaneità, ci portano su strade sbagliate: il misterioso protagonista, nonostante alcuni indizi ben dissimulati, potrebbe essere un monaco, oppure un cavaliere, o uno di quegli artisti raminghi che hanno da attraversavato l’Italia alla ricerca del luogo felice. Invece è un fotoreporter ferito durante una missione in Algeria. Sappiamo che vive di colpe ma anche queste le scopriremo strada facendo. Il mistero della scrittura di Fausta Garavini, eccellente studiosa e traduttrice di Montaigne, è che gioca in controtempo. Prende una storia di grande attualità e la spoglia di qualsiasi riferimento temporale. Scrive una favola gotica, entra in un tempo indefinibile, parla di un dramma sfuggente. Il reporter vive in completo isolamento, con la sola compagnia, di tanto in tanto, di Norberto, la persona che provvede al suo approvvigionamento. Invece di elaborare il suo lutto – che è anche il lutto di un mestiere, quello del giornalismo, che ha perso ogni forma di passione – inizia a vivere della vita della casa: affascinato dagli indizi che lo circondano – i quadri, i mobili – , ricostruisce la vita dei suoi abitanti, segnata dalle guerre del Novecento e riscattata dall’arte. Sulle tacce di Rodolfo e Gualtiero, Amanda e Matilde, ma soprattutto sulle tracce dell’amore di Lavinia e Alvise – la cui tomba manca nel cimitero di famiglia, trova le lettere che descrivono le tappe del triste fallimento di una comunità felice. Lavinia e poi Livia: il passato lo porta al suo dolore, al suo presente, i nomi di ieri risuonano in quelli di oggi e sarà proprio grazie ai fantasmi degli uomini e delle donne della villa che il giornalista farà affiorare alla superficie anche la sua memoria.\r\n\r\nVINCITRICE DEL PREMIO MONDELLO NEL 1979 PER L’OPERA PRIMA DI NARRATIVA CON GLI OCCHI DEI PAVONI\r\n\r\nFausta Garavini, studiosa di letteratura francese e occitanica, traduttrice e scrittrice, ha insegnato alla Facoltà di Lettere di Firenze. E’ autrice della traduzione integrale dei Saggi di Montaigne (1966) e di numerosi lavori critici fra cui L’Empèri dóu Soulèu (1967), I sette colori del romanzo (1973), Parigi e provincia (1990). Redattrice di Paragone-Letteratura dal 1974, ha pubblicato diversi racconti in rivista. Fra i suoi romanzi, Gli occhi dei pavoni (1979), Diletta Costanza (1996),Uffizio delle tenebre (1998), In nome dell’Imperatore (2008).\r\n\r\nFonte: Alba Donati

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